Le moulin di Villebaudon

Ancora prima di partire avevo preso nota di questo posto qui. A dire il vero, avevo preso nota di molte cose. Come diceva il mio meccanico, “se giochi a scacchi e non puoi attaccare con i cavalli puoi servirti degli alfieri”, un modo come un altro per dire che la borsa degli attrezzi è sempre meglio averla piena.
Comunque, non trovando altre sistemazioni, da Parigi prenotai cinque notti in questo vecchio mulino ristrutturato che, dopo alcuni giorni nell’alta Normandia divenne la base per visitare i luoghi più frequentati della bassa: Le spiagge del D-Day, Caen, Bayeux, Mont Saint Michel,  fino a sconfinare in Bretagna, a Saint Malò.

Che dire di questo posto, governato da due simpatiche e vitalissime signore inglesi, Kay e Sylvia? La prima è una poetessa ma anche abile cuoca. La seconda direttrice di coro ma anche giardiniera e tuttofare. Hanno preso il mulino dieci anni fa e noi siamo stati i primi italiani ad alloggiarvi. Eppure, il loro cane (“Whisky è un cane piccolo e socievole” amava dire Sylvia, che voleva imparare un alto numero di parole per le sue prossime vacanze in Sardegna) sembrava capirci alla perfezione:

“Wihsky, mostrami la pancia” gli dicevo, e lui si metteva di schiena, zampe per aria, pronto a farsi coccolare.
“Whisky, vieni qui!” e lui arrivava di corsa, ancora prima  che terminassi la frase.

Un posto fuori dal tempo, fuori dalla storia nel quale era bello tornare la sera, giocare con Whisky, sfogliare qualche libro inglese, guardare Amelie in francese e le comiche di Stanlio e Ollio in lingua originale.

Era bello anche solo salire e scendere le scale, scoprire i fori tra le travi, stare seduti ed ascoltare la cascata addossata alla casa, la melodia dell’acqua. Seguire il ruscello ed inoltrarsi nel bosco, ascoltando versi di mille animali, immaginare che forse, in quel bosco si nascosero partigiani francesi, tedeschi fuggiaschi, americani liberatori e poi risalire la storia, sempre più indietro, fino a Mago Merlino, incontrare i romani e perfino Asterix e Obelix a caccia di cinghiali.
“Devi finire di scrivere un libro, devi terminare un lavoro? Per noi è una missione: tu vieni qui e pensa solo a scrivere. Per mangiare ci pensiamo noi” mi ha detto Sylvia. E verrebbe proprio voglia di farlo: prendersi un mese, due, tre, magari anche d’inverno ed andare là a produrre qualcosa di impalpabile ma bello.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

14 thoughts on “Le moulin di Villebaudon

  1. Questo luogo è una vera chicca da segnalare a mia figlia che ama la Francia e il francese… e bravo Panirlipe!!!
    Tanti anni fa sono stata anch’io in quella zona nel punto in cui si incontra la Normandia e la Bretagna e ricordo benissimo Mont S. Michel del quale ho poi dipinto la Chapelle Saint Aubert con l’isolotto Tombelaine-edoux….bellissimi ricordi

    • ricordi che ogni tanto vale la pena spolverare. Credo che la zona meriti più di una visita, sia per le bellezze naturali sia per la cordialità delle persone.

  2. Io sto ancora cercando di interpretare questa frase: “una spinta alla contrattazione a livello aziendale, con il superamento del sistema centrale rigido” ma anche ”il licenziamento del personale compensato con meccanismi di assicurazione piu’ felici”

    Mi chiedo cosa si intende per meccanismi di assicurazione più felici.

  3. una volta, una volta soltanto vorrei che ad essere fregati fossero loro. Ma qui non si tratta di politichese. E’ proprio scollamento dalla realtà. L’impavido Giulio spera che facilitare i licenziamenti assicuri un rapido e felice rientro nel lavoro. Soprattutto spera che serva a lanciare l’economia.
    Come ha detto casini, quello è matto.

  4. Tranquilli, si rimedia a tutto con lo spostamento delle feste civili la domenica. Solo civili, ovviamente: 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno. Come dire declassiamole per legge, queste festività ingombranti.

    Ma come si fa ad abitare davvero in un posto come quello che tu hai scovato? E’ tutto talmente perfetto che quasi inibisce.

  5. ma sì, togliamole tutte! Poi saranno gli albergatori a lamentarsi.

    Il posto che ho scovato non è perfetto, altrimenti non ci sarei andato. Vuoi mettere l’emozione di dormire in una casa che ha una storia (del tutto diverso dal dormire in un hotel delle varie catene, etap, Formula1…), un suo odore, un letto che cigola… E poi dormire con il piumone, sentire la pioggia sul tetto (solo una notte, purtroppo), i versi degli animali. E poi il nome del paese, Villebaudon, bello pieno, come un uovo sodo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...