Non ci saranno pecore a Natale – di Paolo Perlini

Poteva forse mancare il mio contributo per la pagina natalizia di Morena?

Solo io e il silenzio

pecorelle

Il dodici dicembre del 2013, giorno che in paese tutti vogliono dimenticare, quella che doveva essere una normale assemblea scolastica si trasformò nella più violenta rissa che mai si ricordi.
Come sempre avviene, la colpa ricade su più teste ma da qualsiasi punto di vista la si guardi non si può negare che coloro che hanno il potere di decidere hanno anche maggiori responsabilità, e in quel caso gravavano sul dirigente scolastico e il sindaco.
Perché, nel corso di quell’assemblea si dovevano assegnare le parti per la processione della notte di Natale e per i personaggi del presepe semi-vivente. In paese lo chiamavano così, semi-vivente perché le pecore mica erano vere, erano solo dei bambini travestiti da agnelli, con un vestito o una maschera. E pure il bue, l’asinello e perfino la cinciallegra – che nessuno sapeva cosa ci facesse in un presepio, perché manco poteva volare – erano raffigurati…

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