Variazioni di settembre

Oggi mi gira così, come un pianoforte calante e un pizzico scordato

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45 thoughts on “Variazioni di settembre

  1. L’importante è che giri…

    Il video (suppongo che quel vuoto che vedo qui, senza abilitazione a youtube, sia per l’appunto un video) lo vedrò stasera…

    *** qualche anticipazione sul contenuto? ***

  2. Ecco, l’inizio mi piace parecchio, come un film girato a spalla, con i rumori naturali.
    Prima l’esterno, che sa di pioggia fine e fitta, e quel giardino che si vorrebbe osservare più a lungo.
    Poi l’interno, quasi bruscamente, ma con uno stillare di note, lente e distanziate che paiono a emergere dal buio.
    Il braccio e la fetta di luce sullo sfondo, note di colore nel nero.
    La pioggia si fa melodia, a due mani, di fronte, di petto, una danza, solo un po’ malinconica,sotto la pioggia…

    e intanto il sole tra la nebbia filtra già
    il giorno come sempre sarà.

  3. scusa, da un(a) dolly cosa ti potresti aspettare se non una carrellata filmica?
    Una versione tango o canotta per “impressioni di settembre”?
    No no, meglio la versione teatro in maglietta nera.
    Ma indossavi anche una maschera nera?

  4. Dolly Parton? La pecora Dolly? 🙂
    No, intendi quel carrello magico che mi piacerebbe tanto avere.
    Ora capisco anche il motivo del nick.
    La camicia è blu spento e nessuna maschera, solo giochi di luce e ombre.

  5. Caro Pan…giochi di luce ed ombre, il pianoforte, la pioggia plink plink…c’è un po’ la tua essenza in questo post che sa di giornate che si accorciano, di colori che si attenuano, di luce che cala…proprio come quel pianoforte appunto.
    Giornate di settembre calanti ed un pizzico scordate, per chi ama le dissonanze più che le assonanze…

  6. allora dovrei cambiare pianoforte, oppure mettermi d’impegno e accordarlo come si deve. L’accordatore non lo chiamo più, sono tutti pazzi. L’ultimo che ho chiamato aveva le scarpe rosa.

  7. Arthur, è un pianoforte che avrebbe bisogno di una terza sistemata. Ma costerebbe così tanto che vale la pena acquistarlo nuovo. Solo che tanti nuovi pianoforti sono senza anima e quindi mi tengo il mio, fino a quando salteranno le corde. E poi…sono ancora in attesa della promessa che mi fece mia moglie: “Quando diventerò ricca ti regalerò un pianoforte a coda”.

  8. Mia madre ha fatto sistemare il suo vecchio pianoforte che oggi ha più di cento anni e, anche soltanto per una questione di ricordi, la spesa ne è valsa la pena.

    Comunque, mi è piaciuto quel suono un po’ scordato…

  9. Anche a me è piaciuto e non poco quel suono un po’ scordato, e la frase di tua moglie mi ha toccato dritta dritta un tasto (tanto per restare in tema) di ricordi, perché quella era la frase che io dicevo alla mia zia pianista quand’ero bambina, per esprimerle tutto l’affetto e la gratitudine che provavo per lei.

  10. @osolemia: la lotteria sono le tasse dei poveri. Però…potrebbe tentare perché ricca ancora non la vedo.

    @elle: mah!

    @Arthur:sì, preferisco un pianoforte così piuttosto di uno sintetico

    @diemme: allora mia moglie ha copiato!

  11. be’, i lacci rosa danno un po’ di colore, vivacità. Ma le scarpe completamente rosa…insomma, faceva un po’ impressione.
    Tuttavia, il penultimo accordatore era peggio: quello era proprio matto, anche se calzava scarpe normali.

  12. adesso usano tutti l’accordatore elettrico. Credo che siano rimasti pochi ad accordare quasi tutto ad orecchio. Ecco, quei pochi sono pazzi. Quelli che ho conosciuto io lo erano di sicuro però poi, leggendo “La BOttega del Pianoforte”, ho scoperto che non era una mia sensazione.

  13. scarpette, piano, regali, lotterie…
    ma il sax a quando? appena puoi, fammelo sentire. ho la sciocca certezza che non esista strumento migliore, per le mie orecchie..per quel che vale dirlo! ciao, api.

  14. aahh, va benissimo anche cosi! dove c’è scritto che uno debba applicarsi su qualcosa che è già dentro di lui-lei?
    ottimo arredamento! ti regalerei piccole maschere intagliate nella corteccia, se l’isoletta permettesse i viaggi virtuali, ma si sa, àncora siamo…e granito, ma anche morbida trachite, in tutte le variazioni di colore…che beata che sono, ad avercele sott’occhio! ciao ciao, api.

  15. non dovete essere messi bene, da quelle parti, ma, sindaco o non sindaco, mi dici dove siamo messi meglio?!….
    non azzecco mai gli indovinelli, buona notte, pani.

  16. sì, in anticipo, non affrettiamo i tempi che qui sembra ancora estate.
    Il mio titolo però era riferito ad “Impressioni di settembre” della pfm, suonato in modo diverso.

  17. Suonera’ forse inopportuno, ma… SERENA da dove sei uscita?
    una bocca, LA BOCCA IN ASSOLUTO, QUELLA COME IL DIVANO A FORMA DI BOCCA e per di piu’ con l’accento di un neo!!!

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