L’arte di preparare il caffè #3

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233 pensieri su “L’arte di preparare il caffè #3

  1. Pani oratore!
    le divagazioni fanno perdere l’equilibrio. spero che non ti sia fatto male.
    bisogna dire che la tua prozia aveva uno stile invidiabile, i capelli non si possono non notare ^__^
    (flapflap. mi piace troppo e basta.)
    poveri fiorellini. chissà quanto tempo ci hanno messo per togliersi il cattivo sapore dalla bocca. se erano bocche di leone poi è ancora peggio. che iniziano a ringhiare e non c’è modo di calmarle.

      1. è piacevole perdersi così. l’importante è non perdere di vista il filo. ora sto cercando di chiamare a raccolta tutti i fili perché non voglio scartare fogli. questo blocco sta proseguendo verso la sua fine. e pure quello della carta per acquerelli. ho fatto gli acquisti giusti stavolta. e infatti sta finendo tutto in fretta

      2. proprio tanto. soprattutto il blocchetto di acquerelli. effettivamente ha una decina di fogli. però me li sono bevuti in poche ore. intanto si avvicina natale. quindi spero di rimediare qualche aiuto ^^

      3. se si fa di notte ci mettiamo cappello nero, tuta nera, guanti neri, insomma, il vestito da Macchia Nera. Se si fa di giorno bisogna indossare la maschera di un personaggio famoso

      4. a me i cappelli piacciono tantissimo però mi fanno sudare. Ma credo che per il furto sia indispensabile, anche per non lasciare tracce.

      5. tracce capillifere. non mi piacciono i cappelli d’inverno. però quando nevica avevo il cappello con le orecchie di totoro e se me lo tiravo fino sul naso avevo mezzafacciadatotoro ed ero felice. vorrei trovarne qualcuno estivo. di paglia magari. così la testa respira ma non mi scotto la riga dei capelli..

      6. Uh! La riga dei capelli. Eh, sì, è una zona delicata, proprio lì, al vertice della testa. Quando si scotta sembra quasi che un laser abbia tentato di aprirla

      7. ho tempo fino a quest’estate. mi informerò.
        certo che il pensiero dell’estate che ritorna mi angoscia. un po’ come per i bambini quando a giugno pensano che a settembre ricomincerà la scuola.

      8. ho risolto con i carciofi. mi madre me li ha appena portati per merenda. perché ieri a cena non li avevo mangiati. (non mi piacciono i “cuori” di carciofo surgelati. voglio i carciofi col gamboooo)

      9. sì, questa si chiama stimolazione. Le mie galline invece si divertivano a giocare a nascondino, facevano le uova nei posto più impensabili

      10. ma chissà perché. magari era una sfida, vinceva chi nascondeva meglio le uova. oppure era per depistare le volpi. aspetta, le volpi vogliono le galline mica le uova. allora..i serpenti. che altrimenti trovano un mucchietto di uova e le mangiano tutte insieme. e poi vanno in giro che hanno la forma di una collana di perle.

      11. non credo che ci siano volpi da queste parti. Forse topi, anche se è un decennio che non li vedo. Se le mangiano le uova i topi?

      12. i topi di qui sono così strani. se riuscissero a entrare nel frigo secondo me farebbero un piccolo buchino nel guscio. ci riescono con quelle codine lunghe. e poi fanno trucioli di guscio dappertutto. ma i topi qui sono anomali e non gli interessano i frigoriferi. preferiscono le buste di plastica riciclata. quelle fatte con amido di mais e non so cosa.

