orrore!

Sabato scorso, mentre camminavo per una via del centro, inavvertitamente ho sbattuto la mano contro la borsetta di una donna. Sempre camminando mi sono voltato per scusarmi e mi sono rigirato subito, non dico inorridito ma quasi.panirlipe_pitti
Se fossi stato una donna un po’ schizzinosa, di quelle delicate ma di buone maniere, mi sarei portata la mano davanti alla bocca e con voce stridula ma soffocata avrei detto:
“Odddio! Che orrrroree!”
Anche la regina Elisabetta II avrebbe reagito così, portandosi la punta di tre dita sulle labbra per nascondere un blurp! e sussurrare:
“Oh my God! She is awful!”
Ho pensato a come avrebbe reagito mia nonna. Lei avrebbe detto:
“Oggesumariasignor! Che sguisso che ho tirà”
Uno scaricatore di porto o l’ubriaco del Bar Centrale avrebbero usato qualche aggettivo poco elegante e forse avrebbero anche apprezzato. Io invece, siccome sono Pan, ho solamente detto:

Uh!”

Perché quella donna era rifatta e come l’ho vista mi si sono proiettati davanti agli occhi non uno ma cento volti, tutti diversi ma con la stessa matrice. Una lunga carrellata di personaggi pubblici, fotocopiati, ricalcati, sovrapposti. E allora, un conto è vedere queste mostruosità in uno schermo televisivo, altro discorso e ritrovarsele davanti al naso. Si reagisce diversamente. Un omicidio in tv ti fa sobbalzare e forse ti ruba un po’ il sonno ma se sparano in fronte al tuo vicino di casa, cominci a farti delle domande. Così mi succede quando sbatto davanti ad un orrore come quello di sabato scorso.

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35 thoughts on “orrore!

  1. stando molto attenta a non rovinarmi il pungiglione, mi sarei sollazzata a sgonfiarla un pò!
    certo! un tantino pensierosa non sapendo bene da che parte iniziare…

  2. So di cosa stai parlando, ed hai perfettamente ragione: da vicino le 50-60 rifatte fanno paura. Sono più umane le maschere di carnevale.
    Una volta sono stato alla Mostra del Cinema di Venezia, e ho visto molte mostre che andavano alla premiazione di Tim Burton.
    Lui ne avrà sicuramente tratto ispirazione, o forse erano troppo orrende anche per lui.

  3. Anch’io sono fatta di un materiale capace di attutire i colpi (chiamasi “pannicolo adiposo”), ma mica sono una mostra rifatta! (neanche fatta, se è per questo 😆 )

  4. @Api: dal volto, si inizia sempre dal volto
    @Fra puccino: forse andavano bene per dario argento o stehphen king.
    @Sancla: spaventose è un eufemismo. Sono orribili.
    @Morena: forse era meglio dire: Argh!
    @Clotilde: ma sono materiali biodegradabili? Voglio dire…sotto terra si polverizzano?
    @Diemme: in altre parole sarebbero quelle cose comunemente chiamate “Curve”?

  5. Curve… maniglie dell’amore, ciambelle, per non parlare poi del linguaggio colorito che usa mia figlia (sei un morbido cuscino etc.)

    Ti rispondo pure per quello che chiedi a Clotilde: no, non sono biodegradabili. Quando sottoterra il corpo si decompone, rimangono solo le tette al silicone.

    *** quando si dice “La morte di fa bella”! ***

  6. io ti avevo definito come ha fatto Kit Carson: “leggiadramente formosa”. Anche se vado ad intuito.
    Tette e labbra al silicone, protesi al titanio, denti rifatti e capsule…oddio, inquiniamo anche da morti.

  7. leggendo mi veniva in mente una composizione..chissà magari un giorno, quando avrò il controllo di ciò che adesso mi sfugge, potrei fare dei lavori ponderati…al silicone magari..ripensando a tutti quei volti sovrapposti..
    Se ce ne sarà occasione un giorno scriverai e lì , sempre se vorrai, ti farò l illustrazione..
    G.

  8. =) già beh..il mio blog è poco conosciuto quindi ormai per ogni nuovo post che metto mi aspetto un pò la tua analisi , sounds strange..ma è così..
    cmq ci dev essere un qualche legame..leggevo adesso la serie di racconti sulla bellezza o meglio sui divertimenti…ci sono riferimenti sessuali che premono verso direzioni ben precise ma che vengono sempre virati verso una chiave più ironica…mi chiedevo perchè…(ps..guarda l ultima composizione)

  9. @giorgia: troppa ironia, vero? Devo diventare più cattivo.
    @Marci: vai tranquilla! Però usa silicone biodegradabile altrimenti in futuro rischi di soffocare i vermi. Però come modello scegli almeno un viso diverso da tutti, che non abbia sagome leonine e labbra ad aquilone.

