Il Natale di Morena

Anche quest’anno è arrivato ScrivereGiocando, creato da un altro webvulcano che corrisponde al nome di Morena.

Qui, in qualche punto della pagina, potete vedere il mio contributo.scriveregiocando-2012om1

161 pensieri su “Il Natale di Morena

  1. Letto tutto nel momento stesso in cui è uscito, e riconosciuto il tuo racconto dalle illustrazioni dall’inconfondibile stile, prima ancora di leggerlo.

    A proposito, ma poi chi era che ti mandava gli auguri? 😉

    Un abbraccio.

      1. Nel senso che il 20 dicembre succede qualcosa? Compi gli anni? Io ho programmato il post solo perché volevo pubblicarlo il piiù possibile in prossimità del Natale, ma senza che fosse proprio Natale o i giorni di follia che immediatamente lo precedono! 😉

      2. Credo di avere qualcosa come 116 bozze. Mi dispiace, ma se inizio un post e non lo riesco subito a finire, poi non ho più l’ispirazione a riprenderlo in mano. Quando mi salta qualcosa per la testa, faccio prima a scrivere tutto ex-novo che ad andarmi a recuperare le bozze.

        A proposito, ce n’è uno schedulato per il 3 dicembre, ma è solo un video: un bel video, legato alla giornata particolare, e anche lì mi farebbe piacere un tuo parere (naturalmente se ti senti e se puoi 😉 ).

      3. Mia figlia dice che mi manca il tasto “reset” (e tu sai che è vero): un po’ di pulizia la dovrei fare ovunque, mica solo su WordPress, ma per ora sto solo dietro alla casa e agli inutili pacchi di documenti del ’15-’18 😉

      4. Posso toccarmi tutti gli attributi e ricorrere a tutti i riti apotropaici universalmente noti? Nessunissima intenzione di staccare spina e batteria, la stacchi qualcun altro 😛

        (Tanto per restare nello spirito natalizio, s’intende! 😆 )

      5. uff…allora mettiti in stand by o in ibernazione per un po’ di tempo. Anche se, secondo la mia esperienza, queste soluzioni sono la causa prima dei reset

      6. Non funziona. Il mio ex, per esempio, è morto, e dico MORTO da sei anni, e ancora sono arrabbiata con lui. Non funziona Pani, non funziona, ognuno ha i suoi limiti, io ho questo e mi sono rassegnata.

        Presente passato e futuro tutti su uno stesso piano, sarà mica una questione quantica? 😉

      7. diavolo…guarda che essere arrabbiati con uno che è passato a miglior vita, tra gli angeli cherubini e melodie sonanti, è un po’ come essere arrabbiati con se stessi.

      8. Non credo che il tizio sia tra gli angeli cherubini e le melodie sonanti. Tutt’al più starà nel limbo, oppure nel purgatorio, i paraggi sono quelli

        Ma dai, non assecondarmi nel fuori tema va, rimaniamo nello spirito natalizio 😉

        Dunque, che posso dirti di natalizio? Intanto che mi fa davvero tanto piacere che tu sia sempre qui con noi. Poi che quest’anno tutto sommato questo spirito natalizio lo sento, sto particolarmente in pace coi miei simili, nonostante l’assenza del tasto reset (che non si resettano neanche i ricordi buoni, e mica è un vantaggio da poco! 😉 ).

      9. visto che hai parlato di uno passato ad altra vita, quando dici che sei contenta che io sono ancora con voi, intendi dire la blogosfera, vero? 🙂
        Se va avanti così finisce che lo spirito del natale quest’anno lo sento pure io. E per il reset, a volte non serve averlo. Il mio meccanico di fiducia, quando lo avevo, mi aveva risolto il problema del carburatore (ci sono ancora i carburatori?) mettendo una volvola di spurgo: l’olio che entrava dentro usciva fuori da questa cannuccia.

      10. Mi hai dato una splendida idea per liberarmi del passato: lo spurgo! Quella è la sua degna fine 😆

        E tornando a te, certo, intendevo la blogosfera 😀

      11. esatto, occorre avere uno sfogo, uno spurgo o le spalle a coppo. Anche un semplice tappo da alzare ogni tanto e sgoooshhh…glu glu glu, va tutto giù.
        E chi l’avrebbe mai detto di essere ancora qui? Però si sta avvicinando la scadenza del piano quinquennale, magari lascio. O rinnovo.

