La Corsa – 8

 

Esitare va benissimo, se poi fai quello che devi fare.
Bertolt Brecht

Un sabato mattino, spronato dalla coppia, prolungai la corsa fino ai 40 minuti,tempo che  poi divenne quasi una costante. Perché se io iniziavo prima l’allenamento e loro arrivavano dopo dieci, quindici minuti o anche mezz’ora, mi dispiaceva abbandonare subito il campo. Va da sè che un po’ alla volta divenne quasi un’abitudine. E poi successe che esagerai. Sempre un sabato mattino trovai un amico che correva.
“Io faccio solo dieci giri e poi sono a posto” disse lui.
“Io faccio solo mezz’ora, e poi sono a posto” risposi.
Probabilmente non avevo molta voglia di fermarmi  a parlare e quindi continuai a correre, correre, correre, fino a quando raggiunsi quell’estasi che ti fa continuare senza fatica. Avrei corso tutta la mattina, invece mi fermai dopo un’ora e venti minuti.
Perché spesso, a me piace fermarmi un po’ prima.
Poi arrivarono i giornalisti per l’intervista. Ormai mi ero abituato a loro.

panirlipe-giornalisti

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24 thoughts on “La Corsa – 8

  1. “L’estasi che ti fa continuare senza fatica…”
    una libidine quando si riesce a raggiungerla, è quasi un percepirsi al di fuori del corpo. A me succede solo in acqua. 🙂

  2. Correre è impegnativo…io non sono una grande sportiva e mi limito a camminare.
    Però se fossi da quelle parti verrei a sedermi sulla panchina e ti guarderei correre…anche questo è sport! I giornalisti? Vado a leggere la puntata successiva, anzi corro 🙂

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