La Scatola Armoniosa

Era il titolo del primo libri di spartiti, pezzi facili per pianoforte.
Adesso invece, la scatola armoniosa è un contenitore di legno nel quale ho raccolto tutti i piccoli strumenti che prima erano sparsi per la casa. L’idea me l’ha involontariamente data Radha che in un post mi aveva chiesto:
“Oltre al pianoforte quali strumenti hai?”
Così sono andato a cercarli, ho rovistato nei cassetti, nella libreria, sulle mensole, fra i giochi dei bambini, in mezzo a bambole, fucili, pezzi di Lego. Non sono ancora riuscito a recuperare tutto. All’appello manca ancora un Kazoo di legno acquistato al primo mercatino di natale di Bolzano.
Comunque, eccoli qui, in bella mostra.

panirlipe_strumentib

Ovviamente manca lapanirlipe_strumentia fisarmonica, le due chitarre, i due mandolini, il sax di bamboo e la siringa di pan. Quelle mica ci stanno nella Scatola Armoniosa, quel coso ritto in piedi sulla destra, che una volta conteneva una bottiglia di vino buono. Non ho fotografato neppure la melodica, quella tastierina a fiato che usavano a scuola negli anni scorsi. Mancano le nacchere, anche loro disperse chissà dove, e di sicuro dell’altro, piccoli strumenti che ogni tanto risuonano nella mia testa e allora corro a cercarli.

Ci stanno invece benissimo le ocarine provenienti da Grecia, Francia e Perù. I flauti della Turchia, del Nepal e di non so dove. E poi fischietti ad acqua, scacciapensieri, accordatori, carillon, richiami per uccelli, armonica blues, armonica degli alpini, e il flauto traverso di mia moglie esposto per l’occasione.

tagliatella del tronto

tagliatella del tronto

E poi la tagliatella, strumento a corda, simile ad una cetra, souvenir di qualche anno fa. Ci si fa ben poco però mi ricorda la cetra che avevo da piccolo, molto bella e sparita chissà dove. Basta pizzicarla e ci si sente in Oriente, tra elefanti e tigri del bengala, santoni e incensi inebrianti. A volte basta pizzicarla per sentirsi meglio. Insomma, è come una sigaretta o il Ventolin per gli asmatici, dà sollievo.
Quando la guardo mi viene voglia di togliere quella pessima scritta incisa sul legno o di dare una mano di colore. Altre volte mi piacerebbe sciogliere del tutto la corda per vedere quanto è lunga.

corno inglese

corno inglese

Il corno inglese. Quando lo suono la gatta scappa, come se avesse scoreggiato un mastino napoletano. Avrebbe bisogno di una lucidata ma è un oggetto di così poco valore che non merita molta cura. Ogni tanto mi viene la tentazione di uscire in giardino, agghindato come un suddito di sua maestà la regina e strombettare qualcosa. Così, tanto per vedere cosa succede. Magari la mia vicina si mette pure a cantare.

Il sassofono di bamboo, preso al mercatino di Natale di Bolzano nel 1993. La ragazza, quando me l’ha venduto mi disse: “Mi raccomando, trattalo bene”.

sassofono in bamboo

sassofono in bamboo

“Lo farò senz’altro” risposi.
Quasi le usciva una lacrima quando me l’ha dato.
Ogni tanto ci spalmo sopra dell’olio paglierino, qualche volta ci soffio anche dentro.
Sapevo suonare Summertime, poi, non sono più riuscito a trovare delle ance morbide e senza allenamento il suono che produco è simile a quello sopra, quello del corno inglese. Mi dicono che chi suona il sax dovrebbe farlo rivolto verso le ante aperte di un armadio. Forse Serena ne sa qualcosa.

flauto di legno e xilofono

Ed ecco gli ultimi acquisti: un flauto barocco di legno e uno xilofono, direttamente dal mercatino di Natale di Bolzano, anno 2008.
Lo so, potevo farne a meno ma quel legno così ambrato era troppo irresistibile.
E di sicuro ci cascherò ancora.  C’è una piccola chitarra che mi aspetta a Lanzarote da 15 anni e poi c’è un formidabile flauto di legno in tre pezzi che mi ha fatto l’occhiolino 17 anni fa a Munich. Non so se ad attirarmi sia di più lo strumento o la sua custodia. Perchè sulle scatole che ho in casa, di legno o di metallo, potrei fare un altro post.

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46 thoughts on “La Scatola Armoniosa

  1. Ecco qua! adesso che hai fatto l’esposizione di tutti questi tuoi tesori, adesso che ci hai così dolcemente svelato i tuoi più arcani desideri, adesso che quasi ti vedo bambino già abbracciato ad una cetra, stile cherubino natalizio, posso dirtelo: Pan, sei il mio mito!

    E visto che siamo in tema di confidenze personali…ti sei mai chiesto perchè abbrevio il tuo nick in Pan e non Pani o Panir?
    Perchè mi hai sempre evocato il mito di Pan, quello che riguarda le origini del caratteristico flauto o siringa.