      12. Rinnova. Della vecchia guardia mi sei rimasto solo tu, ha un compito importante lo zio Pani, la salvaguardia della famiglia….

        A proposito, mi sa che negli ultimi tempi non è bastato stare sopra l’armadio 😉

      13. Stavolta abbiamo proprio divelto i muri, e sono volati i calcinacci. Però nela foga abbiamo divelto pure quelli portanti.

        Non è che per Natale qualche brava ditta costruttrice li potrebbe ritirar su? I mobili sono sempre qui, le suppellettili pure…

      14. tutto questo online? Uh! Me lo sono perso. Credo che brave imprese costruttrici non ce ne siano più, o meglio, per ricostruire bisogna prima demolire del tutto e rifare le fondamenta

      15. Sì, tutto questo on line, off line solo qualche insulto e minaccia di denuncia. Per quanto riguarda la demolizione, tranquillo, è’ stato demolito tutto da un bel pezzo, ma sotto terra c’è una necropoli: lì sotto sono sepolti affetto, amicizia, stima, complicità, gioia della presenza dell’altro, voglia di costruire insieme, e spesso e volentieri anche la correttezza.

        In compenso sono stati costruiti muri, che dividono gli schieramenti (e meno male che tu stai seduto sopra, almeno questa te la risparmi!): che dici, Babbo Natale ce l’ha un’impresa costruttrice capace di rimettere ordine a ground zero?

      16. non so chi lo disse, se è una citazione famosa o se è stata frutto di un mio responsabile (citazione che comunque ho fatto mia e inserita in una storia): “un grande uomo si valuta non solo per quello che ricorda ma anche per quello che riesce a dimenticare”.
        E io credo che sarebbe ora di metterci davvero una pietra sopra, una pietra tombale.

      17. Ma io non potrei mai essere un grande uomo, tutt’al più una grande donna (e chiedere a una donna di dimenticare significa violentare la sua natura più profonda 😉 ).

      18. Ah no, semmai hanno qualcosa in più: un’ottima memoria!

        Devo dire però che io quest’ottima memoria ce l’ho anche per le cose buone, e la mia gratitudine è sempiterna: difficile è quando questi due sentimenti convivono nei confronti della stessa persona (anche se non è questo il caso).

      19. allora, se in qualche caso non convivono, conviene rimuovere, augurare l’ultimo e definitivo buon natale e poi ognuno per la propria strada, senza rivangare. Insomma, vuoi sempre e solo restare leggiadramente formosa? Devi anche diventare una grande donna 🙂

      20. ah le donne…sono come gli elefanti (nel senso della memoria), mai disposte a dimenticare le cose importanti, sempre pronte a ricordare le inezie.

  2. E’ già quasi Natale? Come passa il tempo. Meno male che Morena ci tiene in allerta con la sua iniziativa.
    Ho visto, hai messo all’opera il tuo lapis e la tua fervida immaginazione… crei l’atmosfera giusta lasciando un pizzico di mistero.

  3. uahhh. ci ho messo un po’ eh? però volevo aspettare un momento di calma.
    il sorriso da mandarino cinese è quello del piccolo frutto arancione. poi hanno visto che alcuni cinesi con la testolina rotonda sorridevano in maniera simile e allora hanno detto “guarda! sono proprio come i mandarini!” e gli hanno dato questo appellativo.
    quanto mi piacciono i mandarini cinesi. sono come caramelle fortissime. ne avevamo un alberello ma si è seccato in fretta. uffa. vogio alberelli di frutta. oggi faccio i capricci, se non la pianto mi prendo a schiaffi.
    ci credo che eri immobilizzato! se quello schiaffo raggiungevo lo gnometto lo spedivi all’altro mondo! era come una brownie eh?
    o come un pincetto. senti, senza alcuna forzatura, avrei proprio bisogno che disegni un pincetto. perché ogni volta che guardo quelle piccolette che disegno nelle storie e non hanno ancora nome mi vengono in mente i pincetti. per cui devo fugare ogni dubbio.

