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Sweet Jane: la intro

Avrò avuto circa quattordici anni la prima volta che ascoltai Rock N roll Animal di Lou Reed. A quel tempo mi nutrivo di musica classica e rock: la prima volta che entrai in un negozio di dischi uscii con le sonate di Beethoven e Horses di Patti Smith. Erano anni nei quali un rock travolgente come quello di Ask the Angels mi coinvolgeva tanto quanto il Notturno numero 13 di Chopin.

Nella intro di Sweet Jane, quella che serviva per introdurre la canzone ma anche Lou Reed sul palco, ci trovai l’unione tra la classica e il rock. E invidiavo il dialogo di chitarre tra Dick Wagner e Steve Hunter, il bassista Prakash John che s’intrometteva nei discorsi. E infine il riff: semplice, efficace. Se questo è entrato nella leggenda del rock, la Intro è entrata di diritto in quella della musica.
Qualunque ragazzino la ascolti, gli viene voglia di imbracciare una chitarra elettrica.
A me è venuta voglia di inserirla in un romanzo e darci pure il titolo.

Sweet Jane – Paolo Perlini

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Sweet Jane | Paolo Perlini

Quest’anno, per la seconda volta consecutiva, la nazionale di calcio non parteciperà ai mondiali. Niente male: con Sweet Jane puoi rivivere il glorioso cammino della nazionale di Bearzot dell’ 82.
È un romanzo che parla di calcio?
No, non ne sarei capace. Ma tutta la vicenda si snoda con queste partite di sottofondo, con gli incontri delle fasi eliminatorie e della parte finale che Michele, il protagonista, non riesce a vedere.
Perde le fasi più belle, i gol di Paolo Rossi, la vittoria finale, perché Giovanna, la matrigna del suo amico lo marca stretto, applica il pressing, e gli chiede di realizzare qualcosa che lui non è capace di fare: uccidere.

Sweet Jane di Paolo Perlini
Genere: Narrativa contemporanea
Collana In Quiete
Prezzo: 16.00 €
Nº pagine: 216
Dimensioni: 14×21 cm
Copertina di Salvatore Palita, Studio Segno
In uscita il 20 settembre! Prenota la tua copia!
Con segnalibro illustrato in omaggio.
Senza spese di spedizione.

Arrivederci Waterville!

CrunchEd, associazione culturale e sociale, inaugura la collana Roasted con il primo titolo: Arrivederci Waterville!, un breve romanzo scritto da Paolo Perlini e illustrato da Sergio Kalisiak.

Il romanzo è risultato vincitore nel 2012 del Premio biennale di letteratura per ragazzi “Olga Visentini” -Terza edizione, ottenendo il primo premio della Giuria Ufficiale e il Primo Premio della speciale Giuria Ragazzi, composta da alunni della scuola secondaria di primo grado. 

Dopo dieci anni lo presentiamo nella versione edita e illustrata.

«Il nostro è un paese tranquillo» disse il sindaco Petrof ai suoi cittadini, mentre assistevano alla partenza dei due malfattori.
«Un paese dove sappiamo cosa è successo, conosciamo quello che succede e anche quello che accadrà» concluse. E nessuno poteva
dargli torto. A Waterville tutto filava liscio e perfetto, come un orologio ben calibrato e oliato a dovere.
Un anno successe che per qualche oscura ragione smise di piovere.

Arrivederci Waterville!
27 giugno 2022 | I Edizione

scritto da Paolo Perlini
illustrato da Sergio Kalisiak
pp. 112
Carta copertina: Fedrigoni – Acquerello Avorio (FSC) gr. 240
Carta interno: Usomano Avoriata gr. 100
16,8×24 cm
rilegatura filorefe

età: 8+

ISBN 978-88-946939-9-7

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C’è una risposta a tutto, anche in formato ebook

E non ci sono più scuse: come dovrebbe sempre essere, dopo la carta arriva il digitale.

Risposte Sepolte, romanzo vincitore della V° edizione del Premio Letterario Mondoscrittura Città di Ciampino, vi costa quanto 2 Camel blue, poco più di una sfogliatella da Attanasio, un biglietto ATM, 4 pocket coffe, La Repubblica al sabato, un litro di vino rosso e sincero.
Potete massacrarmi con solo 1,99 euro.

Qui potete scaricare il pacchetto completo, epub+PDF

Si esce vivi dagli anni ’80?

WP_20171105_022Più di qualcuno, anche la giuria del premio Ciampino, ha definito Risposte Sepolte un romanzo vintage.
Ci ho riflettuto. Ero abituato ad altre categorie, definizioni, aggettivi ma tutto sommato mi trovo d’accordo. Parla di un tempo che non esiste più, di un’epoca durata fino agli anni Ottanta.
Un amico mi ha detto: “Anche se sono molto più anziano di te, quello che hai raccontato l’ho vissuto anch’io”.
Perché un tempo i bambini giocavano all’aperto, scorazzavano nei campi, costruivano capanne, davano la caccia ai topi e alle lucertole. Ingaggiavano battaglie, come i Ragazzi della Via Pal e tornavano a casa con le ginocchia scorticate. In un certo senso, dall’una in poi giocavano fino a sera.

Poi tutto è cambiato.

Tuttavia, non ho mai creduto nella superiorità della generazione precedente, anzi, ho sempre pensato il contrario. A mia nonna, che si lamentava per come andava il mondo, le ricordavo sempre che la sua generazione aveva consumato due guerre mondiali.
A chi mi dice che i bambini di oggi, sempre davanti ai videogiochi o immersi nel web profondo, diventeranno dei mostri, io ricordo che tanti bambini cresciuti negli anni del boom economico, sono finiti con un ago nelle vene o con una pistola in tasca. E poi non dimentichiamolo, anche se internet non esisteva, i mostri c’erano pure allora, anche dove si riteneva impossibile.

