Io voglio essere come te

Lui era un ripetente. Lo si capiva da pochi particolari: era più alto di tutti, arrivò qualche giorno dopo e prese posto in fondo all’aula.
Ma dire ripetente non è corretto, lui proveniva da un’altra scuola e basta.
Si affezionò subito a me, forse per la vicinanza fra i banchi, forse perché ero alto quasi quanto lui. Oppure perché io ero biondo e lui moro, io pallido e lui dal colorito quasi africano. C’erano molti altri motivi ma a me piaceva pensare che i nostri due nomi richiamavano una celebre coppia di poeti maledetti e pure i nostri cognomi potevano facilmente essere pronunciati alla francese ed assomigliare così ai celebri Rimbaud e Verlaine.
Un giorno mi disse:
“Dove hai comperato quel giaccone a scacchi?”
“Perché?”
“Ne voglio uno anche io”.
“Proprio come questo?”
“Sì, uguale, perché io voglio essere come te”.
In quel momento capii che la nostra amicizia non sarebbe durata a lungo. Sarebbe stata intensa ma solo il tempo necessario, gli anni scolastici che avremmo percorso insieme.
“Proprio uguale a me?” gli chiesi.
“Sì, voglio essere proprio come te”.
“Uhm…ti avverto, non vado d’accordo con me stesso”.

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44 thoughts on “Io voglio essere come te

  1. Eri un ragazzino molto assennato…l’identificazione però è tipica di un certo periodo dell’adolescenza, si usano le stesse inflessioni, gli stessi gesti, ci si copia la scrittura, si ride per le stesse cose nello stesso modo. Poi…si cresce e ognuno trova il suo giaccone.

    • esatto…il mio era a scacchi blu e lui lo prese a scacchi rossi!
      Comunque è vero, si cerca sempre di emulare qualcuno. Lui era sfacciato e sincero e me lo ha detto

  2. Pani, il punto interrogativo l’hai fatto benissimo! Dai, stò scherzando, scusa!!! No, a parte gli scherzi, tolto il fatto che anche questo racconto mi è piaciuto molto e la finale ironica è davvero carina devo dire che non è vero che disegni male come dici. Sembri un vignettista come Forattini. Bravo!

  3. Eh sì, a quell’età è facile identificarsi con qualcuno che ammiriamo, e pensarsi complici con quel qualcuno al quale si vorrebbe assomigliare.
    Per essere unici insieme.
    Bellissimo il tuo racconto, le tue storie hanno sempre un tocco particolare, uno stile tutto tuo!

    • però in genere ci si identifica con qualcuno più grande di te o con un personaggio famoso. Io ci rimasi un po’ quando mi fece questa “dichiarazione”

      • Invece è proprio di quell’età il bisogno di amicizie simbiotiche “io sono te e tu sei me” in genere però è più tipico delle femmine… Scusate l’intrusione 😉

      • sì, credo proprio sia così. Le femmine tendono ad assomigliarsi di più, ad avere un’amicizia che diventa sorellanza.

  4. io invece sono, e sono sempre stato, basso e magro, ma a scuola ho sempre avuto amici alti e muscolosi, penso sia stato un effetto che per comodità potremmo definire di bud spencer & terrence hill…

  5. leggo sempre molto lentamente, soppesando ogni parola, cercando di non arrivare mai alla fine. perché poi non c’è più nulla. tranne il disegno che esplode come un fuoco d’artificio, sintetizzando e arricchendo di senso. e poi fine.
    il fumo che continua ad aleggiare è davvero molto piacevole, quando si sarà diradato verrò qui a rileggere.

  6. Mi hai fatto ripensare a quando ero solo una ragazzina e avevo la mia “migliore amica”: facevamo tutto insieme, passavamo insieme il tempo libero, praticavamo lo stesso sport, eravamo vicine di banco, ci confidavamo ogni cosa. E ci ripetevamo che saremmo sempre state così, anche quando saremmo diventate adulte e poi vecchie. Ma quando gli anni sono passati e siamo cresciute, il nostro rapporto non ha fatto altrettanto. Ad un certo punto l’esclusività e la simbiosi non funzionano più e, se non lo si capisce e non si evolve, il rapporto scoppia. Le volevo bene, sì, ma a vent’anni si ha bisogno di fare esperienze e di condividerle anche con altre persone. Quando ho cominciato ad aprirmi ad altri lei non ha capito e non ha accettato. Abbiamo litigato e non ci siamo più trovate.

    • Quando si è ragazzini, si ragiona sempre in modo “assoluto”, sopratutto per quanto riguarda i sentimenti.
      Per questo a tutti più o meno, capita di avere l’amica o l’amico del cuore, fatto a nostra somiglianza.
      Difficilmente i rapporti col tempo maturano adeguandosi alle nostre esigenze, purtroppo….