      13. ma tu tieni le uova nel frigorifero? Ho impiegato tre lustri e anche più a convincere mia moglie che le uova si conservano bene anche fuori.
        Tu dici che usano la coda come trapano? Uhm…hai veramente dei topi strani

      14. che ne dici di usarne 5 di lustri per tentare di convincere mia madre? che poi tanto lo so che non mi ascolta perché sono sua figlia.
        anzi, direbbe che non le può lasciare fuori perché i topi verrebbero a rosicchiarle. (a usare la coda come trapano, esattamente.)
        nonostante avessero a disposizione uno scaffale di biscotti e cibarie varie. i topi continuavano a prediligere il cous cous scaduto, le buste di plastica, le setole della scopa. e i pandistelle nella spazzatura.
        e lei insiste che le uova fuori dal frigo non si può fare. aghhhh.

      15. ma tu hai dei topi stranissimi! Be’, io ho avuto la fortuna di conoscere il topo dottore e quindi non mi sorprendo più di nulla. Però quella della coda come trapano mi giunge nuova. E a proposito di uova…basta tenerli dentro la confezione, nella dispensa, sul pensile.

      16. un topo dottore? questa giunge nuova a me!
        la coda come trapano non la usavano da me però la usavano da qualche conoscente per bersi l’olio. sono ghiotti d’olio i topi. in questi pure i nostri spesso si aggiravano mordicchiando il tappo della bottiglia d’olio.
        non è lo spazio non è il come. non c’è logica purtroppo. è più un pensiero come “sennò scadono”

      17. 🙂
        Se sono ghiotti d’olio si potrebbe preparare un v eleno diverso, non più in scaglie, formaggio, muslei ma liquido.
        Il topo dottore lo conobbi anni fa ed era uguale allo zio di peter il coniglio, come dissi a Iaia.
        Avevo messo del veleno per annientare alcune moreciolette (arvicole) che provenivano dal pollaio di Anacleto. Tutto soddisfatto le stavo osservando dalla finestra dello studio…improvvisamente, correndo lungo un muretto, arrivò il topo dottore. Giuro: pareva che avesse gli occhiali, il bastone e la borsa panciuta. E’ arrivato, a preso a sculacciate i topolini che stavano mangiando il veleno e li ha cacciati via. Così…mi sono messo ad indagare ed ho scoperto che esiste sul serio questo topo dottore nella gerarchia topesca

      18. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
        ma aveva anche il camicie e il panciotto?
        mi sono venuti in mente Mary e il dottor Teddy. anche se sono dei piccoli orsi. delle dimensioni di un topo però.

        Anacleto. more. ciolette. loziodipeterconiglio. è tutto abbagliante e si incastra alla perfezione.
        quest’immagine mica me la scorderò. il topo dottore che sgrida i topi voraci *-*

        sarebbe bastata anche una bottiglia dalla forma giusta. così che il topino per prendere l’olio ci sarebbe cascato dentro e non sarebbe riuscito ad uscire. qui c’è tanto spazio, si possono liberare nel bosco o nei campi e mica ritornano. (tutt’al più ne ritornano di nuovi.) ma poi mamma mi ha preceduto con la sua trappola brevettata ai pandistelle.

      19. se fossi una persona normale direi: “no, non ce l’aveva il panciotto e neppure la bombetta, il bastone e la borsa panciuta”.
        Però io non sono una persona normale, sono PIU’ che normale e quindi sì, io l’ho visto così il topo dottore.

      20. lo penso spesso. se fossi una persona normale scriverei che. poi mi viene da ridere.
        e intanto lo so che la verità era proprio che aveva panciotto camicie occhiali borsa.
        il dottor Teddy ha anche lo stetetoscopio e la siringa e le pastigliette. e la bicicletta. una volta gliel’ha rubata Rui.

      21. XDDD
        sono. sarebbe il loro “nome di fabbrica”.
        sarebbero l’orda di bamboline disgregabili.
        che poi sono troppe e non mi entrano nello scaffale perché volevo comprare una scatola con tanti cassetti e trasferirle lì. abitano ancora ognuna nella propra confezione.

