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Crowfunding “50 morsi di luna”

Il 20 luglio di 50 anni fa Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins lasciarono la loro impronta nella storia dell’umanità.

Per ricordare questo evento Crunched ha promosso il crowfunding “50 morsi di luna”, selezionando 100 illustratori italiani.

Il libro quadrato “50 morsi di luna” sarà un volume di 208 pagine con 100 illustrazioni ispirate da 100 citazioni lunari. La copertina stampata su carta Fedrigoni Sirio Dark Blue da 290 g impreziosita con stampa Pantone Argentato.

A questo link puoi vedere le anteprime di alcune illustrazioni, l’elenco degli autori, le altre ricompense…e puoi sostenere il progetto con la quota che vuoi.

E questa è la pagina Facebook dove puoi seguire il lavoro degli illustratori

Manca poco al termine e non vogliamo tornare sulla Terra senza Luna.

Sostieni questo progetto!

 

 

Pasqua a Padova: Kenny Random

Mi sono chiesto? Vale la pena spendere 25 euro per il biglietto famiglia e visitare la Cappella degli Scrovegni? Uhm…forse sì, forse no. Ultimamente sto deragliando verso il no perché sono stanco di questa cultura che chiede sempre più soldi e offre agevolazioni ridicole per le famiglie. Se continua così finirà che non spenderò più un centesimo nei musei italiani. Mi dedicherò solamente alle entrate libere, ai monumenti all’aperto, alle piazze.

“La Cappella è qui, mica scappa via” mi sono detto. Quello che rischia di andare perso è qui sotto.

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L’energia del sole di Maria Luisa Grimani

Mio figlio direbbe:
“Chissà quanti pesci ci sono lì dentro” e farebbe il gesto di gettare la lenza. Ma oltre a questo allungherebbe pure il collo e rimarrebbe in contemplazione, cercando di distinguere le trote fario dalle alghe, i pesci sole dai sassi, i salmerini dal fondo.
Io cercherei di ascoltare il silenzio dell’acqua, le voci dei pesci e strizzerei gli occhi per decifrare le lettere che gli insetti disegnano sul pelo dell’acqua. E perché no? Farei come Narciso e proverei a specchiarmi.
Se fosse piena estate mi verrebbe anche la voglia di infilarci dentro i piedi e poi, quando le ossa cominciano a scricchiolare, li tirerei fuori per asciugarli con l’energia del sole.
Per il resto del tempo rimarrei lì, seduto su di un sasso, con un filo d’erba in bocca e una zanzara sul collo.
Innocua.

La Luna di Sarima

La luna ha una circonferenza di 2 413 402 km, dista circa 384.000 km  dalla Terra ed  è coperta da 30 000 crateri. Mi piace pensare che da giovane abbia subito dei bombardamenti ormonali e sviluppato un’acne così micidiale da lasciarle il segno.

Qualcuno crede che abbia notevoli influssi sull’uomo, sugli animali, sulla Terra in generale. Io ho finito da tempo di chiedermi se sia vero e quanto.

Il regalo di Sarima

Mi piace anche pensare che in inglese il suo nome è dolcissimo: Moon. Pure in italiano suona bene, due sillabe prive di asperità.

E sentitelo in finlandese: kuu. Non è dolcissimo, anche se inizia con la kappa?

Invidio gli antichi, che provavano per essa ammirazione, timore ed erano capaci di dedicarle poesie cosi semplici da affogarci dentro, come quella che ho riportato qui.

Invidio anche gli uomini del futuro che magari potranno andarci a trascorrere il weekend con la stessa facilità con cui io vado a Vema .

Ma per ora, nell’attesa di trovare un buco spazio temporale, mi godo questo regalo di Sarima, arrivato proprio così, bello pronto da appendere.

Pochi metri tra Artemisia e lo Spadarino

Domenica mattina l’hotel offriva ai suoi ospiti tre quotidiani diversi e io non ho fatto complimenti, in certe cose sono molto goloso. Dopo una colazione pantagruelica  ho sfogliato il primo giornale, sorvolando rapidamente sulle pagine dedicate al nostro comico nazionale. Mi sono fermato qualche secondo sulla notizia che avevo già visto qualche giorno prima  in rete e che, essendo privo di tendenze voyeuristiche avevo evitato di guardare:  parlo della ragazza di 17 anni frustata perché era uscita con un uomo che non era suo marito.

