Le cinque regole della saggezza

C’è un libro, uno dei pochi, che rileggo con una cadenza quasi straordinaria. Parlo de “Il terzo poliziotto” di Flann O’ Brien.
La prima volta l’ho letto nel ’92, la seconda volta nel’ 98, la terza nel 2004. Se dovessi rispettare questa cadenza la quarta volta sarebbe sarebbe proprio quest’anno.
Il Terzo Poliziotto” è un libro visionario, forse neppure un libro e se si parte male si rischia di non leggerlo. Però ci sono alcune trovate, alcune frasi che sono così divertenti che si rischia perfino di rotolarsi sul pavimento e lucidare le fughe. Ad ogni lettura ne sottolineo di nuove, mi sorprendo e mi diverto, come la prima volta.

Lo scrittore Flann O’ Brien

Ecco una sottolineatura:

“A questo punto eravamo in un campo tutto diverso, e in compagnia di vacche bianche o marroni, che ci guardavano quietamente, mentre procedevamo in mezzo a loro, e cambiavano lentamente positura, come per mostrarci tutte le geografie dei loro fianchi. Ci fecero capire di conoscerci personalmente e di tenere in grande stima le nostra famiglie, e come passai accanto all’ultima di esse sollevai il cappello in segno di deferenza”.

Ed ecco le cinque regole della saggezza.

“Il primo principio della saggezza” disse “ è di fare domande ma di non rispondere mai a nessuna. Voi acquistate saggezza a far domande e io a non rispondere. Mi credereste se vi dicessi che c’è un forte aumento di criminalità in questi paraggi? L’anno passato abbiamo avuto sessantanove casi di fanale assente e quattro di furto. Quest’anno abbiamo avuto ottantadue casi di fanale assente, tredici di marcia sul marciapiede e quattro di furto. C’è stato un caso di danneggiamento a una moltiplica a tre marce, ci sarà una richiesta di danni alla prossima seduta del tribunale e l’area del reato sarà la parrocchia. E prima che finisca l’anno ci sarà sicuramente un furto di pompa, ignobile e deplorevole manifestazione di criminalità e una macchia per la contea”.
“Proprio” dissi.
“Cinque anni fa avemmo un caso di manubrio allentato. Ora, questo è una vera rarità. Ci prese una settimana, a tutti e tre, per formulare l’imputazione”.
“Manubrio allentato” mormorai. Non riuscivo a vedere chiaramente le ragioni di tutto questo parlare di biciclette.
“E poi c’è la questione dei freni consumati. Il paese trabocca di freni consumati, metà degli incidenti dipendono da questo. A mazzi”.
Pensai che avrei fatto bene a tentare di allontanare il discorso dalle biciclette.
“Mi avete detto qual è la prima regola della saggezza” dissi. “E la seconda, quale sarebbe?”
“A questo si può rispondere” disse. “Ce ne sono cinque in tutto. Fa tutte le domande che devi fare e non rispondere mai a nessuna. Volgi tutto quello che senti a tuo vantaggio. Portati sempre dietro il necessario per le riparazioni. Svolta a sinistra ogni volta che puoi. Non adoperare mai per primo il freno davanti”.
“Sono regole interessanti” dissi asciutto.

Regole interessanti, tuttavia io seguo scrupolosamente solo le ultime due.

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21 thoughts on “Le cinque regole della saggezza

  1. Sono regole interessanti, e conosco una persona che le segue regolarmente tutte e cinque.

    La sottolineatura che ci proponi comunque è fantastica, quelle vacche amiche e solidali sembrano un quadro, uno legge e le vede avanti a sé, come vede il narratore salutarle con deferenza.

    Bentornato Pan!

  2. Le segue tutte e cinque? E’ un mago!
    Sì, quelle vacche sono proprio fenomenali. Io qualche volta ne ho incontrate alcune che non sembravano avere grande stima di me nè della mia famiglia.

  3. @Petronilla: a pensarci bene sono molte le persone che le seguono tutte. E sono persone complicate. Anche io trovo snervante seguire le regole, ma solo quelle imposte dagli altri.

    @Radha: la quinta non è inutile, anzi, è uno dei fondamentali della bicicletta. La terza invece, quelli che segui tu, in generale è superflua. Quando ti porti via l’occorrente per le riparazioni (che siano della bici o di qualsiasi altra cosa) poi non lo usi mai, non lo trovi o addirittura lo comperi nuovo.

  4. Da un giorno intero sto pensando alla seconda, non capisco se è una regola che trabocca saggezza o è immorale.
    “volgi tutto quello che senti a tuo vantaggio”
    cosa può significare?
    Certo, se tu segui la prima regola non potrai mai rispondermi…
    Consulterò L’arte della manutenzione della bicicletta o Il Manuale del perfetto ciclista.

  5. @simple: brava! Se non segui alcuna regola non sbagli mai. Comunque il libro è piuttosto difficilotto, bisogna prenderlo per il verso giusto. Ma ci sono alcune pagine, tipo le note di quello strampalato scienziato di nome Selby, oppure le pagine che ruotano intorno ad una scatola, che sono allucinanti.
    Qui puoi leggere una trama:
    http://www.ibs.it/code/9788845908293/o-brien-flann-j-/terzo-poliziotto.html

    Comunque io ho già deciso: appena finisco il libro che ho tra le mani vado a leggerlo per la quarta volta.

  6. non so andare in bici…
    nessuna regola da seguire,quindi, se non le poche mie, tipo evitare i ciclisti!
    però conosco mucche che hanno gli stessi ‘privilegiati rapporti’ delle tue, non proprio con me o la mia famiglia, piuttosto con la macchina.
    eccerto…se si piazzano in mezzo alla strada, di notte, nascoste da una semi-curva…!
    bel libro, pan, anche il secondo, a dire il vero.
    ciao, api.

  7. @Api: a dire il vero, io più di una volta sono stato rincorso da mucche impazzite o esuberanti. Eppure non ho la faccia da toro, e spero, nemmeno le corna. Ho dato la colpa a quello che mangiano.
    Bel libro sì, il secondo.

  8. Buongiorno Pan,
    vedo che hai risposto alla domanda di Petronilla, quindi immagino che almeno la seconda parte della prima regola non la segui neanche tu…e pensare che a me sembrava la più importante…ovviamente dopo quella di svoltare a sinistra sempre: questo sì che è davvero l’unico modo per uscire dal labirinto!

  9. @solindue: uh! è vero. Ma come ho detto, io cerco di seguire scrupolosamente le ultime due. E l’ultima “Non adoperare mai per primo il freno davanti” la trovo la più saggia. Prova tu a frenare di botto e vedrai che pirlo…

  10. È un libro eccezionale, uno dei miei preferiti di O’Brien che a sua volta è uno dei miei scrittori preferiti. Ma che bello questo blog, che bei blogghisti che bazzicano da Ifigenia 😀

  11. @Martina: forse tu lo conosci molto meglio di me e magari hai anche qualche consiglio di lettura. Io, oltre a questo e Una pinta d’inchiostro irlandese, ho letto solo L’Ardua Vita.

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