Insoliti ricordi spagnoli #1

Ispirato dal bi-blog  Libroaperto di Alerika.
Foto by Alessandra Fermi

Foto by Alessandra Fermi

“Dovevamo proprio indossare questi buffi copricapi ?” dice lei a denti stretti.
“Certo! Servono per rendere più realistica la foto”.
“Realistica? Ti sembra realtà questa?”
“Sst…non ti muovere, altrimenti viene mossa”.
“Señora…tiene la boca muy enfandada!” dice il fotografo togliendosi il mantello nero. Si avvicina a lei, le sistema il ciuffo di capelli e la invita a sorridere. Poi ritorna dietro all’obiettivo, si piega e scatta la foto.
Mara sta pensando a quel giorno di pochi mesi prima, quando Francesco le regalò una scatoletta di velluto blu e le chiese di sposarlo. E lei, provando l’anello aveva risposto:
“Te lo dirò domani”.
Una risposta, secca e veloce, tanto per tenerlo sulle spine perché sapeva già che avrebbe accettato. Poco convinta ma lo avrebbe fatto.
“Mi aveva promesso un viaggio di nozze alle Maldive. Questo mi aveva promesso. E invece eccoci qui, tre giorni velocissimi a Madrid. Solo perché i suoi impegni di lavoro non gli permettono di restare via a lungo”.
Francesco la stringe. E’ curioso di vedere il risultato dello scatto.
“Vedrai, sarà molto più bello delle centinaia di foto che ci hanno scattato durante la cerimonia”.
Mara non ne è convinta e quella stretta le pare adesso soffocante.
“Señor, ecco qui la foto? Magnifica, non le pare?”
Francesco la osserva con attenzione. Immagina già la faccia che faranno i suoi futuri figli quando avranno abbastanza anni per valutare l’età di una fotografia.
“Incredibile! Sembra veramente una foto d’epoca”.
Mara osserva la foto di sbiego, la sfiora con un dito, passa sopra al tono virato in seppia.
“Già, sembra una foto vecchia, consumata”.
Come questo amore, le viene da dire. Invece, divincolandosi dalla stretta prende una banconota dal borsellino e la dà al fotografo.
“Tenga pure il resto” dice, “se lo merita, oggi mi ha aperto gli occhi”.

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38 thoughts on “Insoliti ricordi spagnoli #1

  1. Beh, a quanto pare lo sapeva anche prima che non c’era la grande passione.

    Forse le interessava la fede al dito, o il viaggio alle Maldive, ma non certo il povero Francesco!

  2. Beh, insomma, va bene che uno vede quello che non vuole vedere, ma vedere l’amore dove non c’è… è più probabile il contrario, che non ci accorgiamo che l’altro ci vuole bene perché magari non è capace di esprimerlo, o perché lui stesso non se ne rende conto.

    Poi ci sono “quelle” (perché generalmente sono donne, e mi dispiace molto ammetterlo) del “lui mi ama ma non lo sa”, “io sono l’unica donna per lui ma lui non lo capisce… “.

    Ieri ho visto su uno dei blog un video sulla violenza delle donne e, credetemi, non riesco sempre a sentirmi solidale: nel video ho visto donne coi connotati deturpati dalla violenza dell’altro, ma nella realtà ho visto le stesse prenderle tutti i giorni per venti o trent’anni e dire ogni giorno “mi ha promesso che non lo farà più”, e continuare a crederci.

    Ci sono quelle che dicono “Sopporto per amore dei figli”: se amassi i figli li prenderesti con te e te ne andresti, altro che farli assistere a queste scene e farli vivere in questo clima!

    Poi ci sono il “Ma io lo amo!”: ma dico, sei impazzita? Ma eri cretina già da prima o ti ci hanno ridotto le botte?

    Il massimo è stato il racconto di una conoscente di una donna che, a quanto mi è stato riferito, è stata malmenata anche in pubblico; quest’amica mi ha detto: “Ma lui è molto ricco, se lei se ne andasse dovrebbe rinunciare a tutto: pensa, hanno persino il cuoco francese!”. Allora, quando io vedo quei video agghiaccianti, non posso credere che, se ci fosse un sonoro, le parole della donna sarebbero: “Ma non rinuncio a questo, perché dovrei rinunciare allo chef, e il patè d’oca mi piace troppo!”.

