Puzza di cadavere in casa: istruzioni per l’uso

A volte capita di cuocere il cavolo e diffondere per tutta la casa un odore piuttosto consistente, quasi tangibile, come se, munendosi di aspirapolvere fosse possibile aspirarlo tutto.
Succede anche con il minestrone e con le zucchine quando inevitabilmente si dimenticano sul tegame e si bruciano.
Talvolta succede pure con le uova o con la pastissada de caval ma in genere si tratta di odori che se ne vanno da soli, spalancando le finestre o aspettando che stanchi di veleggiare, puf, cadano a terra.

Invece ieri in casa mia c’era un odore particolare, odore di morte, decomposizione, molto simile a quello che annusavo da piccolo quando scorazzavo tra campi e montagnette e mi imbattevo in qualche topo morto.
Un odore peggiore di quello delle fogne, qualcosa che ti entra nel naso, rimbalza in gola e continua su e giù e non vuole saperne di andarsene.
Insomma, ieri nella camera dei figli c’era questo puzzo e a nulla è servito aprire le finestre.
Quindi, questa mattina ho ispezionato la stanza.
“Viene da dietro il pianoforte” ha detto mia moglie.

Quindi l’ho spostato e ho controllato sul retro perché una volta, soprattutto nelle canoniche, dietro i pianoforti  ci mettevano una fitta rete di metallo per impedire che andassero a figliare i topi.
Nei tempi passati ho visto topi e topastri in giardino, casi sporadici, legati a qualche demolizione o al pollaio di Anacleto. In casa però non sono mai entrati. Dicono che basti avere un gatto, anche pigro e indolente per scongiurare questo pericolo. I topi sentono l’odore del felino e girano alla larga.

Io ci credo poco e soprattutto non mi fido della mia gatta. Comunque, ho annusato per bene, ho smontato i pannelli del pianoforte e controllato l’interno e già che c’ero gli ho dato una pulita.

Ho anche controllato fuori dalla finestra. Perché c’è sempre una lunga coda di formiche che sale la parete e finisce sul tetto.
“Possono essere state le formiche. Magari hanno portato qualcosa sul tetto…”
“See…un cadavere di topo… forse sono i contatori del gas del condominio a fianco”.
“Oppure…” e questo lo pensavo dentro di me, “le scosse telluriche hanno fratturato le tubazioni e ora escono effluvi maleodoranti”.

Ho quindi annusato il battiscopa, le mattonelle, il termosifone. Intanto, le zaffate andavano e venivano. Io stavo ventilando (è proprio il caso di dirlo) due soluzioni:

  • Smonto tutto il perlinato che c’è sulla parete, magari un topino è morto proprio lì dietro
  • cambio casa, perché ogni tanto me ne viene voglia

Poi ho avuto una felice intuizione. Lo dico sempre io: se le cose bisogna guardarle da tutti i punti di vista bisogna anche saperle annusare come si deve e non farsi prendere per il naso dai movimenti d’aria.

Quindi ho aperto il casselotto delle tapparelle.

E cosa ho trovato? Un topo? No. Un passerotto? No. Un simpatico ma ormai cadaverico geco, ingrigito e puzzolente.

Mi è dispiaciuto per il geco il quale, magari è andato a rifugiarsi là sopra per sfuggire alla gatta. Però non c’era tempo per commuoversi e neppure per appuntare medaglie al petto di questo caduto. L’ho infilato in un sacchetto e buonanotte suonatori. L’aria è diventata subito migliore ed ho perfino scongiurato il trasloco. Ecco…la puzza non sempre viene da terra, spesso la sua origine è a tre metri d’altezza.

risposte sepolte paolo perlinipaolo-perlini-coverbenvenuti a villainquieta

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64 thoughts on “Puzza di cadavere in casa: istruzioni per l’uso

    • le nostre case puzzano terribilmente. Ce ne accorgiamo solo quando stiamo lontani da loro per qualche giorno. Al rientro avvertiamo subito qualcosa di strano

  1. incredibile il fatto che ieri a casa mia si lamentasse lo stesso problema. non avendo tapparelle l’unica opzione era quella di smontare la cucina. ma non abbiamo ancora provveduto. (e sarebbe fin troppo plausibile l’ipotesi del topo morto.)
    primo disegno-pani in basso al centro impegnato in un’analisi olfattiva. pianoforte indagato. fila di formiche perenni. panidisgustato con lucertola. non so se battere le mani, ridere, fissare il piccì come un’ebete o organizzare une petite expó.

      • ti sottovaluti u_u
        retro dei quadri. è stato terribile accorgermi ieri notte che non ricordavo se i quadri in salotto fossero ancora lì. sono lì da sempre ma non ci penso mai.
        ai topi piace molto la cucina. si erano stabiliti proprio sotto il lavandino, che fa corpo unico col piano cottura. ora come ora non si sente più nulla. boh. avranno provveduto a funerali e inumazione.

