La Sardana di Barcellona

La Sardana ha un bel nome. Se ci penso immagino la madre di una sardina ma anche un divano lungo, stile ottomana. Mi ricorda anche il Sartana degli spaghetti western e pure le sartie di una barca a vela. Se vado avanti per associazioni non finisco più ma questo è solo per dire che la sardana è un nome che mi piace (nonostante quella erre in mezzo) perché evoca e dà origine a molte immagini.

Tuttavia, la Sardana è una danza tradizionale catalana e per questo, durante la dittatura franchista era vietato ballarla. Oggi è ballata in tutte le feste tradizionali ed è considerata uno dei simboli della rinascita e riaffermazione dell’ identità e dell’orgoglio catalano, che ancora non non si è sottomesso alla cultura castigliana.
Nella Plaça de la Seu, la Piazza della Cattedrale di Barcellona, a mezzogiorno la gente si ritrova per ballarla.

La danza non sembra difficile: le persone mettono le proprie borse per terra e ci girano intorno tenendosi per mano e compiendo dei piccoli passi. Nel cerchio vengono coinvolte altre persone, ingrandendosi sempre di più. Ma da quel che ho capito, in realtà le regole sono molto più complicate: non si deve entrare nel cerchio infilandosi tra uomo e donna, oppure non si può danzare se non si capiscono i gesti del “coordinatore”, colui che decide il senso del ballo e la dimensione del cerchio.

E io mica ci ho provato.

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11 thoughts on “La Sardana di Barcellona

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