    Diciamo che a volte, tra vittima e persecutore, c’è un gioco di dipendenza psicologia per cui non riescono a fare a meno l’una dell’altro: ma, appunto, è dipendenza psicologica, e non certo amore.

  3. Comunque, già che è capitato il discorso, c’è anche la violenza “delle” donne, più subdola e sottile (ovviamente, di “certe” donne, ci mancherebbe che convolgessi l”intera categoria!).

    Sono le donne che, di fronte al fatto che lui non è diventato presidente della repubblica e non le ha potute coprire d’oro e brillanti, passano la vita a trasmettergli il messaggio più o meno velato “Sei un fallito”, “Sei una nullità”, e questa è una violenza non da poco.

    Poi ci sono quelle che, separate, cercano di ridurti in miseria, di aizzarti i figli contro, o comunque non farteli vedere.

    Ma di questo, abbiamo già parlato tante volte qua e là.

  4. sì, la violenza delle donne è meno fisica ma altrettanto efficace. Come un supplizio di tantalo.
    Però io sono sempre contrario alla violenza e muovere le mani su una donna è vigliaccheria.

    La moglie del mio amico prese la decisione di lasciarlo proprio durante il viaggio di nozze. Chissà perché.
    E altri due miei amici si sono ritrovati le valigie sul pianerottolo o messi alla porta con qualche scusa, poco dopo il matrimonio.
    Lui poteva capirlo prima? Mah…non lo so.
    Forse neppure lei sapeva che lo avrebbe lasciato.

  5. quel dare la risposta domani
    quel forse fingere di tenerlo un pò sulle spine
    ecco, forse già da li lo si poteva capire
    che non poteva essere un inizio ma la fine
    difficile e spesso non lo si vuol ammettere
    senza pensare che domani è già tardi
    accade, cavolo e non poco
    forse perchè tutti vorrebbero una favola
    ma le favole non stan dietro l’angolo
    e non sono da vivere nella speranza che…
    dico spesso che a volte è meglio soli
    piuttosto che.

  6. appunto, le favole. Secondo me alcune aspirano al matrimonio solo per trascorrere un giorno da favola, con l’abito lungo, gli anelli, le damigelle, il ricevimento…perché sono cresciute con questo immaginario. Poi, il giorno dopo, o poco dopo, la favola finisce.
    Lo stesso, anche se in forma diversa vale per gli uomini.

  7. Ma stiamo scherzando? Ma qui stiamo parlando di una manica di idioti!

    Ci si sposa per portare l’abito bianco? Allora fa’ finta che lo devi comprare, vai in un negozio e te ne provi una decina, senza rovinare un povero disgraziato.

    Roba da matti… ci insegnano che i bambini già dopo i cinque anni cominciano a distinguere la realtà dalla fantasia, e qui si gioca al matrimonio contraendolo sul serio.

    E poi, vogliamo mettere che rottura di scatole è essere invitati a un matrimonio (io, se non fossi andata neanche al mio, non avrei fatto un soldo di danno!), stare a dannarsi per vestiti, regalo e parrucchiere, sorbettarsi cerimonia e pranzo strasbordante quasi fossimo tacchini da imbottire, e poi… quelli il giorno dopo si lasciano?

    *** aridàtece i sòrdi!!! ***

  8. be’, le maniche di idioti ci sono. A parte il fatto che io trovo folle spendere migliaia di euro per un vestito che si indossa una sola volta. Ma qui si rischia di deragliare…
    Comunque, io sono convinto che molti vedono il giorno del matrimonio troppo patinato, con un’idea da mille una notte, finto romantica.

  9. Perché dici questo? Per molti è una bellissima esperienza, e per quanto riguarda il vestito… sì, sarà folle, ma in fondo è una tradizione culturale che il giorno del matrimonio sia IL giorno, quello più bello della vita. Che poi non è vero, perché la vita ce ne riserva tanti di giorni più belli e poi, un giorno in cui si è così stanchi e stressati un po’ ti fa perdere ma… non demonizziamo questa tradizione!