    • io credo poco nell’amicizia eterna. Forse è più facile trovare l’amore di una vita invece dell’amico.
      L’amicizia è quella cosa da Amaro Montenegro. Tre uomini (mai due e io ho capito il motivo: se fossero due potrebbero sembrare gay) che salvano un cavallo, fanno partire un motore del biplano e poi bevono qualcosa intorno al fuoco. Però questi sono attimi, istanti, non una vita. E gli amici durano proprio un istante

      • Io invece ci credo… però, lo ripeto, così come l’amore del resto, deve saper crescere, deve evolversi e adattarsi alle stagioni della vita, ai cambiamenti che le persone conoscono nel tempo. Solo così sopravvive, anzi, si arricchisce e prospera…

      • ma è bello crederci! Io forse non ho avuto questa fortuna, oppure non l’ho cercata, coltivata. Non ho amici costanti ma periodici. Relazioni che nascono in base ad esigenze o situazioni, ad esempio tra genitori nella scuola dei figli. Amicizie che durano fintanto che i figli si frequentano, poi, un po’ alla volta si perdono.
        Oppure grandi amicizie che nascono nei luoghi di lavoro. Durano finché si resta insieme. Quando qualcuno se ne va i primi tempi ci si frequenta quasi di più, poi, un po’ alla volta ognuno segue la propria strada.
        Con alcuni c’è un rapporto che dura da anni, anche venti però…non so, l’amicizia credo che sia qualcosa di più profondo.
        In fondo, credo che l’amicizia sia un percorso, un pezzo di strada fatto con qualcuno ma che non sia necessariamente eterna. Si resta amici con il pensiero, anche senza vedersi

    • ops…volevo commentare qui invece ho commentato sotto da Titti. Però userei le stesse parole.
      Io ogni tanto vedo l’amico d’infanzia: qualche parola ma poi, che cosa vuoi dire?

      • mi sono espressa molto male 🙂
        la mia riflessione era su “in quel momento ho capito che non saremmo stati amici a lungo”… quello secondo me è un pensiero da adulti, ma forse tu lo eri anche da ragazzo 😉 spero di essermi spiegata al meglio 😀

      • uh!
        Non so, però ricordo benissimo che questa sua frase mi fece impressione e io, che di sicuro super maturo non ero, guardai con una certa sufficienza il mio nuovo amico.
        E’ anche vero che una frase del genere: ” In quel momento ho capito che non saremmo stati amici a lungo”, difficilmente riuscirei a dirla adesso. Da adulti non si trovano amici ma colleghi, compagni di lavoro, clienti, partner…

      • Su questo non sono d’accordo, anzi, gli amici si trovano più in età adulta, quando si scelgono, che prima, quando si percorre un pezzo di strada insieme più per caso che per libero arbitrio.

      • Sì, è vero anche questo,
        Riformulo meglio: in età adulta, quando si incontra o si conosce qualcuno non si pensa subito a lui come un amico, non si ci interroga sul futuro di questa relazione.
        Da bambini o ragazzi invece, si ragiona proprio in questi termini.

  7. Forse tu sapevi molte più cose su di te che non lui di se stesso. Di solito chi emula o invidia o si sta ancora cercando.
    Nessuno ha mai desiderato emularmi né io di emulare qualcuno: forse, a posteriori, era una buona cosa.
    Però avevo una giacca molto particolare che indossavo spesso e che non si poteva non notare: Peccato l’avesse anche un’altra del liceo che, di sicuro, l?aveva scelta perché fuori dai canoni.Non le piaceva molto quando, sul pullman, mi sedevo nella fila di fianco!

    • Tuttavia credo anche che lui fosse stato sincero, schietto. Sono tanti quelli che cercano di emulare, imitare e negano.
      Poi sono tanti quelli che a quarant’anni non si sono ancora trovati un’identità

  8. Quando si è bambini capita spessissimo di voler imitare chi ci sta più vicino; tra me e mia cugina era proprio così…oggi, che siamo maggiorenni e vaccinate, siamo unite più che mai!

      • Occavoli…purtroppo o per fortuna a me è successo il contrario, sarà che io e lei siamo coetanee e una volta cresciute ci siamo rese conto di non essere poi tanto uguali. Sappiamo di essere diverse, io colgo qualche cosa sua e lei fa lo stesso con me.

      • anche noi siamo coetanei, solo due mesi di differenza. Però è così, le amicizie o le relazioni continuano perchè c’è almeno uno che coltiva il rapporto, chiama, sollecita, invita, condivide. Se tutti e due diventano tiepidi dell’amicizia rimane solo il ricordo.

  9. Succede che nel nostro cammino qualcuno ci affianchi per un tratto e a volte succede pure che si riesca a scambiare reciprocamente qualcosa. In certi casi anche solo quel tanto che basta per ricordare a distanza e lasciarne un bozzetto di parole e di segni. E non è poco.

    • un bozzetto di parole e di segni…sì, è già qualcosa. A volte è anche tanto. Alcune amicizie finite non lasciano nemmeno questo oppure rimangono solo macerie, rancori. Ma anche questi con il tempo spariscono.

    • appunto, come si fa?
      Però il mio era blu. Lui, non avendolo trovato dello stesso colore lo prese rosso.
      Tutto sommato era un buon giaccone, molto resistente. Uh! Ne ho quasi nostalgia.

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