Effetti collaterali di una vecchia chitarra

Nei giorni scorsi ho ridato vita ad una vecchia chitarra: corde nuove e qualche strimpellata per temperarne l’accordatura.
Mi sono procurato una vescica sulla falange dell’indice sinistro perché i bischeri non ruotavano più ed io, che sono una testa dura ho deciso troppo tardi di oliarli con un po’ di Svitol.
Le corde nuove sono terribili, capaci di tagliare i calli come fa la massaia con la polenta.
Ecco, l’indice sinistro ha il polpastrello sensibile, non riesco neppure a digitare. Sono giorni di gloria per le altre dita!

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46 thoughts on “Effetti collaterali di una vecchia chitarra

  1. I bischeri… cosa mi hai fatto ricordare! Proprio un tuo commento, conseguente a una mia discussione con una persona, in cui ci consigliavi di oliare i bischeri: e poi, proprio tu non l’hai fatto? 😉

  2. quel gatto. mi fa pensare alla silly symphony’s skeleton dance..in uno stile più sketch. meno per bambini. converrai che mi esprimo in maniera eccelsa..ma soprattutto che: quell’immagine è fantastica puntebbasta.
    è un continuo distruggermi le dita in the last time (continuo a farmi male indiscriminatamente, specie sulle unghie). probabilmente è un virus.

      • oui, je la doit ricomprare. ho quella tonda da parrucchiere se hai presente. e quei denti sottilissimi di plastica affilata se si infilano sotto le unghie sono decisamente peggio di quelli del pettine.
        è una chitarra acustica dalle morbide corde. a primo impatto insomma. poi segano le dita anche quelle. solo se si fa molta pratica però. ehm.

  3. Non so come, ma mi hai ricordato questa:

    “Tentava la vostra mano la tastiera,
    i vostri occhi leggevano sul foglio
    gl’impossibili segni; e franto era
    ogni accordo come una voce di cordoglio.
    Compresi che tutto, intorno, s’inteneriva
    in vedervi inceppata inerme ignara
    del linguaggio più vostro: ne bruiva
    oltre i vetri socchiusi la marina chiara.

    Passò nel riquadro azzurro una fugace danza
    di farfalle; una fronda si scrollò nel sole.
    Nessuna cosa prossima trovava le sue parole,
    ed era mia, era nostra, la vostra dolce ignoranza”.

    (dalla raccolta Ossi di Seppia, E. Montale)

  4. Uh, che dolore, povero Pani! Mi hai fatto venire in mente un concerto che ho visto in un locale tempo fa.
    Batteria, piano, contrabbasso.
    Ecco, il ragazzo che suonava il contrabbasso sembrava che si scorticasse le dita su quelle corde, magari non era così, ma ti giuro che non riuscivo a guardarlo!
    Il disegno è fenomenale, bravissimo!

  5. Che bella l’immagine della massaia che taglia la polenta, rende perfettamente l’idea! Ho ricordi dolorosi a questo proposito, andrò a dare un’occhiata alla mia vecchia chitarra e ai bischeri anche se li ho sempre chiamati chiavette e non conoscevo questo nome.

  6. Magari dovevi provare a fare più sol m che do m! Nonostante tutto complimenti per aver cercato di ridare vita ad una vecchia chitarra (splendida cosa) e per il disegno. E’ bellissimo!

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