      22. uh! Mi piace l’idea della scatola. E poi, abitare nella propria confezione non dovrebbe essere confortevole. Dovresti aprirle, poi senti: fsss, come quando apri la confezione di caffè

      23. non erano sottovuoto! ecco perché sono ancora stranite. sono sicura che se si viaggiasse sottovuoto non si sentirebbero pessimi effetti del cambio di fuso orario.
        mhhh, era una scatola trasparente che avevo visto da muji. potrei mettere tutte le teste in un cassetto, le gonne in un altro. le frangette in un altro.

      24. destrutturate ma non troppo. molto comodo comunque. un’ottima schematizzazione per un manichino: la parte delle gambe (gonna spesso separata dalle scarpe), la parte del busto con braccia, la testa, la frangetta, la pettinatura eventuale sulla nuca. e gli accessori pure.

      25. nel mio caso si è trattato di una dipendenza visiva durata 6/7 anni. mi ero rassegnata all’idea di comprarle online quando mi fossi sentita pronta ma non c’è n’è stato bisogno perché le ho trovata in un negozietto a roma. e poi pure alla fiera del fumetto. e insomma sono in aumento. anche le wishlist immaginarie sono incancellabili.

      26. uh! Le wishlist immaginarie sono come i sogni. Nelle mie wishlist ci sono cose che ho quasi l’impressione di possedere sul serio

      27. mi gira la testa anche da ferma. ma il problema è sempre lo stesso. non riesco a capire in quale verso gira altrimenti potrei girare io al contrario. e divagare. se non parto da una base neutra non è mica facile

      28. stringere con le mani funziona. ma da sola non ci riesco e non posso mica pretendere che qualcuno mi resti con le mani appiccicate alla testa mentre fa una pressione costante. devo provare a mettermi dei libri in testa.
        che poi a pensarci. da piccola queste cose le sapevo già, senza bisogno di ragionarci. è per quello che mi mettevo i peluche in testa. (ne ho 36 o 38. da una collezione che prendevo all’edicola. hanno i micropallini dentro e si adeguano perfettamente alla forma della testa. insomma devo ritirarli fuori.)

      29. ma bisogna appesantirla dentro la testa, non fuori. Se la appesantisci dentro non gira più, non c’è spazio per i brontolii e i borbottamenti cerebrali. Se la appesantisci fuori, suda, perde liquidi e diventa ancora più leggera

      30. dipende sempre dai punti di vista. Anche il pullman di taranto pesava molto eppure il vento l’ha rovesciato. O forse gli elefanti si erano radunati tutti in puglia?
        Non sarebbe male seminare un po’ di elefanti in giro per lo stivale. Sono mansueti come i buoi, basta lasciarli tranquilli

      31. è probabile. d’altra parte annibale è sceso mica è rimasto ai campi. oppure hanno combattuto lì? mhhh, questo non lo so. però non c’è motivo per cui gli elefanti non vogliano girarsi un po’ la penisola, ci sono tante cose da vedere.
        forse non è ancora arrivato il messaggio dall’africa. gli elefanti si stanno scocciando

      32. io avevo un amico che si chiamava come Annibale, nel cognome intendo. E l’ho sempre invidiato per questo. Ora immagino che sia in Africa, a pascolare elefanti come fossero un gregge di pecore

      33. infatti. che da noi è più umido e se fa caldo mica è come in africa che si secca tutto. qui si diventa melmosissimi. e se ti sudano gli elefanti valli ad asciugare. lasceranno delle pozzanghere enormi. e poi ci scivolano pure sopra. e come lo rialzi un’elefante se prende una storta???

