Quei quattro figuri di Pontida

Sarà…
come dice Salvini, bisogna avere rispetto degli elettori della Lega ed evitare di definire una boiata, come ha detto Alemanno, l’idea di trasferire al nord alcuni ministeri.
Sarà, ma a me Salvini dà proprio l’impressione di uno con poco cervello e poca memoria. Bisognerebbe ricordargli le sue pittoresche, demagogiche e razziste uscite, poi si potrà parlare di rispetto.

Quando  li vedo, questi della Lega, mi vengono sempre in mente i bulli del quartiere, i bambini grandi e grossi che se la prendono con i più piccini. Prendiamo Roberto Castelli, per esempio.
L’ho sempre visto come un bambino imprigionato nel corpo di un grande. Non c’è un dibattito televisivo, un’occasione in cui sia riuscito a sovrastare il suo interlocutore con argomenti convincenti. Oggi si è perfino definito un celtico e quindi crede nei segnali di bel tempo mandati dal cielo. (A lui in passato abbiamo affidato il ministero della Giustizia). Insomma, se lo vedessi nella fotografia che mio figlio ha portato a casa da scuola, quella della III C, non lo scambierei per un professore ma per un ragazzo ultra ripetente.

E poi Roberto Calderoli, con quella sua faccia da Gambadilegno, sempre sul punto di sghignazzare. Se penso che era tra i quattro saggi di Lorenzago mi vengono i brividi. Anche lui pare un bambinone, quello lesto di mano, capace di fregarti le penne dall’astuccio e poi infilarle nella cartella di un altro, tanto per fare casino. E poi sghignazzare, ovvio, perché a lui riesce bene.
(A questi abbiamo affidato la nostra Italia? Questi hanno in mano le sorti del governo?)

E poi Roberto Maroni. A quanto pare bisogna chiamarsi Roberto per fare carriera nella Lega. Con quel vezzoso pizzetto e quelle improbabili montature colorate…quel sorriso indefinibile…quella voce che mi ricorda sempre quella di Del Piero e spesso i due li confondo. Quel Roberto che il popolo leghista acclama come presidente del consiglio.Se non altro lui ancora conserva un minimo di rispetto verso le istituzioni.

Infine tutti quei comprimari, quei giovani che mi fanno dire: ma che diavolo hanno studiato a scuola? Che ci fanno lì, vestiti di verde, in divisa, come facevano i balilla. Nemmeno i più duri e puri del PCI si mettevano l’uniforme.
Che ci fanno lì? Cosa li fa andare? Ma soprattutto, fatemelo dire, non arrogatevi di rappresentare il popolo padano (se esiste) o il Nord. Per me siete sempre un’esigua minoranza.

Su tutti l’umbertone, sul quale non esprimo giudizi per rispetto, sentimento che purtroppo lui non ha mai provato. Tuttavia, alla prossima pernacchia, scoreggia o espressione maleducata, essendo lui un ministro della repubblica italiana gli chiederei di farsi da parte.
Se proprio deve pernacchiare, scoreggiare, alzare il dito medio, che lo faccia nella sua pontida.

Come se non bastasse la visione di questi figuri, verso sera ho visto l’intervista a Berlusconi. Osservavo la sua faccia tirata (in tutti i sensi), l’espressione seria e contrita, come di uno che ormai vede vacillare il proprio castello. E poi i suoi capelli asfaltati.

Ma in che mani siamo finiti, mi sono detto per l’ennesima volta.

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7 thoughts on “Quei quattro figuri di Pontida

  1. Già in che mani siamo finiti! Se poi penso al figlio di Bossi …. vabbè lasciamo perdere ..
    Anche a me è piaciuto assai assai capelli asfaltati. Ciao Lucia

  2. Ap: sono proprio asfaltati! Ci mette il colore, come vidi fare in un vecchio film con i fratelli bridges e Michelle Pfeiffer. Ma lasciando da parte ogni considerazione morale e politica, che opinione puoi farti davanti ad un uomo così posticcio? Compassione?

    Lucia: fosse solo il trota… a me fa ridere anche questa nuova mania del Bossi che deve dare il pugno, per far vedere la propria forza. E poi, è ora di finirla con questa storia del suo fiuto politico. Dopo 20 anni non ha ancora ottenuto nulla, se non un po’ di potere per sè e i suoi compari

  3. Pingback: That’s all, folks! « Panirlipe's Weblog

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