Le banalità

In tema di concessioni, durante il periodo di malattia, come dicevo in qualche post fa, ci si concede di tutto, anche qualche banalità. E pure nell’opera di ricalco sono stato fedele, copiando la cartolina che segue e pubblicandola, anche se la trovo assolutamente ovvia, stupida, ma tant’è, posso sempre farci qualche variazione.

La cartolina banale:

Amanti

I due amanti erano abbracciati a letto. Si passavano la sigaretta, l’ultima rimasta, senza aspirarla troppo, per farla durare di più.
“Quand’è che le chiedi il divorzio?” chiese lei.
“Uff! Adesso non posso, è un momentaccio. È appena morta sua madre, Marco, nostro figlio non va bene a scuola…”
“Non va bene?”
“No, ha problemi in matematica, problemi seri. Adesso lo sta seguendo un ragazzo, un neo laureato. Sembra che ci siano dei miglioramenti. Ma resta comunque un brutto momento, lei è anche in depressione. Chiederle il divorzio adesso significa ucciderla”.
“Ho capito, non lo farai mai” disse la donna spegnendo la sigaretta.
“Ma no, che dici?” Squillò il cellulare. L’uomo sì alzò per prenderlo dal taschino della giacca.
“Sì?”
“Papà?”
“Sì Marco, sono io, cosa c’è?”
“Papà, mamma se ne è andata?”
“Andata? Sarà andata a fare la spesa, sarà…”
“Papà, è scappata, ha riempito una valigia ed è andata via. Con il maestro di matematica”.

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33 thoughts on “Le banalità

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