    Il pranzo sì, lo demonizzerei: sai quanti ci rimangono secchi dopo un pranzo del genere? Sai quanta roba si spreca?

    Secondo me un rinfresco è la soluzione migliore.

  10. non solo si è vista vecchia, ma pure morta e compianta dai futuri figli!!! teeeribile!

    P.S: buffi copricapi? quindi il trench coat Burberry bburino di lei ti sembra elegante… preoccupante! veramente preoccupante!

  11. @Diemme: io sono per le cerimonie in sordina e senza sfarzo. Credo che non cambierei mai, nemmeno quando sarò President 🙂

    @Sancla: difficile dimenticare un ricordo. Si può mettere a sopire, forse, ma non dimenticare.

    @Clotilde: no, lei non si è vista vecchia. E’ lui che pensava ai propri figli, alal faccia che avrebbero fatto vedendo quella fotografia.
    Il più elegante di tutti è quello dietro, vestito da coniglio.

  12. Ah, già! segnor non starà certo per signora, e Francesco “la osserva con attenzione” la foto (sottinteso) e non Mara…
    ma io sono stanca! non puoi pretendere troppo dai miei neuroni assonati… e comunque come interpretazione in fondo potrebbe anche andare 😛

    Buonanotte, vado a nanna che è meglio!
    Clotilde

    P.S: noto con sollievo che abbiamo lo stesso concetto di eleganza. Anche per me quello vestito da coniglio è il più chic di tutti.

  13. sì, sarebbe una valida interpretazione.
    Con sollievo? Be’, avendo i pavimenti “soltanto quasi diversi” è facile avere lo stesso concetto di eleganza 🙂

  14. Eccomi PANI! Grazie per esserti ispirato ad una mia immagine, come ti ho già detto mi fa molto piacere. Ora anche tu sei nel mio blog!:-)
    Penso anch’io che le emozioni che hai descritto con realismo siano molto comuni; ci credi, ci provi, vai avanti, arriva qualche dubbio e poi capisci che forse anche le storie più belle, anche i sentimenti più forti hanno un termine. Difficile accettarlo, difficile dirselo e dirlo, difficile a volte riuscire a cambiare strada per ricominciare…
    Se però non riusciamo più a portare avanti un rapporto è meglio trovare il coraggio di “rompere”, per noi e per l’altra persona che ha il diritto di trovare qualcuno che provi per lei vero amore…a volte anche le FAVOLE esistono e penso comunque che non è giusto vivere mai un rapporto fatto di ipocrisia e falsità!

    Un caro saluto. Alessandra

  15. @Pani: anch’io sono per le cerimonie semplici e senza sfarzo e così ho fatto (io mi volevo sposare alla presenza dei soli testimoni, poi tira e molla alla fine eravamo in quindici, e mi sono sembrati decisamente troppi), ma non si può condannare chi vuole una cerimonia in grande.

    Certo, non amo lo spreco, ma concedersi un sogno non penso che si possa annoverare tra gli sprechi: e poi, in teoria, ci si sposa una sola volta.

    *** Le altre si convive ***

    @clotilde: quello vestito da coniglio è irresistibile.

  16. @Alerika: credo che sia un’immagine senza tempo, o meglio, che possa durare a lungo, anche se ci sono i bambini con i palloncini e l’uomo coniglio.
    Sì, un rapporto fatto di ipocrisia e falsità più si mantiene in vita e più è peggio, soprattutto per chi lo subisce.
    Tuttavia, nonostante quello che scrivo, io rimango ottimista.

    @ Diemme: non si può condannare ma biasimare sì. Hai presente la burinata di Ramazzotti?

  17. Quando si è sposato con la Hunziker intendo…al castello, con tanto di bastone e cilindro in testa, come paperon de paperoni.
    Anche se mi sta abbastanza antipatico, credo che separandosi ci abbia guadagnato.

