Un sacco di oggetti strani e guarnizioni bianche


Il bambino stava osservando la borsa magica dell’idraulico dalla quale uscivano gli oggetti più misteriosi. Voleva chiedere quale funzione avesse la guarnizione avvolta in una custodia trasparente ma fu interrotto dalla madre.
“Vai a giocare con i tuoi amici, non vedi che l’idraulico sta lavorando? Non può lavorare bene se gli stai sempre alle spalle e continui a fare domande. Su, vai!”
“Solo cinque minuti, mamma”.
“E va bene, cinque minuti. Quando vedi la lancetta grande sul sette e quella piccola sul dieci, devi uscire. Intesi?”
Trascorso il tempo, il bambino indossò le scarpe ma prima di uscire disse: “Domani torna, vero mamma?”
“Sì, domani torna e ti farà giocare con le chiavi inglesi”.
Sceso in cortile si unì al gioco che altri bambini stavano facendo.
“Sei in anticipo oggi, cosa succede?” gli chiese un amico.
“E’ arrivato un idraulico e mamma non vuole che lo disturbi”.
“Ancora? Ma quante volte viene l’idraulico a casa tua? A quest’ora poi…”
“Mamma dice che la nostra casa è vecchia. Un giorno si è rotto il tubo del bagno, ieri il rubinetto gocciolava, poi la lavatrice… non capisco però perché mia mamma chiama sempre un idraulico diverso. E tutti hanno la medesima valigetta, con le stesse formidabili chiavi, un sacco di oggetti strani e guarnizioni bianche”.
Alzò lo sguardo, vide le tende della stanza di sua madre che si tiravano e rimase per qualche istante con i pensieri sospesi. Poi, dopo aver fatto una smorfia e scosso la testa si mise a giocare.

– 2006-

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31 thoughts on “Un sacco di oggetti strani e guarnizioni bianche

  1. Penso che i bambini sappiano sempre tutto e per delicatezza fingono di non sapere. A volte pure io lo faccio.
    Però, se questo atteggiamento lo tiene un bambino, di lui si può dire che ha un atteggiamento maturo. Se lo tiene un adulto si dice che è immaturo. Quindi…sono ancora un bambino?

  2. Mi hai davvero colpito e non solo per la storia che è comunque bellissima. Una retorica di tutti i tempi sei riuscito a trasformarla in un racconto originale e che lascia pensare. Cosa mi ha colpito molto sono state le tue risposte ai commenti inerenti a cosa significa essere un bambino e quello che hai detto è bellissimo. Degno di una persona molto matura ma soprattutto che va oltre.

  3. E questo è bello, vedono il mondo in modo diverso e forse, “usando” loro, riesci anche a noi a far capire tante cose che forse, dicendole in altri modi, ripeto, potrebbe essere solo retorica. Questo non vuole essere uno sminuire il tuo modo di scrivere ci mancherebbe e non vorrei spiegarmi male, solo che tante cose che hai scritto, dove appunto c’era spesso un bambino le hai scritte splendidamente, come pensiero profondo intendo non come narrativa. Quella è sempre bella da te. Un abbraccio.

  4. Anche io ti faccio i miei complimenti, ma anzi che te li faccio a fare, tanto lo sai:D
    Infatti mio padre ogni volta che si rompeva un tubo del lavandino, la lavatrice o un termosifone si prendeva un giorno di permesso.
    Poi però, una volta s’è rotto l’armadio eh…
    :):)

  5. ma non ho capito: tuo padre andava a riparare in casa d’altri o nella propria? Uhm…ho capito, faceva l’idraulico a tempo perso, è andato a riparare qualche tubatura, un rientro improvviso l’ha costretto a nascondersi nell’armadio ( ci era abituato, lei riservava sempre un angolino libero per lui) ma un giorno questi si aprì in quattro. Eh! Inconvenienti. Se io fossi un idraulico prima di controllare le tubature darei una ripassata agli armadi.

  6. Oggi sono approdata sul tuo blog, cliccando sul tuo nome nei commenti di Giulia. Bello. Dei racconti belli. Scusa la semplicità dell’aggettivo. Continueró a seguirti. A presto!

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