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L’energia del sole di Maria Luisa Grimani

Mio figlio direbbe:
“Chissà quanti pesci ci sono lì dentro” e farebbe il gesto di gettare la lenza. Ma oltre a questo allungherebbe pure il collo e rimarrebbe in contemplazione, cercando di distinguere le trote fario dalle alghe, i pesci sole dai sassi, i salmerini dal fondo.
Io cercherei di ascoltare il silenzio dell’acqua, le voci dei pesci e strizzerei gli occhi per decifrare le lettere che gli insetti disegnano sul pelo dell’acqua. E perché no? Farei come Narciso e proverei a specchiarmi.
Se fosse piena estate mi verrebbe anche la voglia di infilarci dentro i piedi e poi, quando le ossa cominciano a scricchiolare, li tirerei fuori per asciugarli con l’energia del sole.
Per il resto del tempo rimarrei lì, seduto su di un sasso, con un filo d’erba in bocca e una zanzara sul collo.
Innocua.

La Luna di Sarima

La luna ha una circonferenza di 2 413 402 km, dista circa 384.000 km  dalla Terra ed  è coperta da 30 000 crateri. Mi piace pensare che da giovane abbia subito dei bombardamenti ormonali e sviluppato un’acne così micidiale da lasciarle il segno.

Qualcuno crede che abbia notevoli influssi sull’uomo, sugli animali, sulla Terra in generale. Io ho finito da tempo di chiedermi se sia vero e quanto.

Il regalo di Sarima

Mi piace anche pensare che in inglese il suo nome è dolcissimo: Moon. Pure in italiano suona bene, due sillabe prive di asperità.

E sentitelo in finlandese: kuu. Non è dolcissimo, anche se inizia con la kappa?

Invidio gli antichi, che provavano per essa ammirazione, timore ed erano capaci di dedicarle poesie cosi semplici da affogarci dentro, come quella che ho riportato qui.

Invidio anche gli uomini del futuro che magari potranno andarci a trascorrere il weekend con la stessa facilità con cui io vado a Vema .

Ma per ora, nell’attesa di trovare un buco spazio temporale, mi godo questo regalo di Sarima, arrivato proprio così, bello pronto da appendere.

Sbreghi sghembi

millamilla-sui-tetti
millamilla sui tetti
cambio-dabito
cambio d'abito

E dunque
l’inalterabile ti annoia.
In volo su torri diritte
e rette lunari prosegui l’indugio
di chi ora concede e ora rifiuta,
scivolando sul  piacere del transitorio
senza attaccamenti.
Incedi tra cromie mistiche
stemperate su accordi freschi di
basilico e lavanda
ed è alla fine ma non solo
a me solo infine
che offri sbreghi sghembi su gambi di pelle,
un sogno cosmetico ambrato.

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Altre immagini della sfilata sono visibili qui