Quando i figli superano i padri

Chissà cosa pensò Leopold Mozart quando scoprì che i suoi figli avevano molto talento. Non solo il piccolo Wolfango ma anche la più grande Anna Maria, la quale, forse, non si dedicò alla composizione in quanto donna.
E chissà cosa pensò Monaldo Leopardi, o meglio, cosa penserebbe adesso, perché in vita non andava molto d’accordo con il figlio Giacomo. Cosa direbbe di suo figlio?
E poi Cécile Sauvage. È più famosa lei, poetessa francese (Ti ho scritto al chiaro di luna sul tavolinetto ovale, con una scrittura pallidissima, parole tremolanti, a pena tinte d’arcobaleno…) o il figlio Olivier Messiaen, compositore, organista e ornitologo che compose Le merle noir, per testare l’abilità dei flautisti che volevano accedere al Conservatorio di Parigi?

Comunque sia, a volte i figli superano i padri e mia figlia non fa eccezione. Prima di me finisce sugli scaffali delle librerie. Eccola qui, come soggetto e autrice di una copertina per il romanzo “Antropologia di una ragazza“, di Hilary Thayer Hamann, edito dalla Fandango, dal 14 novembre in tutte le librerie.

Di cosa parla?

Eveline Auerbach frequenta l’ultimo anno di liceo in una cittadina degli Hamptons, vicina a New York, eppure lontana mille miglia. Il suo è un mondo piccolo, protetto. Vive con la madre, confusionaria e generosa, che insegna al college. Il padre vive con un’altra donna ma le vuole un gran bene. Poi c’è Jack, il fidanzato un po’ maledetto, che la adora. E Kate, l’amica del cuore, inseparabile. La vita di Evie sembra già angosciosamente stabilita. Ma poi arriva Rourke, un pugile sexy e tenebroso, che dà una mano a preparare la recita scolastica. E quando le lezioni finiscono, l’estate è una resa assoluta al corpo, e la passione spazza via il resto. L’età adulta irrompe come una nevicata improvvisa che ricopre ogni cosa, e la vita non è altro che complicazione, incomprensione, confusione. Trasferirsi a New York per seguire l’amore è una discesa agli inferi, che sembra senza fondo. Ma gli angeli esistono, anche in una metropoli.

Insomma, Jane Austen incontra il XXI secolo, si è detto.
E se mi chiedete cosa provarono Leopold, Monaldo e Cècilia, ve lo dico io: tanta soddisfazione.

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39 thoughts on “Quando i figli superano i padri

  1. Ah, Pani, ragazzaccio, mi hai fatta commuovere!
    E questa è una soddisfazione da brivido, il libro sembra davvero interessante, la fotografia della tua geniale fanciulla è originale, particolare e denota davvero una sensibilità di cui essere orgogliosI.
    Sono felice per te e per lei, ora vado a fare i complimenti all’enfant prodige…sono ammiratissima!

  2. Don’t judge a book by its cover? Ma anche no!
    Super complimenti! Ti dirò, la trama letta così non mi fa impazzire, però una possibilità provo a darla a tutti.
    La copertina mi piace. E pensa all’emozione quando papà e figlia lavoreranno insieme per un libro (lui come scrittore e lei come copertinista). Aspettiamo fiduciosi!

    • credo che la copertina influisca molto sull’acquisto. Poi io giudico la carta, la grandezza dei caratteri, i margini…ma ne avevamo già discusso, o no?
      Comunque oggi ho dato un’occhiata al kindle dei miei colleghi. Ci sto pensando da anni e prima o poi lo compero. E allora…la cover avrà meno valore

      • Sì, pure io valuto molto questi aspetti. Non tollero i libri con i caratteri minuscoli, male impaginati o che si chiudono in continuazione da soli.
        Sono aspetti che ti fanno capire quanto amore c’è per il libro che viene pubblicato.
        Ti dirò, all’inizio ero molto scettico sul Kindle, mi sono dovuto ricredere. Ho la versione con lo schermo grande e mi trovo davvero molto bene. Anche se ai libri cartacei non rinuncerò MAI.

  3. Oh, ti capisco benissimo. Ho provato la stessa emozione e lo stesso orgoglio quando, qualche anno fa, mia figlia (in qualità di psicologa) ha pubblicato un libro scientifico (Prima del digiuno, ed. F.Angeli)….sull’anoressia.
    Complimenti anche a te!

  4. @chagall: il mio collega informatico mi ha mostrato un sito dove ci sono tutti i libri in formato digitale, ma tutti, proprio tutti, non solo i vecchi classici. Mi ha detto: “io ho deciso per il kindle quando è stata approvata la legge che vieta gli sconti superiori al 15%.”
    Io ci sto pensando da parecchio tempo. Servirsi di libri scaricabili gratuitamente non so quanto sia moralmente approvabile. Se facessi questa scelta mi imporrei un dovere: per ogni libro scaricato ne acquisterei uno cartaceo di un autore sconosciuto, esordiente o pubblicato da piccole case editrici.

  5. Oh, mi verrebbe da chiederti dov’è ‘sto sito, che non lo conosco.
    Credo il giusto stia nel buon senso. In genere prendo i libri originali, però se mi chiedono 10 euro per un e-book (come spesso accade) non mi sento troppo in colpa a cercarlo “per altre vie”.

  6. Se il figlio ha talento il genitore non può non essere orgoglioso…infondo dietro la bravura e l’educazione di una persona ci sono quasi sempre un’ottima madre e un ottimo padre!

  7. sì, un giorno faremo tutto in casa: libri, copertina e perfino l’acquisto. Copie uniche e numerate, come si faceva una volta.
    Quasi quasi compero un torchio e mi metto a fare il Gutemberg

  8. Pingback: Quando i figli distaccano i padri « Panirlipe's Weblog

  9. Pingback: Quando i padri dimezzano le distanze « Panirlipe's Weblog

  10. Pingback: Quando i padri pareggiano i conti con i figli | Panirlipe's Weblog

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