A quel tempo funzionava così

A quel tempo funzionava così, soprattutto se vivevi nel bianco veneto, in special modo se eri un ragazzino, indiscutibilmente in una famiglia come la mia. A quel tempo, durante il mese di maggio si andava alla novena o fioretto dedicato a Maria Santissima. Ci si andava al pomeriggio e quando entravi in chiesa Fratel Giorgio ti obliterava una casella della tesserina. Se alla fine del mese avevi forato tutti i giorni, potevi andare in gita senza spendere nulla.
Quel pomeriggio fui costretto a saltare per non ricordo quale motivo, forse per un’indisposizione e quindi recuperai alla sera, con mio padre.
Certo, la novena serale era molto più noiosa: non c’erano ragazzine da osservare, non c’erano Roberta, Valeria, Patrizia e si recitavano le litanie, una cantilena così ipnotica da farmi appisolare.
C’era Maria Giovanna quella sera, probabilmente anche lei era stata indisposta, e poi tutte teste bianche o dai colori improbabili, vecchiette, vedove, e alla fine, io e mio papà.
Fu proprio quando stavo per addormentarmi, nel preciso istante in cui Fratel Giorgio prese posto quasi vicino a me, nel bel mezzo di un ora pro nobis che avvenne la scossa di terremoto.
Di quell’istante ricordo:

  • padre Girolamo che alza la veste fino alle ginocchia, scende dall’ambone e corre in sacrestia;
  • la mamma di Maria Giovanna che mette le mani intorno alla testa della figlia e grida: “Oggessumariasignor! Oggessumariasignor!” e poi un grido;
  • due ali di gente che si affollano intorno all’uscita della chiesa;
  • grida e non ne sono sicuro, forse anche un’imprecazione fuori luogo.

Infine, la chiesa completamente vuota, con soli io e mio padre e lui che mi dice:
“Non preoccuparti, non succede nulla, siamo al sicuro”.
Lentamente siamo usciti, sotto lo sguardo compiaciuto della statua di sant’Antonio sulla destra e quella di Maria a sinistra.
E io pensai che forse mio papà era un supereroe.

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11 thoughts on “A quel tempo funzionava così

  1. Che bello questo racconto, guardare con gli occhi del ragazzino e anche con quelli della persona adulta.
    E hai reso le persone reali e visibili, i loro comportamenti sono davanti ai miei occhi.
    Un abbraccio!

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