Divertimenti #6 – 1° variazione

Accappatoio – attesa – insultipanirlpie_cuffsb1

Stava impastando dei muffin al cioccolato quando sentì dei rumori nell’appartamento di sopra. All’inizio un calpestio rapido, come quello dei tacchi a spillo, poi del trambusto, risate e musica ad alto volume.
“I miei amici fanno festa” disse lavandosi le mani.
Dopo aver infilato i dolci nel forno si diresse verso il guardaroba. Scelse un abito chiaro, un cappellino con la veletta e lunghi guanti. Prima di uscire si osservò allo specchio. Sì, il filo di trucco le donava.
Salì al piano di sopra, suonò alla porta e venne accolta dai numerosi amici:
“Madam Blanche! Finalmente…”
Distribuì baci a tutti, conversò con i vecchi amici e con quelli appena arrivati.
“Madame, il tuo ultimo lavoro è eccezionale” le disse Nerval, “un’ottima interpretazione”.
“Tsk! Se mi volevi bene come una volta, avresti usato parole più carine. Comunque vieni qui, ti do un bacio” disse quasi con disappunto.
Dopo qualche ora salutò la padrona di casa.
“Ciao Maga, devo scendere”.
“Mi dispiace che te ne vai… tu porti la pace. Vedi, adesso stanno già volando degli insulti” disse indicando una coppia che litigava.
“Tornerò presto, ciao”.
Scese nel suo appartamento, fece una doccia e poi indossò un accappatoio bianco.  Si profumò di vaniglia, addolcì le labbra con del burro cacao e per cinque minuti valutò la sua figura davanti allo specchio.
Di sopra la festa continuava ma lei scese al piano di sotto, premette un minuscolo pulsante vicino al campanello e poi aprì la porta.
“Tesoro?”
Con disinvoltura andò verso la camera da letto. Ammanettato alle sponde del letto c’era un uomo.
“E’ da tanto che stavi in attesa?”
“Abbastanza”.
“Non succederà più, te lo prometto. Purtroppo ho avuto una riunione di lavoro. Il nuovo direttore mi fa impazzire”.
Si sfilò l’accappatoio e gli salì sopra.
“Sei tutto bagnato! Cosa hai fatto? Ti sei alzato? Uhm…impossibile” disse, sincerandosi però che le manette fossero ben chiuse.
“E’ sudore, mi manca l’aria, il respiro…dovresti abbassare…”
Affondò le unghie sul suo collo, fino quasi a farlo sanguinare.
“Mi vuoi bene? Mi vuoi sempre bene? Dimmelo”.
“S-sì, ti voglio bene, perché non dovrei?”
“Bravo, non te ne pentirai”.
Tirò fuori la lingua, leccò il sangue e poi scese lentamente.
“Sei caldo…quasi scotti” gli disse.
“E’ solo la temperatura, devi abbassare il termostato. Sembra di essere in un forno” sussurrò l’uomo.
Lei alzò la testa, rimase un attimo sovrappensiero.
“Ops…i muffin! Li ho dimenticati nel forno. Tesoro, devo andare, ci vediamo più tardi”.
“Aspetta! Liberami, ti prego! Non ce la faccio…non ce la faccio più…”
Riprese in fretta l’accappatoio e fece per uscire, ignorando le suppliche dell’uomo. Prima di chiudere la porta si fermò davanti alla centralina del riscaldamento. E mise la temperatura al massimo.

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37 thoughts on “Divertimenti #6 – 1° variazione

  1. Eh sì decisamente una bella variazione sul tema!
    Prima la versione saffica e poi quella sadica…un “divertimento” nel “divertimento”, questo tuo viaggio attraverso “sensazioni estreme”.
    E dopo questa, non so cosa aspettarmi…magari leggeremo di una sensuale serial killer ihihihihiihiiiiiii 🙂

  2. Ma una versione classica, un uomo e una donna, di quelli che si abbracciano e si vogliono bene, e vissero felici e contenti, non si può fare?

    Dico così, pour parler….

  3. P.S.: mentre stavo leggendo e non ero ancora arrivata in fondo, ma forse avevo intuito (dalla foto) il “colore” che volevi dare a questo racconto, sai cosa avevo pensato potesse essere tutto quel rumore che proveniva dal piano di sopra?
    Pensavo che entrando M.me Blanche trovasse l’appartamento dei suoi vicini, trasformato in uno di quei club privée a luci rosse, dove si praticano giochini estremi, appunto.
    Sarà la recente cronaca (mi riferisco alla vicenda dei festini hard ai castelli romani) o forse mi fa “male” leggerti? 😆 😉

  4. @sancla: jekyll e hide lo siamo un po’ tutti, o no?

    @Diemme: “«Non c’è belva tanto feroce che non abbia qualche senso di pietà».

