Attese

5 maggio 2020 | Attese

A ripensarci bene, quel treno che ci condusse a Venezia doveva aver compiuto un tragitto particolare: non ricordo di aver rivisto quei paesi, quegli scorci, quei caselli e le stazioni vuote. Come se per un giorno il treno fosse dirottato dai consueti binari per farsi un giro largo, ad ampio respiro, dilatare le distanze e il tempo.
E non raccogliere nessuno, perché oltre a Luca e alla sua ingombrante radio militare, c’era soltanto una ragazza con un pacco di spartiti sulle ginocchia. Con la mano destra pennellava le note nell’aria e seguiva un ritmo tutto suo, distante da quello di Walking on the Moon della radio.
Erano i nostri verdi anni delle tante aspettative, ora sono diventati quelli delle attese.

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