Ilaria Urbinati: tornare bambini con i vintagismi

I vintagismi sono i ricordi che ciascuno di noi conserva nella propria memoria o nel proprio cuore.

Ilaria Urbinati

Quando nel dicembre del 2011 acquistai il kindle, mi ripromisi  che avrei comunque continuato a prendere  libri di carta. Questi però avrebbero dovuto rispettare 3 condizioni,  prese singolarmente o anche insieme.
Da allora, il libro che per me può essere acquistato deve essere:

  • Di un autore esordiente o sconosciuto
  • Di una casa editrice minore
  • Una graphic novel

Ho appena concluso la lettura del 79° ebook e pure la rilettura dell’ultimo libro cartaceo, che comprende tutte e tre le caratteristiche elencate sopra.  Per me rappresenta  l’acquisto perfetto!

Si tratta di Vintagismi di Ilaria Urbinati, edito da Compagine Edizioni e come dice l’autrice, 160 pagine di pura “compilation anni ’90” piena di ricordi, frangette, fouseaux e “sandali con gli occhi”.

Durante la lettura, oltre ad essermi divertito, mi sono detto:
“mah…negli anni ’90 io ero già maritato, già padre, già avanti…eppure…”.

Eppure, nonostante la televisione, le playstation, i cellulari, pare che certe cose restino immutate in ogni generazione. Parlo dei giochi all’aperto, anche se sempre più rari. Parlo di quelle sensazioni che ti fanno capire che la stagione sta cambiando. Parlo delle dinamiche familiari, i rapporti con i parenti.

In questo libricino ho rivisto molte situazioni che ho vissuto da piccolo, altre che probabilmente ho replicato con i figli ma soprattutto ho capito che solo i bambini sanno essere geniali, tanto da dipingere una X sul guscio di una lumaca per poterla riconoscere la stagione successiva.

E poi ho trovato l’immagine che rappresenta un mio sogno, che prima o poi realizzerò: quello di avere una grande roccia in giardino.

ilaria2

Vintagismi è un piccolo libro nel quale è difficile non riconoscersi o non riconoscere qualcuno. C’è sempre una situazione che fa ricordare un’episodio vissuto, anche se il soggetto cambia.
Prendiamo ad esempio l’immagine sopra, Ilaria che dopo molti tentativi e abbandoni riesce a salire sulla grande pietra presente nel giardino.

“Rimasi lì. terrorizzata ed euforica, stupita dal mio stesso ardire. Fu epico e definitivo, una conquista intima e totale”.

Purtroppo, come dirà la stessa autrice, “il mio cambiamento epocale rimase invisibile e non celebrato”.
Quello che mi fa sorridere è che in un altro punto del libro Ilaria spiega come il suo nome derivi da Edmund Hillary, il primo uomo a salire sull’Everest (e detto tra parentesi, uno dei miei eroi d’infanzia).

E quindi ho ripensato a quante volte le mie conquiste, le mie vittorie, i miei cambiamenti sono passati inosservati, anche se non si trattava di grosse pietre da scalare ma, piuttosto, vincenti partite a pallone, sonate per pianoforte ben eseguite, disegni che reputavo capolavori…

Insomma, non so se si è ben capito: le immagini e gli spunti che questo libro offre sono molti ed è difficile sceglierne uno sopra agli altri. Io ho scelto questo della pietra perché credo che tutti abbiamo avuto una montagna da superare e in qualche caso anche i nostri sforzi sono stati invisibili o non celebrati.
Chi questa montagna non l’ha ancora trovata, peccato per lui.

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28 thoughts on “Ilaria Urbinati: tornare bambini con i vintagismi

    • sono tre regole semplici e non mi costa fatica osservarle.
      In rete ci sono altre illustrazioni del libro, io ho scelto di pubblicare solo una pagina, altrimenti…un po’ alla volta ci finisce tutto 🙂

  1. Che forte la x sul guscio della lumaca! 🙂 Complimenti per questa recensione Pani, è vera, è sentita, lo si percepisce. La bimba nel disegno mi da l’idea di essere molto dolce e vivace allo stesso tempo. E’ davvero carina.

  2. Non ho mai pensato di fare una x su di una lumaca e cavolo se mi avrebbe fatto un gran piacere avere questa idea quando ero piccolo.
    Certo sarebbe un colpo scoprire tante altre cose che altri da piccoli hanno fatto e che io non ne sapevo nemmeno l’esistenza. Potrebbe essere letale questa lettura per me, potrebbe gettarmi nello sconforto, potrebbe farmi rotolare giù dalla montagna costringendomi a ricominciare tutto da capo e sinceramente mica mi dispiacerebbe, anzi…

    • uh! bene o male ci sono cose che abbiamo fatto tutti. Se non hai messo una X sulle lumache avrai tirato con la fionda alle lucertole…
      Io le lumache le catturo, altrimenti mi divorano l’insalata. La settimana scorsa ne ho prese più di 80. L’ultima dozzina era nascosta dietro l’edera. Quando le ho stanate una di loro mi ha guardato storto. Doveva aver pensato:
      “Qualcuna ci ha tradito”.
      Mi piace osservare quell’espressione di disappunto delle lumache quando vengono catturate.

  3. Stupenda l’espressione soddisfatta e vincente della bambina sulla roccia. Tieni conto che le bambine solitamente hanno molte più rocce in giardino dei loro compari maschietti. E molto più invisibili. 🙂

  4. Un libro che dev’essere una piccola perla, sei riuscito a suscitare il mio interesse!
    E l’idea della roccia piace anche a me e mi piace il fatto che nel libro si ritrova parte di noi stessi…bello!
    E il titolo è originale, tanto…

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