L’arte di preparare il caffè #2

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83 pensieri su “L’arte di preparare il caffè #2

  1. Accidentaccio, dopo aver letto questa cosa del cratere non sto più nella pelle dalla curiosità di sapere come va a finire!!! Ma sul serio, non sto scherzando: il cratere.Mai sentito.
    Posto che il disegno del pacchetto del caffè e quello della famiglia raccolta intorno ai due tavoli, con la finestra dietro, sono bellissimi, devi assolutamente svelare il segreto finale.

  2. Ehi, ma io anche faccio tutte le cose che fai tu, fantastico, cratere compreso, sì, sì.
    La Nutella in frigorifero? Giammai!
    Ora vado al supermercato a cercare una confezione di Pani Classic 🙂
    Che meraviglia!

  3. La caffettiera che fa “Sput.. Sput..” è me-ra-vi-glio-sa!! Eppoi non vedo l’ora di scoprire come finisce ‘sta storia del cratere. Assoluta novità… Eppure sono più di trent’anni che preparo il caffè °_°

      1. Dici?? Ci farò caso domattina, quando preparerò di nuovo il caffè 😉
        A dire la verità non mi pare sia così spontaneo…ma ti terrò aggiornato 😉

      2. in effetti, con le macchine automatiche o quelle dei bar, il caffè viene compattato e mica si può fare il cratere. Però…come si fa a non farlo?

      3. però intendiamoci: per cratere non intendo una fossa. Voglio dire un piccolo avvallamento, o come direbbe un falegname, un ‘invito’

  4. Pani, il caffè in frigo? Sapevo ben attappato ma in frigo non credevo. Continuo però a confermare che mi piacciono i tuoi disegni come anche la caffettiera. Che tu ci creda o no. Che motivo avrei di farti un complimento falso proprio a te che mi fai sempre arrabbiare???!!! 🙂

  5. io vivo su un vulcano. detto “spento”. per questo non ci ho pensato mai al cratere? perché lo devo provare.
    per contare i cucchiaini di caffè conoscevo la formula che ho scordato -_-. uno per la persona, uno per la macchinetta, uno per il piacere. e uno e me lo sò scordato. o erano due?
    se chiudessi la memoria in un vaso sigillato e la riponessi in frigo magari i ricordi si conserverebbero meglio.
    Kiki vuole la testa di pescespada?
    (io spero che non sia mai esistito neanche il proposito di mettere la nutella in frigo. è uno scandalo!)
    ritrovarsi alla fattoria. giocare a non fare niente! il più bel gioco del mondo.

    le panoramiche di Pani. e quella confezione di caffè. e quelle vignette col ricciolo. mi sto affezionando irreversibilmente a queste immagini.

    1. la conta dei cucchiaini credo che valga per il caffè fatto alla turca.
      La nutella in frigo, sì, c’è molta gente che la mette. Roba da matti. Ma tanto, io non sono un nutellomane

      1. quando andavo alle elementari c’era un bar in cui facevamo tappa fissa. una volta ho voluto prendere il latte macchiato. lì lo facevano versando caffè per un buon quarto di bicchiere. e quella notte non dormii. da allora non mi ha più fatto l’effetto tanto vociferato. non è una bevanda che mi dispiace ma. la nutella. è stata una pericolosa presenza nella dispensa. finché non abbiamo deciso di toglierla fino a data da destinarsi. ora può resistere nello scaffale anche qualche settimana. (e soprattutto. barattolo piccolo. mai più, mai più caraffa.)

      2. caraffa? Intendi i bussolotti grandi come pitali?
        Quando ero piccolo la nutella a casa mia era cosa rara. Giravano surrogati dall’improbabile colorazione variegata.

      3. ahhhh lo provammo. il bianco aveva un sapore assurdo *-*

        la caraffa era proprio caraffapersuccodifrutta da american breakfast. dopo i bicchieri che uno accumula perché “vabbene però prendiamo la confezione più piccola” avranno pensato che mancava un’importante componente in tavola. la complementare caraffa. che la nutella in bottiglia sarebbe di difficile estrazione.

      4. la cazzuola spalma nutella. quanto mi piace. però le crepes sono un discorso a parte. mi piacciono proprio tanto. da piccola chiedevo che me le preparassero senza nulla, neanche lo zucchero a velo. un goccio di grand marnier se proprio insistevano con “ma cooome??? vuota? senza nulladinulla???”
        però mica mi permettevano sempre di prendere la crepe col liquore ecco.

      5. con il grand marnier? Mai provato. Ieri sera invece sì, l’ho mangiata con la nutella e qualche nota recuperata dal pavimento

      6. quello si che dev’essere un sapore speciale.
        in alcuni posti c’è la possibilità di avere una crepe con nutella e liquore. grand marnier una volta. ora va più di moda il bayles. resta il fatto che la crepe mi piace al naturale.
        anche se. qui vicino c’è un pub dove a volte opto per la scelta drastica. crepe nutella e mascarpone. con fettine di banana. il mio progetto però è di togliere la nutella dalla crepe. perché quella nota nella crepe non mi ha mai fatto impazzire. invece il mascarpone. con i frutti di bosco però.
        solo che quando faccio l’ordinazione non sembrano intendermi. e mi ritrovo con una crepe fruttidibosconutellaemascarpone. e non va bene.