      • hai dei topi molto osservanti ed educati. Oppure hai qualche gnomo spazzino.
        Io, una notte di molti anni fa uccisi uno scarafaggio.
        “Domani mattina pulisco” dissi.
        Il mattino dopo non c’era più nulla e siccome non avevo assunto alcun gnomo spazzino dedussi che gli scarafaggi bisogna ucciderli due volte perché una sola non è sufficiente.
        Ho fatto la prova e funziona.

      • quella dello gnomo spazzino è un’ipotesi plausibile. di certo in casa mia ci sono svariati troll norvegesi ma non ho ben chiari i loro costumi in fatto d’igiene, a partire dal fatto che adorano essere ricoperti di muschio.
        certo, dagli scarafaggi mi aspetto che non sia abbastanza una sola morte. ho avuto un’esperienza analoga con i millepiedi. non mi è piaciuto affatto, ogni piede continuava ad andarsene per conto suo. suppongo che se anche lo avessi tagliato a metà ogni parte avrebbe preso la sua direzione, continuando a camminare come se nulla fosse.

      • ma i troll norvegesi dovrebbero essere piuttosto grandi, non entrano nelle nostre case. E poi ce l’hanno con i cristiani e noi per cultura lo siamo. Io propendo per gli gnomi spazzini oppure per le formiche riparatrici. Dopotutto, le mie formiche le tratto bene. Quando esagerano mi arrabbio ma da me trovano sempre vitto e alloggio gratuito

      • suppongo allora che quelli siano troll mutati in pietra. o resina nello specifico (succede quando gli si tocca il naso. a questo punto devo dedurre che rimpiccioliscono anche). effettivamente non mi sembrano così ben disposti nei miei confronti.
        per le formiche concordo. a quanto pare gradiscono i due bagni, soprattutto quello bianco. non me lo spiego. ma ogni primavera ritornano a girovagare intorno alla vasca e ai bagnoschiumi vari.

      • allora le formiche gradiscono quello bianco solo perché hanno più spazio di manovra fra le mattonelle e tubature vecchie, obviously

  2. Primo : Quella figura che fa sniff sniff sei tu?? No, perchè sei bellissimo 😉
    Secondo : Maccheschifo il geco cadavere e la puzza..
    Terzo : Menomale che hai scongiurato il trasloco..e in ogni caso ti capisco, perchè anche a me viene troppo spesso la voglia di cambiare aria e quindi casa. E non è bello (a causa appunto del trasloco).

    • primo: mi disegno così
      secondo: il geco è una figura bellissima, la puzza un po’ meno
      terzo: dovrei anche ridipingere qualche parete e piuttosto di farlo traslocherei

      • c’ho pensato, il problema è che come un globo di puzza sospeso nell’aria tra la testata del letto e il comodino, è difficile da individuare, pensa che per molto tempo mi ero convinto che fosse la presa della corrente la cui mascherina non aderisce perfettamente al muro e che da lì uscisse qualche afflato relativo a qualcuno o qualcosa che riposa in pace tra i mattoni forati, poi se non mi prendete per pazzo vi dico anche che ho la quasi certezza che il globo si formi solo di notte

      • non ti prendo per pazzo. Può essere il vaso da notte nel comodino 🙂
        Ma esistono ancora i comodini?
        Io lo so cos’è: il battiscopa. Se è di faesite è il battiscopa che con il pavimento umido prende un cattivo odore

      • be’, non è proprio un comodino. E’ una cassettiera. Comunque, se abiti al pianterreno i globi puzzosi li sentirai sempre. Se invece vivi in alto…uh…controlla bene la presa della corrente. I topi sono abili alpinisti.

  3. Non si sa più come fare: bisogna guardarsi le spalle perché non si sa mai, stare attenti al suolo perché non ne vuole sapere di smettere di ballare, e ora fare attenzione a quello che sta sopra di noi, tre metri sopra…il cie…ops, pardon,sopra la terra? Stare in casa è davvero insidioso!

  4. Il post è bellissimo sembra scritto da uno scrittore ma continuare a leggere di cadaveri di topi non è stato simpatico….. ma che bella la vita di campagna e i suoi inquilini vivi e morti (ahimè!) ! vabbè, io comunque sono tornata. Son finiti per te i giorni tranquilli, son di nuovo qui! Ma ciau!!!

  5. Oh mamma, che titolo, Pani! Il tuo blog che prende una deriva noir 🙂
    E lo sapevo che la topina non l’avrebbe presa bene la storia della caccia al topo morto…
    Riguardo al geco, anche io ne ho trovato uno in un cassettone una volta…ma era come di gomma, praticamente mummificato, che orrore…i gechi già mi fanno senso da vivi figurati così!

