Categoria: letteratura

Azzorre, di Cecilia Maria Giampaoli

Abbiamo tutti delle date impresse nella mente. Non dico il giorno preciso, la data del calendario, ma la memoria di quello che stavamo facendo nel momento in cui un determinato fatto ha sconvolto la vita di molte persone.
L’8 febbraio del 1989 lo ricordo perché al mattino avevo sfogliato una nota rivista di viaggi. C’era un servizio che mi interessava e riguardava le Azzorre. Non so cosa mi avesse attirato, probabilmente il nome che riesce a essere delicato pur con quelle doppie consonanti. E poi le descrizioni dei paesaggi di origine vulcanica, lussureggianti, montuosi e selvaggi, lontani dal turismo di massa. Infine la nota che diceva come fossero isole difficilmente raggiungibili e i voli costosi, per cui era meglio affidarsi al recente servizio di voli charter.

È una rivista che conservo ancora. Ogni tanto la metto nel sacco della carta e poi la ritiro fuori. Magari un giorno potrà servirmi. È del 1983, sei anni prima di quanto è successo sul Pico Alto.

Autore: Cecilia Maria Giampaoli
Casa editrice: Neo Edizioni
Uscita: luglio 2020
Pagine:160

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Due lupi in fuga, dieci anni dopo

Dieci anni fa stavo per dire addio alla scrittura. O meglio, un arrivederci  perché la parola addio è presuntuosa, non ha fondamento scientifico, è imprevedibile. Ad ogni modo, stavo per salutarla quando arrivò un riconoscimento (uno dei tanti) che mi fece cambiare idea.
Ora, quel riconoscimento di cui qualcuno ha  parlato qui, è diventato un libro illustrato da Ombretta Blasucci, corredato di schede didattiche e integrazione digitale audiolibro. Presto entrerà nelle scuole di tanti studenti. Si spera.

Due Lupi in Fuga
Onda Edizioni

sdr

Si esce vivi dagli anni ’80?

WP_20171105_022Più di qualcuno, anche la giuria del premio Ciampino, ha definito Risposte Sepolte un romanzo vintage.
Ci ho riflettuto. Ero abituato ad altre categorie, definizioni, aggettivi ma tutto sommato mi trovo d’accordo. Parla di un tempo che non esiste più, di un’epoca durata fino agli anni Ottanta.
Un amico mi ha detto: “Anche se sono molto più anziano di te, quello che hai raccontato l’ho vissuto anch’io”.
Perché un tempo i bambini giocavano all’aperto, scorazzavano nei campi, costruivano capanne, davano la caccia ai topi e alle lucertole. Ingaggiavano battaglie, come i Ragazzi della Via Pal e tornavano a casa con le ginocchia scorticate. In un certo senso, dall’una in poi giocavano fino a sera.

Poi tutto è cambiato.

Tuttavia, non ho mai creduto nella superiorità della generazione precedente, anzi, ho sempre pensato il contrario. A mia nonna, che si lamentava per come andava il mondo, le ricordavo sempre che la sua generazione aveva consumato due guerre mondiali.
A chi mi dice che i bambini di oggi, sempre davanti ai videogiochi o immersi nel web profondo, diventeranno dei mostri, io ricordo che tanti bambini cresciuti negli anni del boom economico, sono finiti con un ago nelle vene o con una pistola in tasca. E poi non dimentichiamolo, anche se internet non esisteva, i mostri c’erano pure allora, anche dove si riteneva impossibile.

Non si esce vivi dagli anni 80” dicono gli Afterhours. Io di quegli anni non ho alcuna nostalgia, rimpiango solo una prospettiva più ampia, i denti intatti, i capelli che facevano pure caldo.
Ma neanche tanto.

Ciò non toglie che se qualcuno vuole dare una spolverata ai propri ricordi, solleticare la malinconia, ma anche sorridere sull’ingenuità e l’arretratezza culturale di quei tempi, può farlo leggendo Risposte Sepolte, acquistabile sullo shop del sito di Mondoscrittura Edizioni oppure su tutti gli altri store online.

E se qualcuno è nato in quegli anni, non ha giocato nei campi e nemmeno cacciato topi ma è cresciuto a forza di telefilm, Gameboy, Playstation, XBox, internet, McDonald e via dicendo…scoprirà che in fondo non siamo diversi. Siamo tutti esseri imperfetti in continua evoluzione.

Risposte Sepolte

risposte sepolte paolo perliniRicordo le corse al parco: dopo trenta minuti le idee si caricavano di nandrolone e spuntavano fuori come bubboni.
Ricordo le serate trascorse a scrivere e riscrivere e mi piaceva molto quel PowerBook grande il giusto, comodo, pratico. Con quella tastiera le mie dita avevano preso una confidenza inspiegabile.
Ricordo un invito per il dopocena che garbatamente rifiutai: dovevo concludere un capitolo.
Ricordo pure le stampe e le rilegature casalinghe, le spedizioni ad alcune case editrici, i consueti silenzi e rifiuti.

E poi non me ne curai più, persi l’entusiasmo e iniziai a scrivere dell’altro. A chi mi chiedeva dove fosse finito quel romanzo, rispondevo: è sepolto.
Sì, non l’ho trattato bene, l’ho trascurato troppo in fretta. Ma lui, quasi con prepotenza è tornato a farsi sentire, ha abbandonato il cassetto e grazie a Mondoscrittura ora può farsi leggere.

Si può ordinare inviando un email a direzione@mondoscrittura.it, nei principali store-on line e in libreria su ordinazione.

Scrivere per amore

O scrivere di amore? Che poi, capire cos’è l’amore è una faccenda sempre più complicata e difficile.
Così come sarà ardua la lotta in questa competizione. Ma io, che per natura mi nutro di poco e colgo la soddisfazione massima nelle piccole cose, lo ritengo già un successo.

Per competizione intendo il premio letterario Scrivere per amore, giunto alla ventiduesima edizione.

Questi sono i volumi selezionati dalla giuria:

  • AMORI SOSPESI DI ALBERTO ASOR ROSA
  • CHIEDI ALLA LUCE DI TULLIO AVOLEDO
  • OGNI SPAZIO FELICE DI ALBERTO SCHIAVONE
  • IL CORSO DELL’AMORE DI ALAIN DE BOTTON
  • RAGIONE E SENTIMENTO DI STEFANIA BERTOLA
  • IL GIRO DEL MIELE DI SANDRO CAMPANI
  • L’AMORE PRIMA DI NOI DI PAOLA MASTROCOLA
  • PERDUTAMENTE DI IDA AMLESÙ
  • L PRINCIPIO DELLA CAREZZA DI SERGIO  CLAUDIO PERRONI
  • NEI MIEI GIOCHI DI FANTASIA DI PAOLO PERLINI
  • LA NOSTALGIA DEGLI ALTRI DI FEDERICA MANZON
  • IERI, EILEEN DI FABIO IZZO
  • LA POZZANGHERA DI ULISSE DI FRANCESCO BUTTURINI
  • UN SOLO PARADISO DI GIORGIO FONTANA
  • VOI DUE SENZA DI ME DI EMILIANO GUCCI
  • LA NATURA DELL’AMORE DI JOHN BURNSIDE
  • IL TACCUINO SEGRETO DI ROMEO E GIULIETTA DI FABIO PIUZZI
  • CICATRICE DI SARA MESA