    1. anche io avevo un alberello di mandarini, poi mia moglie l’ha piantato a terra e smort! è defunto.
      I pincetti…come faccio a disegnare i pincetti? Sono invisibili, però ci proverò.
      Di sicuro non hanno lo sguardo da mandarino.E neppure da pomplemo. Credo sia più filiforme, a pera rovesciata. Diciamo che in genere sono snelli, ecco, dei pani-ni

      1. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
        PANI-NI!!!!!!!!!!
        io non posso resistere a una cosa del genere. non posso prorpio. sono al culmine dell’esaltazione.

        da segnare: quando gli alberelli di mandarino muoiono fanno smort!
        è una onomatopea perfetta, sia scritta che disegnata.

      2. per ora ho conosciuto bene solo i pani-ni. Ora mi sorge il dubbio che gli ombronini e i panini siano due razze di pincetti

      3. dico che l’improbabile cerco di escluderlo poiché sono aperto a tutto, almeno come ascolto e visione.
        Gli ombromini come fanno a bussare sul cervelletto? Me li figuro con il dito lungo, a forma di martelletto del pianoforte

      4. siiiiii li ho subito immaginati con i lenzuoli che sventolavano le loro dita!
        devo controllare se ricrescono come le code delle lucertole. perché per tappare una perdita d’acqua sarebbero il massimo.

      5. sì, probabilmente ognuno di noi ha la sua razza di pincetto che si declina in diverse forme. E ognuna di queste potrebbe anche avere il proprio animale domestico

      6. questa cosa dell’animale domestico mi ricorda qualcosa che ho dimenticato. o forse un’idea che ancora non ha del tutto preso forma.
        e il nome del pincetto in qualche modo ha a che fare con il nome di chi entra in contatto. come se l’affinità iniziasse da lì.

      7. uh! Io il lavoro notturno l’ho fatto e devo dire che era anche una pacchia. Tutta la giornata libera! Oddio, quasi…e poi dipendeva dall’orario. Poi è finita per fortuna, anche perché con la famiglia è poco gestibile. Be’, mi incammino verso le coperte, cercando di prendere confidenza con il letto e meditare sulla circonferenza nasale dell’umanità
        ‘notte

      8. mhhhhhhhhhhhhhh lucertole.
        che tempismo.
        penso che se avessi avuto la coda e mi fosse caduta avrei avuto un forte istinto di arrostirla e assaggiarla. però mi sto immaginando in versione anfibia chissà perché. ho le squame.

      9. mangiarla? Interessante. Per fortuna che ci siamo liberati della coda, sarebbe stata ingombrante. Però…uhm…chissà come si sarebbe potuta usare sul pianoforte. Forse per voltare le pagine.

      10. chissà quali accessori avremmo confezionato per la nostra coda. ed ora che ci penso, se fosse una coda prensile, poteva anche tenerci su l’ombrello

      11. che comodità! detesto andare in giro con l’ombrello.
        portapenne portamatite portacolori portapennelli a cinturino da legare intorno alla coda. ahh questo sarebbe un sogno. e mi toglierebbe qualche etto dalla borsa

      12. potrebbe anche essere una coda apribile, con una piccola cerniera. Dentro ci puoi mettere un rotolo di soldi, le pastiglie, le caramelle. Le chiavi e pure il cellulare, se l’elasticità lo permette

      13. una coda staccabile, già imbottita con il necessario. Avresti la coda da sera, la coda per la piscina, la coda per il lavoro…

      14. o arrotolarla intorno al collo d’inverno..ho un problema coi cappelli ma le sciarpe. prima o poi mi ci vorrà un armadietto per le sciarpe.
        sarebbe così morbida. poi si potrebbe fare una copertura in lana. o in cotonesetapashmina.