    • ma quale caccia al topo morto? secondo me un topo morto avrebbe puzzato di più, non in quanto topo ma per le dimensioni. Però…uhm…anche quel geco mica scherzava. E poi, un geco è utile, mangia gli insetti. Il topo…ehm…i topolini sono simpatici, ecco. E per continuare a leggere Topolino a colazione mi sono munito anche degli occhiali

  6. Quando è iniziata la parte del pianoforte, giuro, ho pensato: ecco, mi sgrida perchè non suono abbastanza l’ukulele o la chitarra e poi guarda lui, fa far la muffa al suo piano. Il ritrovamento del geco, sappilo, mi ha tristemente delusa: speravo in una mia rivincita!

    • 🙂
      in effetti lo sto un po’ trascurando ma c’è mia figlia che lo coccola tutti i giorni. Ultimamente sono impegnato nello spolvero del mandolino

      • ci sono un po’ di discussioni in casa…un ukulele, un basso, tutti e due…e quindi nell’attesa mi arrangio con il mandolino

      • il guaio è che anche la mia casa è piccola e come ti dicevo, ci sono già tanti “stranfieri” in giro. Però, con la figliola abbiamo pensato di portare tutto giù, nello spazio ricavato dietro il garage. Una tavernetta insomma. Dobbiamo solo metterci la porta scorrevole (è dal 2006 che dobbiamo farlo), una stufetta per riscaldare e magari stendere un pavimento di legno. E dentro ci mettiamo pure un geco.

      • Evvai, allora la soluzione c’è! Forza e coraggio, ora che le scuole finiscono potete dedicarvi al rinnovo locali! E vai di musica!

      • sì, dovrei proprio rinnovare tutto l’appartamento, altro che musica! Però penso proprio che un ukulelino…insomma, lo infilo anche nella libreria.

    • l’ho pensato anche io ma un pipistrello difficilmente entra da quei pertugi. Il geco doveva trovarsi sull’esterno della tapparella ed essere stato trascinato in alto quando è stata sollevata. Oppure, viste le dimensioni, può essere entrato da solo

      • io l’ho trovato il pipistrello morto… un’intera famiglia di pipistrelli aveva nidificato nella tapparella passando ovviamente dall’esterno (il palazzo era in cortina). all’epoca quando sbagliavano l’entrata ci entravano anche in casa :((

      • a me sono entrate in casa le galline, quelle sciagurate (e ormai defunte), qualche gatto rapinatore e poi grilli e lucertole. Oltre ai soliti gechi. Però questo è il primo che va a nascondersi e morire.

  7. Quando ero incinta – e ho passato i primi quattro mesi abbracciata al wc per via delle nausee, non mattutine, ma “giornaliere” – ogni volta che uscivo, anche solo per andare a fare la spesa, rientrando avvertivo una puzza incredibile… non che ci fosse davvero, era solo l’odore della casa, ma per me, in quelle condizioni, era insostenibile!

    • “abbracciata al wc”. Una bella immagine. Se fossi un inventore mi dedicherei alla creazione di WC per donne incinte.
      Comunque sì, le nostre case puzzano e non lo sappiamo. Occorrono nasi buoni oppure dilatati per accorgersene. Io ho conosciuto una donna che per un certo periodo della sua vita ha sofferto di un’infiammazione alle vie nasali. La sua vita era un inferno, doveva tenere la mascherina tutto il giorno perché ogni odore era insopportabile. Io, anche se in forma minore ho avuto lo stesso problema nei momenti “sinusitici”

      • Se inventi il wc me lo dedichi, eh! In ricordo di quei movimentati 4 mesi… 😉 a volte mi chiedo se è per quello che Frugolino non mangia nulla…

      • se non mangia nulla vuol dire che ha bisogno di poco. Anche la mia frugolina non mangiava nulla e continuava a piangere, eppure…è cresciuta.

  8. mi sono piaciuti molto i disegni. in particolare quello dove cerchi sdraiato sotto il pianoforte. Mi par di scorgere un metronomo, mi par.
    Ciao pani, sei un inventore.

    • un metronomo solo abbozzato perché il disuso (o il gioco dei figli) ne hanno compromesso il meccanismo.
      E’ vero, fra tutti i disegni quello dell’annusata al pianoforte mi è venuto bene. E non so come ho fatto.

  9. E poi quel giorno non sono arrivata a dirti che.

    forse te l’ho già detto ma.
    Anche la Satrapi. In alcuni tratti mi ricordi ( anche nei racconti) la Satrapi.

    e non è perché ti voglio bene.
    è perché sei davvero eccezionale a raccontare disegnando e disegnare raccontando e.

  10. Pingback: Una morte profumata | Panirlipe's Weblog

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