    «Ma io non ne ho alcuno, sicché non sono una belva».

    William Shakespeare, “Riccardo III” 🙂

    @Elle: mah…ho già pensato ad un’altra situazione.

    @Diemme: forse mi ha influenzato quello che sto ascoltando in questi giorni:

    @ Elle: io avevo pensato a George clooney 🙂

  5. Bella quella dei Bluvertigo mi ha ricordato questa:

    Quello che sognavi ti fa ridere
    da quando sai che non lo puoi più avere.
    Ma l’odio è un carburante nobile
    e scommetto che non è così male.

  6. Ebbene sì, mi dispiaceva sentirmi una iena… magari una pantera era già meglio!

    L’odio? Beh, non sempre è negativo, perlomeno è energia. Ti posso assicurare che è peggio quando non si prova assolutamente niente: ti sembra quasi di tradire un dolore che dovresti provare.

    Ma che non provi.

  7. io, che sui testi sono sempre distratto, mi sono appuntato le ultime strofe:
    ODIO – e provo tutti i sentimenti
    ODIO – oltre all’amare e il tollerare
    ODIO – quando mi portano ad odiare

    e l’ultima mi piace

  8. Non lo so. Io posso odiare una persona che mi nuoce, che mi dà dolore, perché lì c’è per l’appunto il dolore vivo, l’istinto a farlo cessare a qualsiasi costo, ma quando di una persona perdi la stima, non c’è più spazio per nessun sentimento, né positivo, né negativo, e questa è la cosa più.. più…

    Come la definiresti?

  9. così di colpo? I sentimenti positivi o negativi se ne vanno di colpo?
    Secondo me è un processo lungo, prima ad alti e bassi e poi precipitoso, fino a quando te ne dimentichi completamente, diventano nulla.

  10. Non tutti i processi sono lunghi. Si può morire di lunga malattia, oppure di improvviso infarto.

    A volte non è né l’uno, né l’altro. Ci sono altre cose che passano silenti o quasi (un piccolo dolore al petto che però è passato, delle brevi perdite di memoria che però non incidono sulla qualità della vita), e poi…

    A volte mi sembra Ground Zero.

  11. Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Valle della Morte
    Death Valley

    « La Valle della Morte non è realmente così differente da gran parte del resto delle zone desertiche. È un po’ più profonda, un po’ più calda e un po’ più secca. Quello che la fa sembrare diversa non è nient’altro che la nostra immaginazione. Perciò è una terra di illusione, un posto nella mente, un miraggio tremolante di ricchezze, di mistero e di morte » (Richard Lingenfelter – 1893)

    Direi di no, Pan: la Death Valley è un paesaggio naturale, le Torri Gemelle erano costruite dall’uomo. La Death Valley è sempre lì, con il suo fascino, Ground Zero è piena di macerie, di lagrime, di dolore.

    Qualcuno ha brindato al crollo delle Torri Gemelle: e anche nel mio caso qualcuno sta brindando.

    Decisamente, ciò a cui mi riferisco io è Ground Zero.

  12. Beh, mi dispiace, qui dissento totalmente: non solo il fenomeno esiste, ma è tra i più diffusi: non solo perché se l’invidia fosse febbre tutto il mondo ce l’avrebbe. ma anche perché oggettivamente il male di uno è spesso il bene di un altro (e non solo quando una zietta sconosciuta tira le cuoia, lasciando erede universale un nipotino bisognoso).

    Ti ricordi quella pubblicità che, parlando della scoperta dell’America, sottolineava che da una parte c’era l’inizio di una nuova civiltà, dall’altra la fine?

    Io stessa fui testimone di un festeggiamento per una persona che aveva tentato di far perdere il lavoro a molti colleghi, mettendoli in difficoltà enormi, e a un certo punto si era trovata in enormi difficoltà economiche: e son soddisfazioni!

  13. no, quella pubblicità non l’ho presente. A me piace tantissimo quella del trombettista che suona al matrimonio di quella che le aveva detto: scegli, o me o la musica.
    Quelle sì che sono soddisfazioni 🙂

  14. Beh, mica gliel’ha ordinato il dottore di sposarsi! A questo punto, lui ha fatto bene a mollarla, e avrebbe fatto bene anche se non ci fosse stata la musica sull’altro piatto della bilancia.

    Però a me dà tristezza quella pubblicità, perché lui che suona alle sue nozze mi sa tanto che sta al suo servizio, mentre lei è nel suo giorno di trionfo.