Non si esce vivi dagli anni 80” dicono gli Afterhours. Io di quegli anni non ho alcuna nostalgia, rimpiango solo una prospettiva più ampia, i denti intatti, i capelli che facevano pure caldo.
Ma neanche tanto.

Ciò non toglie che se qualcuno vuole dare una spolverata ai propri ricordi, solleticare la malinconia, ma anche sorridere sull’ingenuità e l’arretratezza culturale di quei tempi, può farlo leggendo Risposte Sepolte, acquistabile sullo shop del sito di Mondoscrittura Edizioni oppure su tutti gli altri store online.

E se qualcuno è nato in quegli anni, non ha giocato nei campi e nemmeno cacciato topi ma è cresciuto a forza di telefilm, Gameboy, Playstation, XBox, internet, McDonald e via dicendo…scoprirà che in fondo non siamo diversi. Siamo tutti esseri imperfetti in continua evoluzione.

Risposte Sepolte

risposte sepolte paolo perliniRicordo le corse al parco: dopo trenta minuti le idee si caricavano di nandrolone e spuntavano fuori come bubboni.
Ricordo le serate trascorse a scrivere e riscrivere e mi piaceva molto quel PowerBook grande il giusto, comodo, pratico. Con quella tastiera le mie dita avevano preso una confidenza inspiegabile.
Ricordo un invito per il dopocena che garbatamente rifiutai: dovevo concludere un capitolo.
Ricordo pure le stampe e le rilegature casalinghe, le spedizioni ad alcune case editrici, i consueti silenzi e rifiuti.

E poi non me ne curai più, persi l’entusiasmo e iniziai a scrivere dell’altro. A chi mi chiedeva dove fosse finito quel romanzo, rispondevo: è sepolto.
Sì, non l’ho trattato bene, l’ho trascurato troppo in fretta. Ma lui, quasi con prepotenza è tornato a farsi sentire, ha abbandonato il cassetto e grazie a Mondoscrittura ora può farsi leggere.

Si può ordinare inviando un email a direzione@mondoscrittura.it, nei principali store-on line e in libreria su ordinazione.

Lungo o corto?

“Quanto deve essere lungo un romanzo?”
A questa domanda google risponde con circa 2.100.000 risultati.
A dire il vero a me non ha mai interessato. Forse voi vi siete mai chiesti quanto deve essere grande un’anguria?  L’importante è che sia buona e se le dimensioni sono piccole puoi sempre aprirne un’altra.
Qui ne parlo brevemente, contento per aver trovato dei romanzi lunghi quanto un telefilm, romanzi da prima serata, un’interessante proposta della Intermezzi Editore.

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Vikram Seth: Una Musica Costante

Una musica costante è la storia di un amore, di un musicista, del suo quartetto d’archi. E poi è la storia di una pianista che nasconde un segreto, una delle peggiori cose che possono succedere ad un musicista.
Michael, il narratore, è un violinista che contro il volere del suo maestro ha scelto di suonare in un quartetto e non come solista.
Molte pagine del romanzo sono dedicate al rapporto tra lui e gli altri componenti il quartetto. Così dice in una delle prime pagine:

“Ogni prova del Quartetto Maggiore comincia con una scala di tre ottave, semplice e molto lenta, di tutti e quattro i strumenti all’unisono…Per quanto pesanti siano state le nostra vite negli ultimi giorni, per quanto acri le discussioni sulle persone, o sulla politica, per quanto viscerali i dissensi su ciò che stiamo per eseguire e su come eseguirlo, la scala ci ricorda che, quando si arriva a suonare, siamo una cosa sola”.

Michel suona un prezioso Tononi, prestatogli all’inizio della sua carriera da un’anziana signora che lo aveva spinto ed educato alla musica. L’ansia di perdere quello strumento accompagna molti pensieri del protagonista. Allo stesso tempo, Michel ama una donna che non gli appartiene, Julia, che non ha mai cessato di amare ma dalla quale dieci anni prima è fuggito.
Un incontro casuale ma fortemente cercato fanno riprendere questo amore che per un breve periodo prende il sopravvento sulla saggezza, la serenità conquistata, la famiglia di lei, i rapporti con il quartetto.

Perché si può leggere

Non è un libro riservato ai musicisti, anzi, anche chi è completamente dstante dalla musica classica, alle sue dinamiche e ai suoi significati, ne rimane affascinato ed incuriosito.
Parla di amore, amicizia, musica, tradimento, sfide. Insomma, parla di vita e la versione economica della TEA costa solo otto euro, troppo poco.
La struttura in brevi capitoli invece di rendere frammentaria la lettura, la rende più dinamica, leggera. Si può leggere un capitolo tra un pensiero e l’altro, tra un’occupazione e uno scambio di parole, per accorgersi poi di aver finito l’intero libro.

Io lo sto rileggendo per la seconda volta, alla ricerca di quelle note nascoste, fraseggi musicali che al primo ascolto passano inosservati.

L’autore

Vikram Seth è nato a Calcutta nel 1952. Ha studiato Economia alla Stanford University, trascorrendo lunghi periodi in Inghilterra, California, India e Cina.
Ha pubblicato: Autostop per l’Himalaya (1983), che descrive l’avventuroso viaggio compiuto da Nanchino a Dehli, passando per il Tibet, romanzo che ha ricevuto il Thomas Cook Travel Award
Nel 1986 scrive The Golden Gate un romanzo in versi che vende più di centomila copie soltanto negli Stati Uniti.
Il successo internazionale lo raggiunge con Il Ragazzo Giusto.