Racconti Provenzali: In Volo

“Sei sicura di non venire?”
“Sì caro, lo sai che ho paura di volare”.
“Ma non ti annoi da sola?”
“No, andrò a vedere tuo fratello che gioca alla petanqua. Vai tranquillo e non ti preoccupare per me”.
“Va bene. Tieni un bacio”.
La baciò appassionatamente e lei rispose con un mugolio.
Lui salì sul piccolo Cessna insieme ad altre quattro persone. Il volo prevedeva un viaggio di due ore. Un rapido sorvolo sulla costa, le isole d’Oro e poi l’interno, i vigneti, l’altipiano di Monteventoux, l’alta provenza.
Per decollare il piccolo aereo fece un ampio giro passando sopra al villaggio.
“A che altezza siamo?” chiese al pilota.
“Siamo ancora bassi, appena duecento metri”.
Lui distinse chiaramente la reception e poi il suo villino e anche quello più lontano che aveva preso in affitto suo fratello con un amico.
Distinse chiaramente anche due figure: sua moglie, con quel pareo azzurro così seducente e i capelli biondi le cui meches si notavano anche a quell’altezza.
E poi l’uomo abbracciato a lei, suo fratello, con l’inconfondibile stetson in testa e quella camminata un po’ dinoccolata.
Si fermarono abbracciati e si baciarono e poi andarono dritti nel villino.
“Monsieur, può ripassare qui sopra?”
“Oui monsieur”.
Il pilota fece una virata, sorvolò di nuovo l’area costellata di tende e case mobili.
Dal suo bungalow non usciva nessuno.
Dentro a quelle quattro pareti coinbentate, lei, a cavallo di suo cognato disse:
“A cosa pensi?”
“A mio fratello, all’aereo che ci sta girando sopra”.
“Ah! Pure io. Pensavo la stessa cosa, non è curioso?”
Risero entrambi ma fu una risata breve, come se il senso di colpa fosse piombato all’improvviso, spalancando la porta d’entrata e battendo forte i piedi.
Sull’aereo, l’uomo allungò il braccio attorno alle spalle della ragazza bionda che sedeva a fianco.
“Finalmente soli” disse baciandola.
“C’era bisogno di salire fino qui?” chiese imbronciata.
“Domani faremo una crociera intorno alle isole, va bene?”
“E tua moglie?”
“Lei soffre il mal di mare e poi, non temere, è troppo stupida per accorgersene”.

La Londe, 19-06-08

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66 thoughts on “Racconti Provenzali: In Volo

  1. La foto che hai inserito è davvero evocativa. Un volo sull’ipocrisia e la menzogna, che mostra un orizzonte crudo e personale, soffocato nelle sabbie mobili del tradimento. Pani, sempre un piacere accogliere le tue suggestioni!

  2. @diemme: e per fortuna. Finchè dura…
    @ Giosafat: ecco, l’hai detto anche tu.
    @Sancla: risatina amara? Porqué?
    @ Davide: ach! Potresti fare il critico letterario, accidenti 🙂

  3. non lo so, forse la convinzione che certe persone hanno di essere più furbi degli altri…
    si, credo che sia questo che mi fa sorridere con amarezza

  4. Ehi, tutto mentre io non c’ero….

    Voglio rispondere al commento di Pani n. 10 che, ovviamente, mi trova d’accordo. Bisogna cominciare da subito, e fare della verità fermento, ma grande è la tristezza quando vedi che la menzogna sembra più forte.

    E poi la verità è difficile da credere, perché non si camuffa, non si insinua con le lusinghe della menzogna, non è suo compito rendersi “credibile”: è la Verità; la menzogna invece mi ricorda quei piatti molto speziati, dai profumi che coprono realtà non certo a prova di ASL.

    E’ difficile portare avanti la verità: l’unica cosa bella è che più si va avanti più ci si ritrova circondati di propri simili, voci nel deserto le cui strade finalmente s’incrociano, e si confortano.

  5. Ho trovato questo tuo In Volo un po’ diverso dagli altri racconti provenzali, un racconto asciutto con molto dialogo con un retrogusto amaro che negli altri non c’era, o forse c’era (penso a L’Atelier) ma meno evidente.

    Anche le battute del dialogo danno quel senso di conversazione un po’ asettica, priva di vero coinvolgimento…forse proprio a voler sottolineare i rapporti tra i personaggi stessi…legami segreti velocemente consumati, la stessa velocità con cui i personaggi stessi si scambiano le battute tra loro.

    Stavolta ti ho sentito come un regista, dietro alla macchina da presa che registra meticolosamente tutto ciò che è visibile, tralasciando (volutamente?) ciò che visibile non è…
    Non entri nel merito di questi legami, nel vissuto o nel pensiero di queste persone se non, appunto “in volata”, anzi “in volo”…sorvoli, sfiorando appena con un aggettivo o con uno scambio di battute più veloce.
    Bella prova Pan!

