Pochi metri tra Artemisia e lo Spadarino

Domenica mattina l’hotel offriva ai suoi ospiti tre quotidiani diversi e io non ho fatto complimenti, in certe cose sono molto goloso. Dopo una colazione pantagruelica  ho sfogliato il primo giornale, sorvolando rapidamente sulle pagine dedicate al nostro comico nazionale. Mi sono fermato qualche secondo sulla notizia che avevo già visto qualche giorno prima  in rete e che, essendo privo di tendenze voyeuristiche avevo evitato di guardare:  parlo della ragazza di 17 anni frustata perché era uscita con un uomo che non era suo marito.

Ora, premesso che:

  • pur essendoci un video, testimoni e conferme, le notizie sono spesso costruite a regola d’arte e magari, si spera, quella è solo propaganda o controinformazione.
  • non è tanto una questione di religione islamica, talebani o integralisti perché cose simili accadono anche nell’Occidente capitalista e cristiano.
  • a mio parere non esiste alcuna religione, credo, pensiero, etica, morale, uso, tradizione, consuetudine che giustifichi di mettere le mani addosso ad una persona non consenziente.

Concludo che, pur essendo un non violento, nel pomeriggio, quando mi sono trovato davanti a questo dipinto, di una delle più grandi e poco riconosciute artiste italiane, ho pensato che quella ragazza di 17 anni avrebbe diritto di fare questo, non all’estremo, fino alla soluzione finale, ma fermandosi un attimo prima, lasciando sul collo dei suoi carnefici tante cicatrici quante le frustate ricevute: una collana di 34 fili rossi.

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Artemisia Gentileschi: Giuditta e Oloferne – Galleria degli Uffizi, Firenze

Artemisia Gentileschi aveva sfogato con un dipinto la sua rabbia. E’ lei che sta decapitando Oloferne e bisogna andare vicino alla tela per vedere il sangue che schizza sui suoi vestiti, sul seno. E osservare i lineamenti del volto: duri, severi e allo stesso tempo sereni, come solo una vendetta eseguita su carta o tela può dare.

A pochi metri da lì ho trovato un dipinto che mi ha fatto riappacificare con il genere umano e che purtroppo riesco a proporre solo in bianco e nero: quella gonna alzata e quei pochi centimetri di pelle sopra il ginocchio sono tra le immagini più sensuali che abbia mai visto.

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Giovanni Antonio Galli detto Lo spadarino:Dei che bevono l'ambrosia ('Brindisi in Olimpo') - Galleria degli Uffizi, Firenze

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21 thoughts on “Pochi metri tra Artemisia e lo Spadarino

  1. ecco, questo vuol essere un non-commento.
    quando ho visto, e ascoltato, il video di cui parli, non sono riuscita ad andare avanti. non ce l’ho fatta.
    era una cosa atroce, per quanto il cosidetto umano ci abbia, ora ed in passato, dimostrato a quale livello illimitato di ferocia si possa arrivare.
    trentaquattro fili rossi, già.
    Artemisia, che può essere Giovanna, Luisa o Caterina, qualsiasi nome abbiano imposto alla nascita, ne avrebbe pieno diritto, ma questo non le regalerebbe gioielli di cui adornarsi, intenta com’è a rinchiudersi dentro sè dopo una violenza tanto distruttiva quanto sottile. atto di crudeltà e di pensiero, di possesso e sopruso, di negazione della donna come persona.
    ti ringrazio per avermi portato a conoscere la storia e la passione di una pittrice di cui avevo solo sentito nominare, senza però mai osservarne i dipinti.
    si, il secondo dipinto riappacifica i sensi, purtroppo non basta.
    chiudo come ho iniziato: si prendano queste parole come un non-commento. che cosa e come si potrebbe commentare? non ne son capace. grazie, api.

  2. Artemisia è una mia carissima amica, una persona eccezionale
    questa notizia l’avevo persa, anche a frustate vengono prese ora? non sanno piu’ come fare per far del male
    penso che quel quadro rappresenti quello che molte donne dovrebbero fare quando vengono stuprate, brutalizzate
    anche se qualsiasi cosa sarebbe sempre troppo poco
    ed è vero, queste violenze non hanno una bandiera, non hanno un colore della pelle
    queste violenze sono in ogni angolo del mondo
    ed ogni giorno aumentano
    un mondo che stà diventando schifoso!

  3. @Api: io certi video nemmeno li guardo, non perché abbia paura di rimanerne sconvolto ma perché non credo nel messaggio che mandano e penso che siano solo dei modi per aumentare l’audience. Certo, se non lo facessero i siti dei giornali il video si troverebbe comunque in rete ma perché, anche nel caso di internet, i giornali d’informazione devono imitare la televisione? Perché anche Repubblica e il Corriere hanno le loro rubriche di gossip, pettegolezzi, veline e calendari?
    Io mi sono liberato della tv e non voglio cascarci con il web.