  10. macchè…intendo dire che non riesco mai ad essere cattivo, duro, severo, neppure quando sarebbe necessario esserlo. Tendo ad essere conciliante ma sto migliorando. Un tempo ero solo remissivo.

  11. C’è molta differenza tra l’essere accomodante e l’essere remissivo.

    Come tra l’essere buoni e l’essere deboli.

    L’essere forti e l’essere prepotenti.

    Essere sapienti ed essere saccenti.

    Comunicare o blaterare.

  12. Sai che ho avuto più o meno la stessa impressione anch’io, mentre ero in fila all’ufficio postale, e una signora davanti a me, “mostrava” abbondantemente i suoi rifacimenti, e tra l’altro non riuscivo a non vederli, compresi i capelli, come si chiamano, con quegli allungamenti…
    che orrore!!!

  13. 😀 ma avrà capito il motivo del tuo stupore?
    o forse meglio dire…spavento….
    si piacciono, almeno spero, e non considerano quello che vedono gli altri
    in alcune cose è un bene, ma in altre….
    buona giornata 🙂

  14. @Arthur: è difficile fare il callo davanti a certi orrori. Oltre a provare un fastidio visivo provo anche una certa irritazione nel pensiero. Mi chiedo: perché invece di esaltare le proprie differenze ci omologhiamo?

    @Irish: se si piacciono, tanto meglio. Ma sono prive di identità.

    @Diemme: quando le sono sbattuto contro lei era girata di spalle. Secondo me si è voltata apposta per farmi spavento.

  15. tu-noi ci spaventiamo dell’omologato, timbrato, firmato, copiato, riempito, incollato, gonfiato…non trovo altri termini,,,,
    altri, e molti, giocano col loro corpo senza alcun rispetto, tutti con lo stesso stampo, tutti con i neuroni clonati..
    noo, non si è girata per spaventarti, il “boboti” voleva farsi ammirare! che ci vuoi fare?
    uhmm, iniziare dal volto…posso punzecchiarle le orecchie, così le cascano gli orecchinoni d’ordinanza?

  16. a dire il vero mi faceva pena. Un tempo pensavo che queste signore/i si ritoccassero il volto per la paura di invecchiare. POi una sera, a Roma, nel ristorante dove cenavo con i miei colleghi è entrato un noto stilista dal volto devastato. Ed io, al mio capo ho detto proprio così:
    “Chissà perché alcuni hanno così tanta paura del tempo che passa”.
    E lui ha risposto:
    “Non è paura, è mancanza di identità”.
    Ci ho riflettuto a lungo, tra una pietanza e un bicchiere di vino. MI sono ritrovato d’accordo ed è quello che ho scritto fin qui. Sembra impossibile ma tanti volti noti, tanti visi celebri che sembrano essere delle “personalità”, in fondo sono fragili, più di noi

  17. si è vero quello che dici, molte persone affrontano le proprie insicurezze e le proprie fragilità costruendosi una corazza caratteriale, una maschera invisibile dietro la quale acquistano sicurezza e si sentono inattaccabili, l’esternazione di questo, la materializzazione della maschera poi, per molti, è il silicone.
    Viene naturale fare “uh” di stupore misto ad altro sentire, ma dovremmo un pò tutti chiederci dietro quella maschera cosa si nasconde!!!
    Ciao pani,
    alla prox.

  18. @arthur: merito del mio capo. Qualche volta sono d’accordo con lui.

    @Barbie: se dietro quella maschera ci fosse qualcosa, qualcuno, sarebbe già un risultato. Io temo che non ci sia nulla. O forse paura, delusione. Ma se c’è un cosa che proprio non capisco è perché certe donne che sono già belle in sè, vanno a rovinarsi così.

    @Diemme: io ho notato solo la maschera di gomma, non ho fatto caso alle suppellettili. Tuttavia, credo che il viso non sia stato l’unico ritocco.

  19. Ecco, quella è la parola giusta: orrore.
    Penso a quegli zigomi rigonfiati, che si ripetono uguali su centinaia di visi. E le labbra che sembrano perdere la loro mobilità…se fossi un uomo, sinceramente, mi farebbe senso baciare una donna con le labbra di plastica, avrei paura di trovarle fredde, non so se sia così, ma lo temo fortemente 😦

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