      34. come lo rialzi? Mah…un grosso problema. Se sudano è meglio appenderli sul filo della biancheria, così non rischiano di scivolare sul proprio sudore

      35. per la coda. o per la proboscide. mi vengono in mente alcune strisce che mi piacevano troppo, di kika la ragazza dei gatti. un elefante era convinto di essere una ciliegia e stava lì appeso al ramo con la proboscide. tutto tondo. si dipingeva anche di rosso. e aspettava di maturare

      36. inguattato. Uh! Ne sto imparando di cose oggi.
        Sono pochi quelli che si vestono di azzurro, forse solo i Salesiani e i postini

      37. è una bella parola. qualcosa che viene agguantato e nascosto. o nascosto in agguato.
        una salopette come si deve però la cerca da una vita. magari più grigia che azzurra. ma insomma di jeans. andrebbe bene.
        per quanto non sappia più di che colore sono i miei capelli mi considero ancora troppo bionda per mettere l’azzurro. i luoghi comuni visivi mi danno fastidio.

      38. io per una salopette rischio la pazzia. Dovrei ancora averne una nell’armadio, (se mia moglie non ha fatto pulizia). Purtroppo ho una corporatura poco adatta alle salopette. Mi cadevano sempre le spalline. Ach…fossi stata una donna avrei fatto faville 🙂

      39. io mi ero innamorato di una ragazza solo perché la prima volta che l’ho vista indossava una salopette rossa. Poi mi ha lasciato 😦

      40. quella era una salopette estiva, di cotone rosso. Io ho sempre avuto salopette di jeans e quella che dovrebbe (speriamo) esserci nell’armadio è di jeans pesante. Andrebbe bene anche al manichino, quando lo metterò in giardino a zappare.

      41. idea fantastica. spero che ci sia qualche negozio di abbigliamento (stavo scrivendo abbiglia mento. non è un caso.) che faccia caso a questi dettagli. che lo vesti a fare se non gli metti la biancheria intima!!?!?

      42. ti immagini un bel torace di legno che si apre e dentro ci trovi il ricambio? Oppure puoi usarlo anche come mobile bar, porta CD, libreria…

      43. proprio quello intendo! E quando diventerà ingombrante (perchè bisogna pulire, non c’è posto, la casa è piccola), si può mettere suduto sull’armadio, sulla credenza o anche appendere una sedia a due metri di altezzi e metterlo lì, ad osservare. Magari riesce anche ad attirare l’attenzione su di sè e le zanzare vanno pungere lui

      44. sì, tutti dovrebbero avere un manichino in casa. Oltretutto, è di compagnia, di facile gestione e meno esigente e costoso di un cane.

      45. basta spolverarlo ogni tanto. chissà se bisogna smaltarlo. un bel top coat trasparente per non farlo bucherellare.
        però mi piace al naturale. quando comincerò a mettere qualche piantina in giardino potrei anche utilizzarlo come spaventapasseri.

      46. mi piace che sia di legno. e mi piace al naturale. però temo sempre l’umidità. e questi topi che non si capisce bene cosa mangiano. se mi ritrovo l’alluce del manichino rosicchiato faccio una strage

      47. uh! Al topolino non avevo penato. Questa è veramente una storia buffa e circolare. L’elefante potrebbe forare la monetina e infilarla sulla punta della zanna o sulla coda

      48. dentinello X)))))
        mi fa pensare a un. una. qualcosa di napoletano. lo leggevo con la i, dentiniello. probabilmente sarà un dolcetto durissimo che se tenti di morderlo ci lasci le otturazioni..
        codaletto mi fa pensare. scendiletto. scaldaletto. ma che c’ho un po’ sonno?

      49. davvero eh. non hanno mezze misure soprattutto. è la prima volta che li immagino minuscoli. quando li ho visti al bar erano talmente alti che i lampioni neanche arrivavano al loro ginocchio. mi piace molto come si muovono.

      50. come mai che non è partito il messaggio? Uhm…c’è lo zampino di qualche ombromino. Dicevo…ma non fa paura vedere un ombromino che arranca fra le case?

      51. ah! Un ombromino medio. Però deve sempre essere qualcosa di inconsueto. Voglio dire: al vigile ti ci abitui, all’uomo nero anche. Un ombromino è qualcosa di delicato, bisogna abituarsi con moderazione.