Ora, premesso che:

  • pur essendoci un video, testimoni e conferme, le notizie sono spesso costruite a regola d’arte e magari, si spera, quella è solo propaganda o controinformazione.
  • non è tanto una questione di religione islamica, talebani o integralisti perché cose simili accadono anche nell’Occidente capitalista e cristiano.
  • a mio parere non esiste alcuna religione, credo, pensiero, etica, morale, uso, tradizione, consuetudine che giustifichi di mettere le mani addosso ad una persona non consenziente.

Concludo che, pur essendo un non violento, nel pomeriggio, quando mi sono trovato davanti a questo dipinto, di una delle più grandi e poco riconosciute artiste italiane, ho pensato che quella ragazza di 17 anni avrebbe diritto di fare questo, non all’estremo, fino alla soluzione finale, ma fermandosi un attimo prima, lasciando sul collo dei suoi carnefici tante cicatrici quante le frustate ricevute: una collana di 34 fili rossi.

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Artemisia Gentileschi: Giuditta e Oloferne – Galleria degli Uffizi, Firenze

Artemisia Gentileschi aveva sfogato con un dipinto la sua rabbia. E’ lei che sta decapitando Oloferne e bisogna andare vicino alla tela per vedere il sangue che schizza sui suoi vestiti, sul seno. E osservare i lineamenti del volto: duri, severi e allo stesso tempo sereni, come solo una vendetta eseguita su carta o tela può dare.

A pochi metri da lì ho trovato un dipinto che mi ha fatto riappacificare con il genere umano e che purtroppo riesco a proporre solo in bianco e nero: quella gonna alzata e quei pochi centimetri di pelle sopra il ginocchio sono tra le immagini più sensuali che abbia mai visto.

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Giovanni Antonio Galli detto Lo spadarino:Dei che bevono l'ambrosia ('Brindisi in Olimpo') - Galleria degli Uffizi, Firenze

Racconti Provenzali: L’atelier

La giovane donna è seduta sulla panchina e parla con sua madre. È in anticipo per l’appuntamento ma pure sua madre è arrivata presto.

“Passo a riprenderlo verso le ventidue, va bene?”

“Certo, stai tranquilla. Deve mangiare?”

“Ha fatto una merenda abbondante, non credo che abbia molta fame”.

“Be’, qualcosa mangerà”.

Il bambino, Èmile, gioca con la fontanella e poi si sposta per lasciare il posto ad alcuni turisti.

Sua madre lo osserva radiosa, quel figlio è la cosa più preziosa che abbia, ancora più della propria bellezza.

Le botteghe di souvenir stanno chiudendo, qualche turista si ferma a leggere i menù a prezzo fisso nei pochi ristoranti aperti. Il cielo minaccia pioggia e qualche goccia, fine fine, punzecchia il viso.

“È quasi ora, io vado mamma”.

“D’accordo, ci vediamo più tardi”.

“Ciao Èmile, comportati bene” dice a suo figlio che è tornato a giocare con la fontanella.

S’affretta a passi veloci verso la porta a fianco del negozio di saponette e profumi.

Suona il campanello ma non apre nessuno. Attende e poco dopo arriva un uomo che dietro di sé lascia una scia di trementina e olio di lino.

“C’est moi, madame!”

Lei sorride, lui apre la porta e salgono. Poco dopo, al secondo piano s’accende la luce dell’atelier. Qualche ombra si muove, la finestra si apre:

“Il pleuvra, madame?”

Lei si toglie la maglietta nera, il reggiseno, i pantaloncini ed infine i sandali. Rimane nuda, sdraiata su un’ottomana.

“Era questa la posa, maestro?”

“Sì, proprio questa”.

Una lacrima le scende dagli occhi.

“Oui, il pleuvra, monsieur”.

La Londe, 19-06-08