  6. Sì, questa è una ripresa in volo. A volte mi piacerebbe essere un uccello, volare sopra le teste delle persone e carpire i loro segreti. Così, solo per curiosità e costruirmi un po’ di storie…

  7. e bravo pani. cambia il tono, via l’aura romantica. azzeccato. per descrivere lo squallore di un rapporto coniugale mai finito tra due stupidità che non si riconoscono più, due stupidi convinti ognuno di fregar l’altro. bah… contenti loro.

  8. Ma è impressionante quanto sia frequente… menzogna all’altro e a se stesso… in questo caso poi l’amante di lei è il fratello di lui… che porcaio!

    Ma cosa non fa la gente pur di tenersi stretta la fede al dito… e il brutto è che alla fine i danni li pagano pure gli innocenti, non solo i diretti interessati, e non solo i loro figli.

    *** brutto male l’ipocrisia, brutto brutto ***

  9. dicevo”due stupidi” perché pensavo alla coppia che si considera tale ma non lo è più. mentre concordo con diemme per l’immoralità del fratello di lui… ma sono fratelli, come a dire che buon sangue non mente…

  10. Magari lo fa per fargli un favore, tenere tranquilla la moglie mentre lui si diverte con l’amichetta.

    Sì, la più stupida è quella sull’aereo; io non mi metterei mai con un uomo sposato per una serie di motivi.

    Il primo è che se mi metto con un uomo è perché ne sono innamorata, pertanto ne sarei gelosa marcia, e figuriamoci se starei lì a tollerare che se ne torna a casa dalla legittima mogliettina e si infila con lei sotto le coperte del sacro talamo.

    Prima del primo motivo c’è il rispetto per la moglie: io sono gelosa del mio, e cavo gli occhi a chi pensa sia pure lontanamente di sfiorarlo col pensiero, ma restituisco il favore: le famiglie altrui non si toccano, qualunque sia la balla che lui ti propini (è finita da tanto tempo, siamo come fratello e sorella, e blablablablablabla).

    A pari merito con gli altri due motivi c’è il rispetto per me stessa: valgo così poco da dovermi accontentare di mezzo uomo (magari pure un terzo), perché uno intero è troppo? Dovrei passare le feste da sola, mentre lui si gode la tavolata con l’allegra famigliola, sperando in silenzio che si ricordi di far finta di andare al gabinetto per farmi uno squillo, che risolva la mia insulsa serata?

    Eh no, mi dispiace, io, personalmente voglio di più, di più e, allo stato attuale delle cose, direi ancora di più.

    Comunque non credo che sia un rischio che corro, l’uomo che si “divide”, che inciucia, che è indeciso, che mente, non penso proprio che potrebbe mai risultarmi “fascinoso”

    *** voi dite che è per questo che sto sola? 😆 ***

  11. @diemme: anche per me la più stupida è quella sull’aereo. Gli altri sono falsi, non meritano nemmeno di essere definiti stupidi.

    @xeena: e le due parolacce quali erano? Sempre se si possono scrivere…

  12. Io è da oggi che tento di risparmiarmi una battutaccia… ma voi provocate….

    *** non provocate… non provocate…. ***

    Va bè, almeno la seconda parte della battutaccia ve la dico:

    *** avrà avuto anche il mal di mare, ma gli ondeggiamenti non le dispiacevano effetto… ***

  13. Assurdo? Queste cose sono all’ordine del giorno! Fare piedino a qualcuno a tavola col coniuge accanto, andare a “cercare qualcosa” nel retrobottega con il/la cliente, e consumare un rapporto veloce mentre il/la consorte ignaro/a sta al banco a servire… quante ne possa aver sentite in vita mia non ne avete un’idea!

    E le scuse più banali…
    Riazzardo qualche barzelletta (tanto per non smentirmi):

    1) marito rientra a casa prima dell’orario previsto, si abbassa per cercare le ciabatte sotto al letto e vi trova un uomo. Chiede sconvolto alla moglie : “Che ci fa un uomo sotto il letto?” e la moglie: “Sotto non lo so, MA SAPESSI SOPRA!!!”

    2) marito rientra a casa prima dell’orario previsto, apre l’armadio della sua stanza (*) e ci trova un uomo.
    Gli urla “Lei cosa ci fa nell’armadio?”

    E l’uomo: “aspetto l’autobus”

    “Che cavolo di risposta????”

    “E lei, mi scusi, CHE CAVOLO DI DOMANDA???”

    —-

    (*) parliamo dell’uomo DENTRO l’armadio, non di quello SOPRA, tranquillo…

  14. @morena: a volte la realtà è ancora più amara, vedi l’ultimo episodio nel veneziano dove il marito ha trovato la moglie a letto con un sacerdote amico di famiglia.

    @diemme: io sotto al letto non metto le ciabatte ma comunque un uomo non ci starebbe sotto. Quasi quasi ci metto il pitale…e prima di rincasare avviso sempre 😉

    @Xeena: e in tedesco come si dice?

  15. Credo proprio che spesso sia così: si tradisce non tanto perché si è incontrato il grande amore (la persona con cui si tradisce è spesso di gran lunga inferiore al proprio compagno\compagna), ma perché si vuole rompere un’insopportabile monotonia.