    @Petronilla: già, è anche un bel nome.

    @Sancla: gli abissi sono sempre attraenti e quando non sono pericolosi si può anche rischiare

    @Irish: non credo che sia così. Queste violenze ci sono sempre state e anche di peggiori. Secondo me il mondo, il genere umano sta migliorando. Lentamente ma migliora. Non ci siamo lasciati alle spalle le barbarie del mediovevo, le torture, gli squartamenti, i roghi nella pubblica piazza? Certo, succede ancora ma non è una consuetudine ed infatti guardiamo con orrore a certe tragedie. Non dimentichiamo che una volta si correva in piazza per assistere alle decapitazioni, come se fossero giochi di prestigio.

  4. già, il cosidetto virtuale non è che lo specchio del reale.
    magari a volte può diventare ancora più subdolo, visto che manca percezione tattile ed espressività dei gesti e degli sguardi. si dice pure che lo specchio sia l’esatto opposto dell’immagine. non so.
    ho provato a guardarlo, quel video, ma non era possibile!
    e non certo perchè si voglia chiudere gli occhi, tutt’altro!
    di buono è che ho conosciuto meglio Artemisia e la sua vita. diversa da tante altre ma comune, nei tempi, a troppe donne. e bambini, ovunque.
    vero, gli squartamenti in piazza non esistono più, almeno non c’è più il banditore che invitava il popolo in piazza, ma quanti altri modi esistono, intelligenti crudeli sottili, per distruggere vite?
    non voglio essere la solita ape ronzante, solo che nei voli mi sposto un pochino di latitudine o longitudine, a volte basta una virata e le torture, celate o palesi che siano, le vedo…ma non desidero prendermi troppo sul serioso andante, non sia mai! mi schianto spesso, impedita come sono! come gli altri mi riprendo, con fatica, come tanti fanno. bisogna farlo!
    vedo anche che esiste la volontà di vivere, di sognare, di creare, di generare cose nuove o semplicemente di rivalutare le più semplici, a portata di mani ed animi. e questa volontà, ne sono certa, non muore. è quello che bisogna coltivare. ciao, pan. grazie dello spazio e una buonanotte a tutte/i, api.

  5. ripasso un attimo prima di spegnere il coso e trovo un “ohh!!!”…ho blaterato troppo? se così fosse, scusatemi.
    mi capita, ma non lo faccio con presunzione o mala voglia, è che l’ape sarda le butta lì come le vengono.
    sto zitta, ‘notte, di nuovo, api.

  6. quando sento notizie come questa e leggo cose come “prova dello schiacciamento dei pollici” penso che forse la decapitazione sia una pena troppo rapida, idolore e blanda.

  7. @barbie: uhh! Ho fatto paura?

    @Api: le parole a video non assordano.

    @Clotilde: infatti io sono contrario alla pena di morte. Però una collana formata da 34 cicatrici ci starebbe bene.

  8. mi soffermo sul secondo dipinto, che non conoscevo, e che mi sembra molto bello. quei pochi centimetri di ginocchio esposto sono davvero una bella immagine

    vado a cercare il dipinto a colori. magari lo trovo

    forse quella collana a volte non sarebbe sbagliata, non hai torto.

  9. Con la mia candida manina affusolata e con tutta la grazia che si addice a una veVa signoVa come me, ripongo sotto questo post un ovetto di marzapane colorato, ricoperto di zucchero; appena fatto!

    Auguri, Clotilde

  10. condivido il tuo pensiero, incrocio le dita perchè tutto ciò che è cronaca nera di oggi domani diventi solo cronaca rosa
    è vero anni fa era “lo spettacolo, la tv”
    ora abbiamo la tv che ci mostra lo spettacolo
    hanno spostato la piazza
    ma si qualcosa è migliorato
    ed il pensiero positivo è sicuramente un aiuto in più
    ti auguro una bellissima Pasqua
    con un sorriso che possa essere un segno di rinascita
    un abbraccio.

  11. @api: e perché mai?

    @Clotilde: Merci beaucoup!

    @Irish: Cronaca nera e cronaca rosa qualche volta si incrociano e non ne viene fuori un bel colore 🙂
    Buona Pasqua anche a te.

  12. belli tutti e tre i quadri: quello di Artemisia, liberatorio, quello erotico del ginocchio perchè ho sempre pensato che un corpo svestito è meno erotico di un lembo di gonna che si solleva e il terzo composto dal tuo post perchè, a volte, anche le parole sanno usare bene il pennello. Ciao Lucia

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