Racconti Provenzali: baciata dal sorriso

Lui resta in disparte, addossato al muretto e all’ombra dei pini marittimi. Ha paura del sole e dei suoi effetti nocivi sulla pelle. Veste una canotta nera e pantaloncini grigi. Tutto il resto, la pelle, la barba e il berretto sono bianchi.
Lei non teme il sole e si espone nelle ore più calde. È baciata dal sorriso, in ogni sua espressione sembra che rida, come Monna Lisa.
Guai ad osservarla troppo. Non si deve correre il rischio di guardare i suoi seni piccoli ma ancora sodi, le gambe robuste, con qualche piega ma ancora atletiche.
Non bisogna adagiarsi troppo sui suoi capelli biondi, certo, tinti ma biondi e la lunga coda che infila nel berretto. Bisogna indossare gli occhiali scuri e fingere di guardare altrove perché non si sa mai, suo marito, in disparte, addossato al piccolo muro e all’ombra dei pini marittimi, vigila, controlla la situazione. O forse anche lui osserva la ragazza bruna, quella sdraiata sul telo blu, con la bicicletta posata sulla sabbia.
Ma lui è un tipo che si stanca in fretta, pure del riverbero e del vento, per cui se ne va presto.
Io continuo ad osservarla, fino a quando si alza, ripiega lo sdraio portatile e lo carica sulla bici.
E quando ci sale sopra, con il caschetto bianco, la coda al vento e baciata dal sorriso, prona sulla bicicletta, è proprio un incanto.

La londe,  16-06-08

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23 thoughts on “Racconti Provenzali: baciata dal sorriso

  1. E torna quello sguardo attento ai particolari, così delicato e mai insistente, che, in qualche modo, contraddistingue molti di questi racconti provenzali…

    Inutile ripetere che mi piace molto questo tuo modo di “guardare” restando un po’ in disparte, senza essere visto, senza essere percepito.
    E’ come sbirciare dal buco della serratura ma senza quel voyeurismo che sarebbe ovviamente fastidioso.

    C’è poesia nel tuo sguardo, c’è delicatezza…come una piuma che scende dal cielo e, dopo aver ruotato all’infinito su se stessa, va a posarsi con movimento lento ed immateriale su un oggetto.

    Già, un vero incanto…

  2. @Sancla: magari…ormai è autunno inoltrato e già si pubblicizza il natale.
    @elle: questo era forse il più silenzioso. Nemmeno un dialogo, un semplice scatto.
    @Iso: ps…aveva le meschioline…
    @Alerika: grazie!

  3. Si, abbiamo lo stesso parrucchiere, si chiama Gigi, sui 50 anni portati benissimo e quando taglia i capelli, tira fuori la lingua (massima concentrazione) non ti ascolta mai, fá quello che vuole lui ma esci dal suo negozio e sei felice (ci sá fare)… quindi é il nostro Guru!
    Ma tu da che parrucchiere vai?

  4. io vado da Pani,il guru 🙂
    Una volta andavo da gianni il pescatore. Lo chiamavano così perché andava a pescare ma quando c’ero io lui e i suoi amici e clienti parlavano solo delle donne della ex jugoslavia.

  5. Tante cose si possono cambiare nella vita…

    …ma quando trovi il parrucchiere perfetto, è assolutamente impossibile cambiarlo! 😀
    Certo, potrebbe smetterla di aumentare i prezzi, ma diversamente, come farebbe a farsi la sua super mega vacanza super lusso all inclusive ai caraibi, adesso??
    E io pago…

    Forse dovrei trovarmi un parrucchiere-pescatore anch’io, più morigerato ihihihiihih 🙂

  6. Pan tu est fantastique!

    Se questa è involontaria non oso pensare cosa potresti arrivare a scrivere qualora le figure retoriche ti venissero volontariamente… 🙂

  7. Oh certo che le cose spontanee sono le migliori, tuttavia mi stupivo e compiacevo di come, anche nell’improvvisazione, tu sia sempre così…così…preciso.

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