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Cos’è che annuncia il Natale?

L’aria frizzantina e le giornate nebbiose? Il profumo di caldarroste e i mercatini nelle piazze? No, da un po’ di anni per me il Natale arriva quando Morena Fanti pubblica la pagina natalizia, che qui, con un po’ di ritardo rilancio.

http://www.scriveregiocando.it/natale16.html

Una barba lunga un anno

Konrad Faber Von Kreuznach (1500 c. - 1552) Ritratto di Franta Kolb Dalla collezione Bernasconi, Verona
Konrad Faber Von Kreuznach (1500 c. – 1552)
Ritratto di Franta Kolb
Dalla collezione Bernasconi, Verona

Era il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, quando Antonio prese il rasoio e lo portò in cantina, per metterlo dentro una scatola di legno che già conteneva qualche oggetto in disuso.
Dopo due giorni, sua moglie Agata, notando quel velo bianco che copriva le guance del marito, gli chiese:“Che hai? Non ti radi più?”
“No”.
“E perché?”
Lui alzò le spalle, come per dire, “lo faccio così, tanto per provare”.
Ma dopo una settimana, quando quella barba si allungò di un centimetro, Agata disse:
“E allora? Mi spieghi il motivo di questa barba?”
Lui alzò ancora le spalle, come per dire, “non preoccuparti, prima o poi me la taglio”.
“Beh, allora vedi di tenerla in ordine”.
Dopo un mese la barba era bella folta e lunga più di tre centimetri. Antonio era diventato un altro, a fatica i vecchi amici lo avrebbero riconosciuto.
“Dunque?” chiese di nuovo Agata passandogli le mani sul mento.
“Mi piace” disse lui. “Vedi, voi donne siete fortunate, potete passarvi le dita fra i capelli, giocarci e perfino soffiare con la bocca di lato e vedere i ciuffi salire. Io non posso più farlo e allora mi diverto a strofinare la barba con il palmo della mano, e poi passarci l’indice dentro e perfino metterla in bocca. Mi piace pizzicarla con le dita e impugnarla qui, sul mento. Del resto, le mani devo pur metterle da qualche parte”.
“Se è per quello ci sarebbero posti migliori della tua barba. E’ da un paio di mesi che non mi rivolgi più alcuna attenzione” osservò sua moglie.
“Lui alzò ancora le spalle, come per dire “cara mia, potrei dire altrettanto. Ma ho pure ottant’anni e due infarti alle spalle. Non ti pare di pretendere un po’ troppo?”
Trascorsero i mesi e ad agosto sua moglie disse:
“Non ti pare che ci sia troppo caldo per tenere tutto quel pelo?”
La barba di Antonio era cresciuta di circa dieci centimetri e lui se la curava ogni giorno, la profumava e spesso l’ammorbidiva con dell’olio.
“Come protegge dal freddo, il pelo protegge anche dal caldo” sentenziò lui.
Arrivò infine il mese di dicembre e sua moglie si stupì quando la chiamò:
“Agata, vieni qui un momento”.
Era in camera, mezzo nudo, con un costume da babbo natale in mano.
“Su, aiutami a indossarlo”.
“Ma che vuoi fare? Ti metti a fare il pagliaccio alla tua età?”
“E’ l’ultima occasione che ho per farlo”.
Indossò il costume e prese un sacco di iuta che aveva riempito di dolci e piccoli giocattoli.
“Vado in piazza” disse.
E giunto in piazza si sedette proprio al centro, vicino al monumento ai caduti. Poco dopo alcuni bambini gli andarono vicino, ne giunsero altri, da soli o accompagnati dalle loro madri. Per tutti aveva una buona parola, una caramella o un gioco e rimase lì, tutto il pomeriggio per poi tornare il giorno seguente e quello dopo ancora, sempre con il suo costume, la sedia e il sacco pieno.
Sua moglie non ci fece più caso, scuoteva la testa e basta.
“Almeno indossa la maglia di lana” disse una volta, e lui, per accontentarla si mise anche le braghe del pigiama sotto il costume, si profumò la barba e poi diede un bacio ad Agata.
“Era da una vita che volevo farlo, da una vita”.
“Bene, ci sei riuscito. Ora va, i bambini ti aspettano”.
E lui andò in piazza, tutti i giorni fino alla vigilia di Natale e proprio mentre iniziava a nevicare raccontò l’ultima storia e regalò l’ultimo giocattolo. Poi, con il sacco vuoto tornò a casa dove sua moglie stava allestendo la tavola per il cenone.
“Finalmente! Su, sbrigati, fra poco arrivano!”
“Eh…quanta fretta. Fai gli onori di casa, io ho un po’ di lavoro da sbrigare”.
Si chiuse in bagno, armato di forbici e di un rasoio ancora sigillato, per dare di nuovo luce alla pelle del viso che così a lungo era stata coperta.
Con qualche imbarazzo si sedette a tavola: i suoi amici, ancora una volta non lo riconoscevano e poi aveva il viso di due colori, abbronzato in alto e rosa come un porcellino in basso.
“Non preoccupatevi” disse alzando il bicchiere di vino. All’epifania la faccio ricrescere, mi sono divertito troppo e questa potrebbe essere l’ultima volta”.
Agata sbuffò alzando gli occhi verso il soffitto.
“E io ti farò compagnia, diventerò un befana, con un bitorzolo sul naso, gli occhi cisposi e i capelli grigi e arruffati. Da domani comincio ad impegnarmi seriamente”.
Antonio rimase con il bicchiere sospeso a mezz’aria, la bocca aperta e gli occhi stralunati. Sapeva che sua moglie, la sua bellissima Agata era capace di farlo. Si grattò il mento, come per cercare quella barba che non c’era più, gli scappò un sorriso e disse:
“Va bene, domani ne riparleremo. E ora…Buon Natale!”