      15. sì, le sciarpe sono formidabili e all’occorrenza possono diventare anche dei cappelli. Con la sciarpa di cotonepashimina a Petra mi sono coperto come un tuareg

      16. io mi sono tuaregato per non ustionarmi troppo. Un tempo avevo sciarpe lunghissime, poi, più si invecchia più si dismettono. Ora ho sciarpine, foulard e non ho mai amato la moda di avvolgerle a cappio

      17. lo pensavo anche io. poi il Piccolofioredicampo mi ha detto che conosceva una sarta che non si dimentica che le hai portato la stoffa. qui ce ne sono abbastanza di sarte penso. di sartorie no. di sarte ce ne sono parecchie.

      18. io l’avevo scoperto leggendo qualcosa sui cani, se non ricordo male. Uhm…forse l’ho letto proprio ieri o ieri l’altro, leggendo un romanzo di A. Nothomb

      19. questo rende tutto più sopportabile. un pochino.
        non ho ancora esperienze di traffico alla guida ma data la mia vita tranquilla le attese riesco a gestirle. anche i nuri alla posta.
        ma mi pare che anche tu non sei un principiante in fatto di attese.

      20. un autobus che singhiozza è un’altra bella figura. ma ora un occhio mi è rotolato sul pavimento e sta correndo lungo la fuga. Se non lo riprendo Kiki se lo mangia.
        M’indormo!

      21. il gatto fa come je pare a priori. non so se ci sono gatti che restano dove non c’è un rapporto alla pari. della serie tu mi dai qualcosa da mangiare e io ti insegno come fare correttamente le fusa. o gonfiare la coda.

      22. ne convengo. penseranno che ne guadagnerebbe più grane che altro a comunicare con gli esseri umani. pensa che ho appena finito di leggerei kafka sulla spiaggia. ogni volta che appariva qualche gatto pensavo a te ^^

      23. l’ho letto anch’io! Oddio, di murakami ho letto quasi tutto. Preferisco il suo giappone a quello di Banana Yoshimoto. Ma devo dire che il giappone raccontato da Amelie Nothomb mi è piaciuto altrettanto

      24. io sono al primo libro. di bananayoshimoto ho letto molti libri, prima di leggere kafka sulla spiaggia ne avevo letti due. e mi domandavo dov’era finita una certa emozione. poi ho letto questo e. mi sa che è cambiato qualcosa. forse è anche una questione di “età”. qualche anno fa ero in visibilio per i libri di banana yoshimoto ora è come se mi avessero lasciato galleggiare in superficie. invece murakami ti porta molto giù. insomma nothomb. ho ben capito che è ora che ne faccia la conoscenza

      25. è il giappone visto con gli occhi di una occidentale che ci ha vissuto in gioventù e poi in età più adulta. Il murakami che mi era tanto piaciuto all’inizio poi l’ho perso, forse per “l’età”, forse perché ha usato un’accordatura diversa lui.

      26. anche quella è una variabile da prendere in considerazione. ahh è complesso perché è facile. mi ero fissata con alcuni autori quindi non ascolto più. qualche tempo fa però mi è capitato che un libro mi chiamasse inequivocabilmente direi. e ora lascio depositare murakami poi lo leggo. e poi ho visto tra le opere di a.nothomb che c’è un libro illustrato. e mi intrigava. per il resto si va a senso

      27. quel libro illustrato ce l’ho ma non mi ha colpito molto. Tutti gli altri (oddio…ne avrò letti la metà, non tutti) mi sono piaciuti

      28. stupori e tremori
        Nè di Adamo nè di eva.

        Credo che questi due vadano letti in questa successione e sono interamente “Giapponesi”

      29. noi umani invece abbiamo un naso importante. Chissa perché si è sviluppato così tanto visto. Domani devo rileggermi il libro del corpo umano di Desmond Morris. Là trovo la soluzione

      30. mhhhh desmondmorris. io cerco.
        pensando alla mia convivenza col naso importante che ho sulla faccia me lo domando proprio, ora neanche con troppa insistenza. perché abbiamo un naso così consistente. so solo che serve per scaldare l’aria da mandare nei polmoni. mhhhh. laddove il naso è piccolo le narici sono piccole. come gli eschimesi? e gli africani invece non ne hanno molto bisogno.
        mhhhh confondimento

      31. le narici devono essere grandi quanto un dito:-) Sono piccole quando si è bambini e diventano larghe quando le dita si allargano. E’ fisiologico

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