Accordatori # 2

dancing fingers © Matilde Perlini

Il secondo accordatore fu quello che mi vendette il pianoforte. Veniva in compagnia di un altro uomo e io immaginai che uno di loro ascoltasse le note con l’orecchio destro e l’altro con il sinistro.
Pensai anche all’ipotesi che uno di loro fosse cieco, muto e senza olfatto ma con un orecchio assoluto, infallibile.
Infine, pensai che venivano in due perché alla fine avrebbero scroccato un caffè doppio.
Comunque sia, anche questi erano grossi, robusti come palombari e l’unica differenza che mi colpiva era il colore dei capelli: il capo li aveva biondi, il compagno neri.
Feci presente che il do centrale vibrava, produceva un suono ferroso che mi infastidiva.
“Hai troppe cose sul pianoforte” mi disse il biondo, “sono queste che producono le vibrazioni”.
“Ho provato a togliere tutto ma vibra lo stesso” risposi.
“Uhm…proviamo”.
Dopo aver tolto dal ripiano tutto quello che c’era – spartiti, metronomo, lampada, penne…- il biondo pigiò il tasto del do centrale.
“Striiinnng”.
“Uhm…” mormorò grattandosi l’orecchio.
Insieme al compagno smontò il pannello inferiore, controllarono tutto il percorso della corda e insieme dissero:
“Eccolo qui!”
Pensavo che avessero trovato un topo o l’omino delle corde, una pulce del do centrale o la tarma dell’acciaio.
“Eccolo qui. Lo vedi questo piccolo perno? Ecco, la corda tocca questo e vibra”.
“E cosa si può fare?”
“Be’, le corde del do sono due. Si potrebbe toglierne una…”
“Togliere una corda?”
“Dopotutto, una è sufficiente”.
Stavo per rispondere che anche loro, dopotutto, erano in troppi e uno sarebbe stato sufficiente. Invece dissi:
“Lasciamo perdere”
E cambiai accordatore.

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37 thoughts on “Accordatori # 2

  1. forse avevano in mente il detto “tolto il dente tolto il dolore” come fece quel dentista che quando vide l’inizio di carie del mio dente, un molare, senza pensarci un attimo me lo estirpò: avevo solo 12 anni!!!
    Ah, come possono essere dannosi certi detti, a volte!
    Ciao Lucia

  2. Ahhhhh! Io ho capito chi erano questi, erano quelli delle televendite di padelle che se le compri ti danno tutte quelle cose lì:):)
    Voglio un pianoforte pure io:)

  3. Mi piacerebbe, solo che poi dovrei imparare a suonarlo, odio comprare le cose e poi non saperle usare, anche se definire un pianoforte una cosa, mi sembra riduttivo. Tuttavia, sì, lo potrei fare, sentissi quello che dico al cane e ai gatti…

  4. a te andrebbe bene una pianola meccanica, di quelle che ci infili il nastro perforato e poi i tasti si muovono da soli. Sì…avresti la faccia da pianista di saloon.

    • secondo me sì e c’è rimasto a lungo. Qualche volta sentivi perfino le corde suonare da sole, di notte. Capitava nel dormiveglia o anche a notte fonda: “Doinggggg…”
      Ora è da tanto che non le sento. E’ anche vero che non dormo più nella stessa stanza del pianoforte ma comunque, quando suonano di notte si sente. Uhm…sta a vedere che l’omino delle corde è andato via senza salutare

  5. Ahahahahaahh…impara qualcosa di natalizio che poi andiamo a fare la questua in giro, magari dalle parti di genova, così vediamo se sono taccagni come si dice

  6. be’, se ne sei sprovvisto provvederemo. Come prima cosa ti metterai a dieta: brodino con stelline a pranzo e cena. E poi usciremo a fare le serenate: con la diamonica…

  7. Scusa eh, ma se facessi la dieta stelline in brodo diventerei un fantasma, o meglio, un fantasma dopo una drastica dieta:)
    La diamonica… Eppure a musica ero bravo:)

  8. uh! Problemi? Non ho mai avuto simpatia per la matematica. Anche in italiano non ero un cima, poi in terza media è cambiata insegnante e pure io.
    Ma io ho collegato i tuoi stimoli alle manifestazioni sonore espresse con il formaggio, per questo mi sono preoccupato.

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