Gli altri racconti di questa pagina natalizia potete leggerli qui

Regalo ‘La centesima finestra’ di Morena Fanti

Ne avevo parlato qui e siccome qualche giorno fa ne ho vinta una copia (qua), ho deciso di regalarla a qualcuno.
Ora…io potrei anche anticiparvi un po’ la storia ma non lo faccio per non condizionare la lettura.
Dico solo che nella mia personale classifica dei personaggi,  in testa rimane saldamente Fabio. Che sia un signore lo si capisce fin dall’inizio e mantiene il proprio stile fino in fondo. Su Annalisa e Dario la mia opinione è gravata dall’educazione vittoriana di cui ho goduto. E un po’ di simpatia va verso la signora Bastiani.

Comunque voi non ci state capendo nulla, lo so, ma avete modo di capire perché la copia che ho vinto mi appresto a regalarla  a chi:

  • possiede un reader, ovviamente
  • a chi indovina se preferisco questa:

o questa:

  •  indovina quale dei 4 Beatles non mi è mai stato simpatico.

Se nessuna risposta soddisfa tutti e tre i requisiti, il book va al primo che si è avvicinato.

Suvvia, l’ho fatta facile, provateci. Il fortunato vincitore sarà comunicato domani.

La Centesima Finestra, di Morena Fanti

Ci sono personaggi che non hanno nulla da dire ma trovano qualcuno che lo fa per loro.  E il risultato si vede, perché a me delle ricette, i consigli per vivere bene, le barzellette e le massime dei soliti personaggi televisivi o pallonari non importa nulla.
Ci sono invece autori che hanno molto da dire ma purtroppo le solite Case Editrici sono occupate con i vip di cui sopra.

Ma un sistema si trova sempre.
Un autore che ha molto da dire è Morena Fanti che ha scritto questo , ha fondato questo blog letterario, questa rivista online e ogni anno, a Natale, crea una raccolta di racconti, poesie e altro.
Fresco di stampa, verrebbe da dire, è appena uscito il suo nuovo romanzo, La  Centesima Finestra.

Lo trovi in vendita quiqui e qui

Basta un click ed è vostro, io lo sto facendo con Amazon.

E dopo aver celebrato la copertina di Arthur, una breve presentazione del libro, copiata pari pari da Amazon:

“La centesima finestra è quella che si apre all’improvviso sullo schermo del pc ed è la finestra attraverso cui entra un ospite inatteso, o inopportuno. Un ospite che cambierà il tuo pc. …o la tua vita.”

È un evento imprevisto, quello che entra nelle vite di Annalisa, Dario e Fabio. Un evento che li spingerà a prendere decisioni che modificheranno la loro vita e le loro percezioni.
I tre, amici dai tempi dell’università, si ritrovano tutti insieme dopo molti anni e trascorrono tre giorni in un paese della Liguria. Il loro affetto è tanto forte da spingerli a stare insieme in un modo che non avevano mai osato negli anni di gioventù.
Quando si salutano Annalisa comunica loro che non si rivedranno più.
Sarà davvero così? È possibile dimenticare tre giorni di perfezione, di distacco dal mondo?
Ogni evento trascina e porta lontano una parte di loro, fino a farli diventare ‘diversi’. Ma, dopo qualche settimana, dopo avvicinamenti e qualche circostanza taciuta, la situazione precipita. È in quel momento che ognuno di loro dovrà accettare una parte di sé che non credeva di possedere.”

Più incipit per tutti: non si vince nulla, questo è il bello.

Sarò  sincero: proprio qualche giorno fa mi ero ripromesso di non occuparmi per un po’ dei tempo di quello che succede in rete e quindi lasciare perdere concorsi e iniziative letterarie. Ho poco tempo a disposizione e tante idee da portare a termine. Le ore al sonno le ho già rubate e di più non riesco a fare. Quindi mi ero detto: risparmiati, focalizza, scegli due, tre obiettivi e lascia perdere tutto il resto.
Poi è arrivata la proposta di Morena e a lei non si può dire di no.

Ecco quindi l’iniziativa Più incipit per tutti. Si può aderire lasciando un commento qui.

Poi tornerò ai miei doveri e mi farò distogliere solo da un eventuale concorso che invece di cinque incipit proponga altrettanti finali.