    Io credo che uno dei mali del mondo sia “la noia” di certa gente, e continuo a pensare che se questa gente si rimboccasse le maniche e cominciasse a darsi da fare in maniera costruttiva ci sarebbero meno tradimenti, depressioni, sassi dal cavalcavia, “sballi”, sette pseudoreligiose e… e… e…

    *** e ovviamente quant’altro!!! 😆 ***

  16. il tradimento è un capriccio, un attimo di debolezza. Forse anche noia o voglia di trasgressione. Basta vedere quanti club per scambisti ci sono. Ma oggi la vera trasgressione è non tradire.

  17. Me ne rendo conto… ed è veramente difficile essere diversi… ci provano a far passere te per marcio (“perbenista ipocrita” “fa tanto la santarellina e chissà che nasconde”, fino al classico “è gay”…): hai presente il classico comportamento di chi non riesce a elevarsi e che per compensare vorrebbe abbassare gli altri?

    *** e q.a. ***

  18. uh! Ce l’ho presente… alcune mie colleghe sono proprio così. Non hanno istruzione, non sono più giovani e nemmeno belle e allora sparlano su tutte le nuove assunte.

  19. volano gli uccelli volano
    nello spazio tra le nuvole
    con le regole assegnate
    a questa parte d’universo…

    hai toccato un tasto del tuo famoso piano, fra i miei preferiti,
    che davvero, mi fanno volare. sono o no un’ape?
    tradire? capriccioso verbo di significato incerto, gioco indecifrato e inter-cambiabile basato su giustificazioni di circo-stanza, se mai ne trovi una!

  20. caro pan, domanda che mi frulla:
    se dentro il tradire c’è del dolce…è quello che si può definire innamoramento? e si sa, chi lo ferma, quello?
    non escludo la possibilità dell’amare, oltre lo squallore dei personaggi che descrivi più su, ed accade, normalmente, quando meno te lo aspetti. quindi il verbo smussa il grezzo e rimane il cuore. tra-dire? s-tra-fare? sognare? divenire? non so, sono percorsi sottili e delicati, nessuno credo può affermare con certezza di non ritrovarsi a viverli, quei percorsi. api.

  21. no, io mi riferisco al suono:

    TRA> piuttosto duro
    Di> dolce
    RE> duretto…

    Certo, nessuno può affermare con certezza di non ritrovarsi a vivere certi momenti ma ci vuole anche volontà per evitarli o andarci incontro.
    Io so per certo che le possibilità che un’ape mi punga sono minime ma sono altissime se infilo la mano in un’alveare 😉

  22. dimenticavo il tuo talento musicale…
    pro-pendo per le parole invece. errore di valutazione.
    mi trovo daccordo. spero solo di non essere fraintesa..me lo fa pensare il commento precedente.
    svolazzo, senza alcun voler volare, ora.
    ciao, pan.

  23. @Api: ma le api sono così…come si dice? Oddio, non riesco più a trovare le parole. Insomma, vanno a letto così presto?

    @diemme: trabaccolare, gergalmente significa cincischiare, trastullarsi, smontare e rimontare, lavoricchiare. Poi, trabaccola è anche qualche piatto, credo.

  24. buon giorno, pan. partendo dal fatto che api sono solo le mie iniziali..mi alzo presto, come puoi vedere, per far sciamare fuori di casa i mostri diretti a scuola, dopo svolazzo un pò a sistemare il favo, che quelle piccole e dispettose api giovani hanno distrutto, e mi avvio, con le ali già stanche, ad altri lidi….lavorativi.
    e cosa ci trovo? adorabili, deliziosi piccolissimi mostrini che pretendono da me tutta l’attenzione.
    lavoro in un nido, stavolta ho il turno pomeridiano, ecco perchè l’unico mio desiderio quando arrivo a casa è buttarmi sul letto, leggere un libro e dormire!!
    comunque,dal poco che so, le api vere vanno si a nanna presto, loro, così laboriose ed instancabili..fanno anche il turno di notte, poveracce! ci sarà brunetto anche lì? mah!
    altri sei morti sul lavoro, solo ieri…la conta continua.
    sono già incavolata dall’alba..

  25. la conta
    **********

    timore di sapere
    quanti, oggi,
    ieri notte o all’alba,
    nove
    tre
    sette?
    cinque e mezzo!
    -..qualcuno si è salvato,
    dedicando, d’ora in poi,
    le sue ore al sopravvivere,
    come non mai…-
    qualche numerino sfugge,
    si occulta bene,
    non sono..nostri!
    entità sospese nel limbo
    di razza padrona.
    ma
    solo numeri?
    matematica rigorosa,
    inappellabile sistema!
    qualcuno li ha visti?
    furore ed abbracci contorti
    di donne
    una sull’altra,
    terra madre
    impura di dolore
    ne rivendica dignità
    ne reclama vita,
    oltre la conta.
    la conta, giornaliera,
    non più gioco infantile.
    albe tramonti
    notti
    schizzati dentro morte
    di occidente progredito…
    il nord del mondo, il freddo dell’umano.
    inumano calpestìo
    di rinnovata ferocia. api, luglio duemilaotto.

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