      52. è così. sono loro stessi ad essere molto circospetti. non sembra proprio che tocchino qualcosa anche se poggiano i piedi per terra. non so se avrei il coraggio di toccarne uno, mantenere il giusto approccio è molto complesso

      53. forse veleggiano su un cuscinetto d’aria. Credo che siano in grado si spostarsi rapidamente ma anche che siano dotati di qualità bradipesche

      54. è proprio la sensazione che danno anche a me. sembra che non abbiano motivo di andare in fretta. per cui perché sforzarsi? però immagino che sarebbe una grande incoscienza spingerli al limite. sembrano permeati di una forza. latente. che sta lì e non esplode ma si muove solo impercettibilmente.

      55. è proprio così, davvero. e per vederli bisogna essere ben ritmati. basta poco perché i tempi e le velocità disordinate che stanno dalla nostra parte di tempo. interferiscono e sfarfalla anche l’immagine, come se diventasse bidimensionale, schiacciata. come vicino ai buchi neri. ipoteticamente almeno.

      56. forse potrebbero avere un futuro come pastori di elefanti. credo che saprebbero tenerli a bada e seguire il loro ritmo, a volte lento, a volte impetuoso

      57. uh! è vero anche questo…Be’, vado quindi a sognare questi novelli pastori. Chissà se saranno anche in grado di mungere le elefantesse

      58. mi diverte molto. da piccola leggevo lupo alberto (ora lo trovo molto poco in queste edicole sfornite) e Ava mi piaceva. ero andata in fissa e disegnavo tutte teste di papera oca e canarino sopra corpi femminili.
        quando è arrivata kika è stato il momento di delirio su kit e kat. e bubba in formato pattumiera. quanto mi piace bubba.

      59. io lupo alberto non l’ho mai conosciuto/amato molto fino a un decennio fa, quando presi a noleggio due grossi volumi nella biblioteca di quartiere. E mi sono venuti i crampi all’ombelico a forza di ridere

      60. dovremmo fare dei lavori per ingrandire casa.
        peccato che il condominio sia. vecchio. mal costruito come tutte le case della zona. ogni tanto cola acqua da. non si capisce bene da dove. a volte sono i tubi altre volte il terrazzo che si riempie d’acqua e poi cola. l’unico rimedio conosciuto è la vernice coprente. impermeabile. così non ti accorgi che il muro sta marcendo finché non ti crolla addosso.
        però i fumetti sono al sicuro. la parete che ogni tanto cola è opposta allo scaffale.

      61. la bitumina! L’ho usata anche io. POi, un giorno, il contenitore si è rotto e la bitumina si è allargata in garage.
        L’acqua è terribile. I problemi più grossi li dà lei: rubinetti che piangono, rubinetti che scoppiano per il gelo…e l’acqua entra dappertutto da qualsiasi fessura. Come i topi. Acqua e topi sono terribili

      62. non ne avrei il coraggio!
        non ancora perlomeno. dovranno pur compiere qualche mirabolante impresa. o subire un intervento chirurgico. o venire coinvolte in un incidente. insomma, ne potrebbero capitare di cose *-*

      63. lascia perdere gli interventi chirurgici, non mi piacciono le bambole botulinate. Fanne cadere una dalla bicicletta, una piccola sbucciatura sul ginocchio.

      64. pensavo a nasi rotti e fratture scomposte. per questo l’intervento chirurgico. però non è mica halloween. Nonoko se continua a rubare la bicicletta del dottore va a finire che succede qualcosa. magari lui si arrabbia e manomette le ruote.