  18. Io, se mi dovessi risposare, vorrei un matrimonio strasfarzoso.

    Al giro di boa del mezzo secolo, indosserei l’abito bianco con lo strascico, e se poi quA_lcuno volesse mettersi il cilindro e il bastone, non sarei io a fermarlo.

    *** Però niente separazione! ***

  19. Per il rito tribale ci starei, mi sembra un’ottima idea, ma io vorrei fare comunque la primadonna.

    Una volta nella vita bisogna che una certe soddisfazioni se le tolga!

  20. uh! certo, considerando che la parte dello sposo l’ho fatta, quello del testimone pure, adesso mi restano quella della sposa e quella del prete.
    La parte del prete farei ancora in tempo, per quella della sposa preferisco aspettare la prossima vita.

  21. infatti, le risposte le può dare solo il tempo
    se col passare degli anni il rapporto si solidifica
    se resta quella complicità che non è più la passione
    ma il vivere nel quotidiano in sintonia
    ecco…questa è la coppia che arriverà fino all’ultimo giorno
    un pò colpa della società di oggi che porta le persone al pensiero per se stessi, gli altri vengon sempre dopo
    una società che stà consumando quei valori che ai miei tempi erano la favola
    uno ci prova a tramandare
    la riuscita è data a lunga scadenza
    buon week end

  22. il guaio è che la società consuma i valori che un tempo erano la favola, ma riesce a crearne di nuovi? Vengono sostituiti, rimpiazzati con altri valori? Io ho l’impressione che questo rito, come tanti altri, siano diventati solo operazioni commerciali.

  23. nono la società di oggi non crea nessun nuovo valore
    ora come ora poi…il solo valore che ci rimane è il rispetto per la vita, la voglia di continuare a vivere
    rispetto molto limitato anche dal “ogniuno pensa per se”
    credo che se quei pochi valori he ancora respirano, forse meglio dire che ansimando cercano di non scomparire, dovessero finire nel dimenticatoio…non ho la più pallida idea sul con cosa verranno sostituiti
    operazioni commerciali, si questo sicuramente.
    ed è brutto dire che è una guerra che non possiamo combattere..
    aspettiamo.

  24. Uh! Irish…la storia è un ciclo di guerre e pacificazioni. Forse sono di più i periodi di guerra che non quelli di pace. Ma l’uomo ha dimostrato che comunque riesce a progredire e migliorare. Alla fine resteranno solo i veri valori, non quelli commerciali.

  25. e se, mi chiedo, un’altra chiave di lettura fosse rappresentata dal terzo personaggio della storia, presente dall’inizio alla fine, artefice di quello scatto che porta a far morire un rapporto, senza neanche viverlo?
    che sia tutta una metafora, celata dietro il panno nero, il cavalletto ed il viso nascosto del fotografo? a.

  26. Api, buona lettura la tua. In fondo il fotografo, quando compone la figura da fotografare crea una realtà tutta sua e forse i dialoghi riportati sopra sono quelli che si è fatto lui nella sua testa.

  27. Molto bella la foto di Alerika e molto ben ispirato il racconto di Pan che ormai ci ha abituato sin troppo bene con questi suoi bijoux!
    Guardare se stessi e la propria vita dentro ad una foto non è mai un esercizio facile.
    Con la foto si ferma l’attimo, tutto il resto è vita che scorre e noi appresso ad essa.
    Tenere il passo non è facile, talvolta faticoso, rallentare i ritmi spesso impossibile…finchè un giorno improvvisamente apri gli occhi…e son dolori!
    Del resto credo, mancassero proprio i presupposti giusti per poter pensare che funzionasse a lungo…
    I viaggi iniziano ma poi finiscono e ciò che resta…è una foto, appunto.

  28. Elle, fermare l’attimo è difficile, anche per un fotografo. Da giovane mi dilettavo nella fotografia ad avevo allestito una camera oscura. Trascorrevo intere giornate a sviluppare foto, dopo averle scattate, ovvio. Ma le foto in cui mi rendevo conto di aver colto l’attimo, uno sguardo particolare, un’espressione del viso, erano veramente poche. Tuttavia, erano momenti impagabili.

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