Categoria: sogni

Divertimenti #7

Quel che resta del sogno

panirlipe- magritte-Le thérapeute
Renè Magritte-Le thérapeute

“Dottore…” esordì la paziente distesa sul lettino. La stanza era oscurata da una tenda grigia che rendeva cupo l’ambiente  ma allo stesso tempo regalava protezione.
“Sì, mi dica” rispose il professore che sedeva poco distante.
“Questa notte l’ho sognata” continuò la donna e subito dopo si lasciò scappare un sospiro.
“Chi ha sognato?”
“Lei, ho sognato lei”.
“Ah, ora capisco. Mi racconti”.
“Ero entrata in questa stanza ma lei non c’era. Seduta alla sua scrivania c’era una donna che mi disse di essere la  domestica. Io trovai la cosa molto strana perché in genere le domestiche non si mettono alla scrivania. Stava scrivendo qualcosa al computer”.
“Non le disse altro?”
“No, disse solo che lei non c’era ma mentiva”.
“Perché dice questo? Come fa ad esserne certa?”
“Perché lei era proprio alle sue spalle. Era in piedi dietro la domestica”.
“Allora non mentiva. Se ero dietro non poteva vedermi”.
“Ma la sua mano era appoggiata su una sua spalla e dava l’impressione di parlarle”.
“Capisco. Quindi…questa domestica  non le fece una buona impressione?”
“No, proprio no. Non gradisco le persone che mentono, soprattutto se non ce n’è bisogno. Voglio dire: una grande menzogna posso anche comprenderla, può avere un motivo valido ma le piccole bugie no, sono inutili, sono un dispetto”.
“Ma nei sogni è concesso mentire” disse sicuro il professore.
“Davvero?” chiese la donna mettendosi a sedere.
“Sì, il sogno è menzogna, o meglio, è un po’ discolo, va lasciato borbottare, come se fosse la macchinetta del caffè. Quello che serve a noi è altro”.
“Cioè?” chiese la donna incuriosita.
Quel che resta del sogno, quello ci interessa e quella è la verità”.
La donna si rimise sdraiata.
“Ora glielo racconto” disse, e le parole le vennero fuori, senza alcuna fatica.