    Da Wikipedia: Pan e la Ninfa Siringa.
    Uno dei miti più famosi di Pan riguarda le origini del suo caratteristico flauto di pan. Siringa era una bellissima ninfa dell’acqua di Arcadia, figlia del dio dei fiumi Ladone. Un giorno, di ritorno dalla caccia, incontrò Pan. Per sfuggire alle sue molestie, la ninfa scappò senza ascoltare i complimenti del dio. Egli la inseguì dal monte Liceo fino a quando ella non raggiunse le sue sorelle, che la trasformarono immediatamente in una canna. Quando il vento soffiò attraverso le canne, si udì una melodia lamentosa. Il dio, ancora infatuato, non riuscendo a identificare in quale canna si era trasformata Siringa, ne prese alcune e ne tagliò sette pezzi di lunghezza decrescente (alcune versioni sostengono nove) e li unì uno di fianco all’altro. Creò così lo strumento musicale che portò il nome della sua amata Siringa. Da allora Pan fu visto raramente senza di esso.

  2. Tra la storia della scatola armoniosa e la leggenda di Pan evocata da Elle, questo è l’ottimo preludio alla mia lezione del giovedì, dove sono allieva disarmonica ahimè.
    Comunque, le ocarine più famose, credevo fossero quelle del paese dove abito ora.

  3. wow bella! quello strmentio di metallo non lontano dalla bottoglietta di terracotta si dovrebbe suonare con la bocca sul fio di metallo al centro. e’ difficilissimo,forse solo poche persone native sanno suonarlo. nella track n. 4 di http://www.indialucia.com si puo ascoltare per esempio,ha un suono molto interessante! dove lo hai trovato?

  4. Caro Pani, questo post è meraviglioso! Che bello!
    Mi hai fatto venir voglia anche a me di fare una foto a tutti gli strumenti in giro per casa… sax incluso! Vado? La faccio? Siiiiii 😀

  5. @Elle: in effetti Pan è più dolce, breve ma è un nick troppo importante da indossare. farò del mio meglio per meritarlo.

    @sancla: è strepitoso sul serio. Devo fotografare qualche particolare.

    @morena: esiste il paese delle ocarine? Ora indago…

    @Radha: penso che tu ti riferisca allo scacciapensieri. Questo è artigianale ma non suona molto bene (oppure non ne sono capace). Quelli piccoli e da pochi soldi suonano meglio.

    @Serena: aspettiamo le foto! Con la divisa, vero?

  6. Oltre a scriver bene, a suonar bene e a collezionare bene cianfrusaglie 😉 rimango sempre affascinata dalla foto sopra. Pure mezzo fotografo 🙂
    Mangeró il caco col cognac ma il prossimo anno, non vorrei fare overdose…

  7. Ogni tanto, in mercatini speciali, di solito quelli “ecologici”, c’è un banchetto di piccoli strumenti a percussione. Li presentano gli appassionati di musica che spesso vanno nelle scuole per educare e divertire i bambini. Ed è bello stare ad ascoltarli quando ti descrivono con passione e ti fanno ascoltare i suoni dei loro piccoli gioielli, a volte costruiti da loro stessi.
    Con la tua scatola armoniosa aperta per gli amici mi hai ricordato quegli incontri. Hai fatto un grande regalo a tutti noi. Bello il corno di bamboo, la ragazza che te l’ha venduto dovrebbe vedere questo tuo racconto figurato! Oltre a sentirsi consolata ti regalerebbe un sorriso. Buon Natale caro Pani e buon mercatino!!!

  8. Sono contenta di essere capitata qui per caso (via Sancla).

    Questo post mi ha emozionato, non soltanto per i magnifici strumenti. “La scatola armoniosa” è stato anche uno dei miei primi libri di musica (strimpellavo l’organo elettronico), i miei pezzi preferiti erano la marcetta (“Con aspetto marzial, vispi vispi i soldatin fan ritorno alla caserma….”) e la gavotta (“Gentil dame e cavalier, dolci sorrisi e inchini…”). Ora non so più neanche leggerlo uno spartito; grazie per avermi portato all’età di sei anni.

    Ciao, Clotilde

    P.S.: mi sa che abbiamo anche lo stesso pavimento. Cotto d’Este?

  9. E’ proprio quello il libro! La Marcia dei soldatini e la Gavotta erano anche i miei preferiti. Poi c’era il Canto del Pastorello, la Canzone del Mulino, il Cucù…

    Uhm…no, il mio pavimento credo che sia leggermente più scuro (anche se non sembra) e poi è qualcosa di meno pregiato, una monocottura di cui non ricordo più il nome.

  10. ‘La scatola armoniosa’ fa pensare a una fiaba, di quelle che incantano e trasportano in luoghi altri dove solo chi sa sognare può arrivare.
    Auguri a te e alla tua famiglia, un abbraccio Lucia

  11. @xeena: ho sempre adorato le mamme tedesche!
    @jessica: gufi nel senso che amano la notte o che augurano brutte cose. Perché nel primo caso io sono piuttosto gufo 🙂

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