    *** Espressioni a parte ***

  15. tristezza? A me sembra che lui non lo sapesse, anzi, arriva di corsa, tutto trafelato, appena in tempo per fare l’assolo e quando gli sguardi si incrociano restano sorpresi. Solo che lui ride mentre lei corruccia il naso.
    Ecco, sono andato a rivederlo:

  16. Mi sa che hai ragione. Comunque, a parte la faccia acida di lei e quella da simpaticone di lui, che uno già si chiederebbe come hanno fatto a stare insieme, io ragionavo su un fatto:

    diciamo che il mio fidanzato, di fronte all’aut aut “O me o la musica” scelga la musica: io la prendo male, poi il tempo passa, conosco un altro e costruiamo un rapporto tale che arrivo a sposarmi. Si suppone che io sia felice, che stia coronando il mio sogno d’amore: a questo punto, che me ne importa se il mio ex mi viene a strombettare davanti agli occhi? Si suppone che sia acqua passata, e se non lo è, mi risorge spontanea la domanda che mi faccio da sempre: ma le donne, perché si sposano se non sono convinte? Possibile che ancora oggi si contraggano matrimoni per una questione di immagine sociale?

    Comunque, le pubblicità della mastercard sono una delizia. andando là, sono capitata su quest’altra ( http://www.youtube.com/watch?v=wCGzr9_Iq3c ), ma ora torno da quelle parti e ridò un’occhiata alle altre: sapessi quante volte me la sono rivenduta quella frase!

    Certo, a volte erano soddisfazioni amare, ma pur sempre rivincite!

  17. forse si sposano perché temono di restare sole. Status a parte, di un uomo si può sempre dire che è uno scapolo d’oro, ma l’hai mai sentito dire nei confronti di una zitella, che già il nome…
    Secondo le ultime stime, ci si sposa sempre meno, o meglio, prima si convive per qualche anno e poi si decide e sembra che perfino i preti chiudano un occhio.

    Le pubblicità della mastercard sono veramente geniali, semplici, comprensibili e accattivanti. Spesso, quando guardo la tv, non riesco a capacitarmi di quanta stupida pubblicità ci sia: stupida e costosa, tipo quella degli astronauti e il pinguino.

  18. Sulle pubblicità della Mastercard sono d’accordo, su altre non posso pronunciarmi perché da anni non vedo più tv, comunque mi ricordo di averne viste di geniali, di idiote, di passabili, di mediocri, eccellenti, di cattivo gusto, di spiritose, di pesanti…

    Torniamo al matrimonio: io non credo che sia la paura di restare sole quella che fa sposare, anche perché il matrimonio, specie oggigiorno, non dà nessuna garanzia di restare in compagnia. Sposarsi con una persona che non si ama per questo motivo, ci fa rischiare di sprecare la giovinezza in un’esistenza insoddisfacente e piena di rimpianti, per rimanere poi lo stesso da soli una volta vecchi.

    Per il fatto di rimanere “zitelle”… quella è una questione mentale: la grande Eleanor Roosevelt diceva “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”. Io credo anche che nessuno possa farti sentire zitella sensa il tuo consenso per quanto io, pur essendo stata sposata, questo consenso sono costretta a darlo per onestà intellettuale.

    Come può essere? Io ho ricevuto decine e decine di proposte (serie) di matrimonio, e peraltro sono stata anche regolarmente sposata, non è questo il punto.

    Essere zitelle non significa non aver trovato un carciofo qualsiasi, ma credere nel matrimonio, credere nel valore della famiglia e non essere riuscita a costruirsela. Ecco, io mi sento zitella. Che poi io sia felice, serena, realizzata, indipendente, piena di interessi, tutto quello che ti pare, non elimina questo dato di fatto.

    Poi ci sono le single, e cioè quelle che hanno fatto un altro tipo di scelta, indipendentemente dalle occasioni che la vita ha/avrebbe loro riservato, E poi ci sono quelle che si sposano perché si usa, perché la ritengono un’esperienza da fare, perché le famiglie lo richiedono, per avere agevolazioni fiscali…

  19. ma dici veramente che è ancora così? Cioè che qualche donna va sull’altare senza amare il marito? E lui non se ne accorge. Uhm…questo avvalora sempre più la mia teoria, cioè che sia sempre la donna a mettere il punto finale in una relazione.

  20. @ Petronilla e Diemme: forse è proprio così, una donna innamorata richiede molto impegno ma poi anche lei si abitua o comincia a chiedere sempre di più.
    @Morena e Diemme: magari fossi cattivo. Io mi sforzo, cerco di imparare, vorrei diventarlo.

  21. @specchio: no, non ero io, ho abitudini diverse. Però se si legge come una metafora potrei dire di sì.
    @Diemme: o sono le donne che danno di meno e chiedono di più?

  22. Se andiamo avanti così ci addentriamo in un terreno minato, e non è il caso; ovviamente ci sono donne e donne, uomini e uomini, storie e storie.

    Accade però di sovente che le cose belle che ci capita di avere vengano date per scontate, e per questo non vi si dedichino più le cure consuete e si finisca inevitabilmente per perderle.

    Ma ora vogliamo un altro racconto…

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