      7. è semplice. Hai presente il blocco che mettono ai motorini, per non farli superare i 50? Ecco, io ho un blocco dentro: quando si chiude il tappo, pluf, puoi portarmi qualsiasi cosa e io dico no grazie.

      8. XDDD
        la crema proprio no. è un’altra di quelle cose come il cioccolato con le nocciole. non sempre ci scendo a patti.
        il miso sta funzionando bene. però se devo pensare a qualcosa che non sia cibo allora potrei provare con quel dischetto di gomma che si mette nella macchinetta del caffè. così si resta in tema

      9. quello s’attacca alle pareti, come l’odore di peperoni o zucchine bruciate. Quando succede ci sono le note che escono dai battiscopa e anche dalle pareti perlinate

      10. la strada è giusta ma casuale.
        I broccoli stracotti invece, hanno un odore mellifluo, quasi vischioso come la bava. Quello è un odore che strangola le note dentro le plafoniere.

      11. guaaah. mi ritorna il pensiero alla sciropposità delle golia. penso non le mangerò più per un bel pezzo.
        quindi vedi l’ombra delle note che smaniano e soffocano. non è mica l’ideale per fare dei sonni tranquilli.

      12. decisamente no, non vorrei mai essere una di quelle note che si rifugiano nelle plafoniere e poi vengono sbranate dagli insetti o soffocate dal cavolo stracotto

      13. è vero! nella migliore delle ipotesi ci si strozza circondati da un cimitero di insetti. oppure ci si imbatte in una falena ustionata o in una mosca impazzita. ho sempre guardato con ansia e sospetto le luci che lasciavano spazio a cadaveri di insetti incauti. ancora brivido.

      14. che poi si sente puzza di guarnizione di nuovo. o di lampada se non è di materiale surriscaldabile.
        una volta ero a casa di un mio amico di infanzia. ho acceso una lampada da scrivania di quelle piccole (ma chissà perché poi. mi piaceva, era rossa.) la lampadina doveva essere rotta perché anche premendo l’interruttore non riuscivo più a spegnerla. e intanto la lampadina si surriscaldava. mica ho pensato a staccare il filo della corrente. però mi avevano detto che dovevo stare alla larga dalle prese della corrente per cui. ho preso un calzino di lana del fratello neonato di questo mio amico. e l’ho messo sulla lampadina. aggiungendo poi un foulard un canovaccio e qualche altra cosa. e la lampadina ha bruciato il calzino, ha fatto diventare la punta tutta nera. e che puzza di calzino bruciato diamine.

      15. di sicuro piange. Gli strumenti vanno suonati ogni tanto, anche male ma vanno sollecitati. Per uno strumento non c’è niente di peggio dello stare fermo.

      16. ok. ora ho i sensi di colpa. entro stasera la prendo e la accarezzo un po’.
        so muovere solo le dita orizzontalmente hai presente? sollevo il mignolo poi l’anulare il medio e l’indice e poi al contrario. e manco ci riesco bene XDDD

      17. è divertente fare gli esercizi per le dita.
        certo magari un libricino di accordi lo dovrei comprare.
        mio padre ha imparato a suonare la chitarra con cassette e fascicoli. mi detto che ora ci sono nuovi metodi. per arpeggiare. e cose del genere. mhhh. mi confondo facilmente. forse dovrei costringerlo di più a darmi qualche lezione.

      18. sotto una palma con la chitarra. mi piace questo classico. qualche spartito e una noce di cocco spaccata a metà. così uno può bere il latte. quanto mi incuriosiva da piccola il latte di cocco. avrei voluto che mia madre comprasse quello invece del latte di mucca perché il cocco mi piaceva tantissimo. però mi stufavo a togliere la pellancichina marrone.

      19. se non ricordo male Iaia apre le noci mettendole nel microonde.
        Tutto perché il cocco non ha le tette. Se le avesse si potrebbero mungere.

  6. Dovrò mettere in pratica i tuoi consigli perché la mia caffettiera sputacchia sempre. Io incolpo lei di non funzionare bene, ma probabilmente sono io a non mettere in pratica le giuste mosse.
    Mi piacerebbe tanto capire cosa dice il sub che esplora il fondo della moka, forse il segreto sta lì…

    Ma nelle feste di famiglia all’aperto si balla pure sui tavolo?

    1. credo che dovrò cambiare template. Se inserisco le immagini al formato grande, escono dal frame e non si vedono intere. E qui, lo so, con questa visualizzazione non si apprezzano in pieno.
      Cosa dice il Sub? Uff, non lo ricordo più, devo andare a vedere ma non ne ho voglia 🙂
      No, non si balla sui tavoli, ci mancherebbe. Ma poi, che sia vero?

  7. Wow! Che spiegazione dettagliata! Devo dire che il cratere mi mancava ma sul frigo ci sono e la Nutella la tengo fuori 😉 il problema è che da anni faccio il caffè con la moka solo quando sono a casa dei miei, bevo raramente il caffè e in casa sono tutti george clooney’s coffee addicted… Non ho neppure una moka!

    1. per problemi di spazio George Clooney è sempre stato fuori dalla mia casa. E la macchinetta del caffè l’ho sempre portata in vacanza. Anzi, no! Per anni mia moglie la dimenticava fuori dalla borsa e quindi ce lo facevamo alla turca. Ora che ha cominciato a ricordarsela ha smesso di berlo. Ed ho iniziato io.

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