      65. le ho viste! Simpatiche, quasi quasi ne compero una e la metto sul piano, vicino a paperinik. Chissà, magari si fanno compagnia e pure i dispetti

      66. no, no, è un’erba che fa i fiorellini come la camomilla. Il suo vero nome, se non ricordo male è partenia + qualcos’altro

      67. frittelle! caspita, è un sacco che non mangio uova. perché sono finite quelle della signora che abita ai campi d’annibale e ha l’orticello. e fa pure il pane col forno a legna e le torte e il formaggio. e i biscotti e anche gli insaccati perché ha qualche animale ma quelli non li abbiamo mai provati. ora non mi gira la testa

      68. una volta mi è capitata una cosa. non è niente di strano però non me lo aspettavo. era poco dopo il tramonto ed ero in macchina con Oku mentre mia madre comprava il pane. questa signora ha il forno e la stanza dove vende ciò che produce proprio dentro la sua casa. siamo rimasti in silenzio e abbiamo sentito per davvero il suono del silenzio. non avevo mai sentito davvero una cosa simile. le orecchie si sono riempite ed ero nel preciso punto tra il terrore e l’esaltazione.
        lì ci sono un po’ di case e tanti orti. ci sono i cani e poca luce. e se non hai l’automobile è difficile spostarti. però è un posto davvero speciale.

      69. ci credo. Manco sapevo che esistesse. da inserire nella wishlist. E poi, quella casa del silenzio…uhm…qui ci scapperebbe un’altra storia. Forse usa una farina speciale che lievitando si porta via tutti i suoni

      70. è probabile. perché è una farina molto densa e fa un pane molto compatto che si indurisce in fretta. e neanche a dirlo, ci si possono fare delle friselle ottime. ma è buono anche da masticare piano finché non si ammorbidisce.
        oppure nel latte di capra.

      71. per non parlare di altre spezie. Poi ti chiedi come fa ad esserci il silenzio. Davanti ad un pane così si resta in contemplazione

      72. ci credo. Manco sapevo che esistesse. da inserire nella wishlist. E poi, quella casa del silenzio…uhm…qui ci scapperebbe un’altra storia. Forse usa una farina speciale che lievitando si porta via tutti i suoni

  2. Uh…mi stai diventando un santone del caffè, potresti andare predicando le virtù della scura bevanda tra i popoli e le genti 🙂 !
    E comunque io avevo una zia che faceva l’acqua calda, metteva solo l’acqua e si dimenticava la cosa più importante, il caffè, per l’appunto 😦
    E questa paricolarità della cannella non l’ho mai provata, ma mi attira parecchio…proverò!

  3. Io non lascio tracce negli angoli e se voglio entro anche in frigo. E comunque volevo dirti che questo post è uno dei più belli che hai fatto e non te lo dico più perchè sei cattivo! Ecco! E a me piace anche il caffè alla liquirizia! Ecco!

      1. Allora, non lo so perchè me lo fanno, non lo faccio io però, sono sicura che con le caramelle alla liquirizia, tutte nere, quelle vere, se ce ne metti una dentro che un pò si scioglie rimane buonissimo. Cavoli, domani provo e poi ti dico.

      2. Quelle caramelle nere grandi come un dadino. Sono dure non sono morbide. Comunque vedrai che l’erborista lo sa. Si chiama liquirizia pura. E’ molto forte da mangiare così.

  4. Certo che la caffettiera non va lavata col sapone! La suocera di mia mamma (la mia nonna paterna che non beveva caffè) tantissimi anni fa per far un piacere a mia mamma le lustrò finemente la caffettiera tirandola a lucido… Immagina il caffè dopo…

  5. Era partito come un post in due puntate, sta diventando una saga… molto, molto bello. E viva le divagazioni, per inciso! Anche se è vero, fanno perdere l’equilibrio. Ma sai che noia, senza neanche una parentetica, una subordinata, una piccola deviazione dalla via maestra? Se cappuccetto rosso si fosse fermata a raccogliere un po’ di funghi, il cacciatore sarebbe arrivato prima che il lupo se la mangiasse!
    Ma sto divagando. 😉

  6. I fondi del caffè… sono di grande aiuto per pulire il fondo delle pentole o le macchie di calcare dai vasi in vetro per i fiori…

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