Il secondo concessionario

Non sembrava molto affabile, anzi, la prima impressione che ho avuto è stata negativa. E poi non capivo cosa guardasse fino a quando mi sono reso conto che probabilmente era strabico. Forse anche un po’ sconvolto, sì, la stessa faccia di quelli che si vedono nei film di guerra, scampati ad un bombardamento o a un assalto all’arma bianca.

Camminava pure in modo strano, come se avesse le mutande con una fastidiosa piega o il postumo della sciatica. Come se nella tasca ci fosse un buco e una monetina scivolasse lungo la gamba. Avete presente quando da piccoli ci si piscia addosso e il pantalone si appiccica alla coscia?

Eppure ha parlato benissimo, senza sbavature,  senza tirarsela, menarsela, raccontarsela. E pure senza spingere troppo sull’acceleratore. Un concessionario di una volta, anche se io non ne ho mai conosciuti. Non come il terzo, quello di ieri. Andava tutto bene, poi ha detto: “…gasolio barra benzina…”

 

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