L’arte di preparare il caffè #1

Anche questo pastrocchio è stato sollecitato da quel vulcano della Trinacria che corrisponde al nome di Iaia. Aveva organizzato un concorso di ricette, aperto a tutti. Io, non essendo un cuoco ho impastato queste parole e disegni e ve ne do un assaggio.

Continua…

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168 thoughts on “L’arte di preparare il caffè #1

  1. Sia nei tuoi post che nei tuoi commenti emerge un pensiero laterale poco prevedibile che mi piace assai, come la nota smarrita dietro il battiscopa… 😉 comunque se è un invito indiretto a prendere tutti il caffè da te guarda che accettiamo in massa!

  2. Bellissimo.
    Kiki che fa flap flap con la coda.
    E le note che cadono a terra e si nascondono dietro i battiscopa.
    E le caffettiere giganti…Ne ho avuta una anche io, quando vivevo in un collegio universitario e si faceva il caffè per tutto il piano… Grazie, per aver tirato fuori da dietro il battiscopa, anche questo mio ricordo…

    (E comunque cosa disegno a fare se ci sei tu a farlo così bene?!)

      • Mavalà!
        Io con il caffè non sono proprio un drago. Viene come viene, tanto ho la pessima abitudine anglofrancostatunitense di allungarlo con l’acqua… Come lo bevo io lo berrei solo io.
        E comunque ieri ho provato a disegnare e. Sono fuori allenamento.

  3. Kiki mi piace un sacco! Aspetto l’altra parte della storia. Le voci che senti da lontano? Sono io che ti chiamo Pani e che ti dico di non brontolare. Comunque mi hanno detto anche a me che il caffè, come lo fai tu non fa nessuno… e nemmeno i disegni. Come realizzi un “fumetto” tu, nessuno riesce a farlo 🙂 Bravissimo!

  4. procediamo con ordine. proviamoci almeno.
    intanto. Iaia and Gikitchen’s court. è un vero tocco di classe.
    quelle vignette manuali. sono uno spettacolo.
    Kiki sul pianforte. e Pani-Uh. me li sogno stanotte.
    le note che cadono. (però non si frantumano. sono più resistenti dei piatti di porcellana? oppure dipende da come le suoni. alcune troppo timide potrebbero spezzarsi. o magari lasciano lì un frammento di croma e si vanno a nascondere dietro il battiscopa. mi viene in mente Jack.)
    e ora vedo il secondo disegno.

  5. ma!!! c’è un “continua”! pure la suspense!!!
    un genio sei. te lo dico alla sarda. e non osare dissentire.
    pensarci per ben tre volte. bè, se uno si deve ricordare qualcosa e ci pensa e ci ripensa, per forza la terza volta sarà quella decisiva. e se non si ricorda alla terza non si ricorda più.
    ma quanto. quanto mi piace Kiki e il suo flap flap di coda. (rende l’idea in maniera così incredibilmente precisa. mi sembra di vederlo quel movimento fluido e rapido. infafferrabile anche se lascia credere il contrario.)
    e poi. cosa bevono i raccoglitori di caffè nonpiùsfruttati in quella che qui è la famigerata pausacaffè? e di conseguenza. come la chiamano la pausa???
    dev’essere qualcosa che suona bene. perché pausatè no, proprio no. e pausacqua mi lascia un po’ perplessa. pausaerbamate? pausa. pausalatte. pausafrappè. vabbene ora basta o non mi fermo più.
    genio tu. e non dissentire. che diamine.

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