Chiamami adesso

Questo post di Diemme mi ha fatto venire in mente una delle più belle canzoni d’amore, una canzone che ora mi diverto a suonare con la nuova tastierina elettrica, anche perché con questa posso simulare l’orchestra e il sax.

Una canzone d’amore o amicizia dove la parola amore non viene mai pronunciata e quando dice “cuor” lo fa in modo quasi ironico.

Una canzone che può essere scritta e cantata solo da un uomo.  Basta sentire come si smorzano le parole, come le frasi siano interrotte, non finite, come se per lui fosse difficile cedere, troppo orgoglioso per farlo.

E poi quel brontolamento di pancia, quelle parole coperte dal kazoo, dalla tromba  e chissà cosa dicono se si potessero filtrare. Per finire con quel uuuu-nununununununu accompagnato da altri strumenti, e quello…quello io so cosa vuol dire, ma il significato cambia a seconda delle persone.

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14 thoughts on “Chiamami adesso

  1. Sto ascoltando il video che hai linkato, e sono emozionata: struggente come la nostalgia di quel mio post, che forse io non ho saputo rendere come questa musica.

    Grazie Pan, grazie veramente di tutto.

  2. sì, struggente. E non stanca mai. Ed è incredibile! Non dice mai “amore”.
    Che grande che è Paolo Conte.
    Ho ascoltato l’interpretazione di Malika Ayane ma non c’è niente da fare. Questa è una canzone che s’incolla sulla voce, il piano, il kazoo di Conte, e basta.

  3. diventa strumento, al pari degli agli altri, la voce di Paolo Conte. pochi, come lui, riescono ad amalgamare note e voce, sentimento e parole.
    si sta quasi male da quanto fà bene ascoltarlo! 🙂

  4. epigono è un sostantivo maschile che significa:
    1) seguace, imitatore; in particolare, scrittore o artista che rielabora le idee o ripete lo stile di qualche grande predecessore, senza apportarvi alcun contributo originale;
    2) chi è nato dopo; discendente.

    credo che tu intenda entrambe le cose, pan.

  5. mah…intendo soprattutto il primo. Ogni tanto spunta qualche cantante-pianista che viene paragonato a Paolo Conte. Ma secondo me, lui è come La Settimana Enigmistica.

  6. Da quando mio padre non c’e’ piu’,non riesco ad ascoltarlo. Lui ed io siamo andati a vederlo una ventina di volte, l’ultima a Monza due mesi prima che mi lasciasse.
    Poi torno dal Giappone, vengo a trovarti e trovo questa canzone, per me l’alterego di “Boogie”. Alle volte, anima affine, colpisci duro, tuo malgrado.

  7. @Petronilla: anche io avevo smesso di ascoltarlo, ma le cose buone prima o poi tornano. Come i buoni ricordi, quelli sinceri, che non sono inquinati da nostalgia.

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