Lungo o corto?

“Quanto deve essere lungo un romanzo?”
A questa domanda google risponde con circa 2.100.000 risultati.
A dire il vero a me non ha mai interessato. Forse voi vi siete mai chiesti quanto deve essere grande un’anguria?  L’importante è che sia buona e se le dimensioni sono piccole puoi sempre aprirne un’altra.
Qui ne parlo brevemente, contento per aver trovato dei romanzi lunghi quanto un telefilm, romanzi da prima serata, un’interessante proposta della Intermezzi Editore.

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11 thoughts on “Lungo o corto?

  1. Diciamo che ultimamente mi sono trovata a pensare che molti romanzi siano troppo corti, ossia manchino di approfondimenti e ambientazioni e anche se sicuramente la bravura dell’autore fa la differenza, è indubbio che qualche pagina in più aiuta. Forse ci sono studi di settore che dimostrano che il lettore italiano dopo 100 pagine rinuncia?

  2. Spesso se il tomo è pesante il lettore medio-basso tentenna ma anche la brevità è un’arte, perché la il numero delle pagine di per sè non significa nulla. Spesso nella brevità tuttavia vi è una necessaria ricerca dell’essenziale. “Scusami se ti ho scritto una lettera così lunga ma non ho avuto il tempo per scriverne una più breve” non ricordo a chi attribuire questo motto ma mi torna spesso in mente. E ora clicco e vado a leggerti 😊

  3. Molto gradevole la recensione, quel libro poi riporta agli anni ’80 e a cose che conosciamo bene.
    Lunghezza o brevità? Dipende solo dalla qualità della scrittura, secondo me.
    E poi certo, in alcuni momenti della vita si prediligono letture brevi ma un buon libro di seicento pagine può essere un ottimo compagno di viaggio, dipende dallo scrittore. Ciao caro, buona giornata a te!

    • in certi momenti della vita o in certi momenti della giornata. Un romanzo brevissimo io me lo gusto al posto del telefilm, prima di andare a nanna o durante la pausa pranzo

  4. Io bado al contenuto. Ora non che questo piccolo librino che porto in borsa sia il massimo della letteratura…piccolo com’è: un francobollo.
    Mi è piaciuto all’istante il libro di Erri De Luca dal titolo “Lettere a Francesca” e non ho esitato all’acquisto…è stato amore a prima vista, ripagatissimo.

    Mai guardato il numero di pagine; se pesano mentre le leggo vuol solo dire che il contenuto non m’ha catturato.
    Come diceva Miss Fletcher…è la qualità della scrittura in primis…

    Nel mio ultimo post, cosa mai fatta prima, ho pubblicato un racconto di uno “scrittore” sconosciuto perlomeno…diciamo meglio blogger. Bene questo racconto mi ha coinvolto emotivamente. Eppure non è un libro. Ma ha una sua storia raccontata in modo avvincente.

    ciao
    .marta

  5. Strano però. L’autore che hai scovato mi pare abbia una sua casa editrice, Las Vegas Edizioni, e pubblica con Intermezzi? Le stranezze dell’editoria…
    Per l’anguria concordo, non importano le dimensioni, basta che sia buona (anche se io in realtà me le mangio comunque, in quanto angurie. Che posso farci, sono una diligente e affamata 🙂 )

  6. Perché ti suona strano? Succede in ogni settore: c’è il medico che ha un proprio studio e lavora in ospedale, il violinista che suona con il proprio quartetto ma anche nell’orchestra. E pure il cuoco, prepara da mangiare in casa propria e anche al ristorante.
    🙂

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