esercizio

“Se una notte d’inverno un viaggiatore - sceneggiato in dieci tempi” 1985 di Maria Luisa Grimani

Ispirato da un post di Maria Luisa Grimani, ieri sera mi sono dedicato ad un simpatico gioco: ho preso dieci titoli di romanzi dagli scaffali della mia libreria e ho composto un micro racconto. Non sono i dieci romanzi che porterei con me su un’isola deserta. Sono quelli che mi hanno offerto la composizione di una frase di senso compiuto. Ne ho formulate almeno tre, ora mi va di postare questa. In rosso le uniche aggiunte: virgolette, virgole e punti.

Quel fantastico giovedì, quando ero mortale, come una bestia feroce un indovino mi disse:
Come sei bella stasera, è stata una vertigine“.
Se il sole muore, che ci faccio qui?“.
La prossima volta vuoi star zitta, per favore? Il fondo alla signora Blum piacerebbe conoscere il lattaio“.

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31 thoughts on “esercizio

  1. Pan, sei troppo forte… mi piace ‘sto giochetto e magari stasera proverò a farlo anch’io.

    Se vuoi, siamo a ciacolare nel salotto di Nunzy…

  2. grazie per il richiamo al mio “romanzo” dedicato a Calvino, sei un amico.

    il tuo esercizio più che “calvinista” sembra “dadaista” e se tentassi ancora una volta per essere più “panilista”?

  3. “Il “Dictionnaire abrégé du Surréalisme” di Breton ed Eluard, pubblicato nel 1938, riporta questa definizione: il “cadavere squisito” è un “gioco con carta piegata, che consiste nel far comporre una frase o un disegno da parte di più persone senza che nessuna possa tener conto della collaborazione o collaborazioni precedenti. Il primo tentativo che si fece originò la frase “Le cadavre exquis boira le vin noveau” (il cadavere squisito berrà il vino novello) dalla quale proviene il nome del gioco.”
    DA
    http://apolide.wordpress.com/cadavere-squisito-in-rete-contest-poetico/#comment-1150

  4. @arthur: su, prova a farlo e poi facci sapere
    @Sarimagiha: ci ho provato ad essere un po’ più panilista…ma forse nella mia libreria mancano molti titoli
    @nunzy: il gioco del cadavere ogni tanto si fa in famiglia e vengono fuori delle storielle divertenti. Ma con i titoli dei libri è molto più complicato, soprattutto se non si vuole aggiungere nulla che non sia un punto o una virgola. Per il resto sto benone, come un vino novello, da bere subito…

  5. be’…non è stata una mia idea. Vorrei provare con titoli qualsiasi ma sarebbe troppo facile. Per questo ho preso solo titoli che circolano nella mia libreria. E per renderlo ancora più difficile un giorno provo con i titoli di un solo scaffale.

  6. @ pani: su su, bravo a te che hai accolto e a chi avuto l’idea originaria 😀 Beh, è il minimo usare solo i titoli della propria libreria, troppo facile davvero sennò 🙂 l’esperimento mani?

  7. Mi sono permessa di fare qualcosa di simile, ma con la letteratura che conosco meglio (quella ibero-americana). Fra parentesi ho messo l’autore del libro, sotto la mia traduzione della frase.

    Persuación de los días (Oliverio Girondo): No me esperen en abril (Alfredo Bryce Echenique) cuando ya no importe (Juan Carlos Onetti) De todo lo visible y lo invisible (Lucía Etxebarría) , Del sentimiento trágico de la vida (Unamuno), Del amor y otros demonios (G.Garcia Marquez),, Los que aman, odian (Silvina Ocampo)

    Convinzione quotidiana: non aspettatemi in aprile quando ormai non importerà più di tutto il visibile e l’invisibile, del senso tragico della vita, dell’amore ed altri demoni. Chi ama, odia.

    🙂

  8. Mai fatto un giochino simile…e sì che gli incastri in genere, mi piacciono!

    Di notte sotto il ponte di pietra,
    cara amata immortale,
    scrivimi ancora…

    Ne ho usati solo 3 di titoli…quelli già letti e che devo mettere via…e che invece sono rimasti a prendere polvere sul comodino.
    Poi ce n’è anche un’altra pila, sempre sul comodino, ma se ne sposto qualcuno crolla tutto…

    Diciamo che questo giochino più che stimolare la creatività, mi ha costretta a verificare la polvere accumulata e capire che devo mettere un po’ in ordine 🙂

  9. D’un tratto nel folto del bosco. Neve.
    “Tina, non ti muovere, tenera è la notte”.
    “Ti seguirò ad occhi chiusi, io non ho paura”.
    Messa di mezzanotte, perchè i pesci non affoghino come pietre nel fiume.

    Pani, ho barato: quattro titoli non sono ancora nella mia libreria… uno è un libro che mi è caro ma non ho letto (mi è stato letto, a tratti…) e tre sono in wishlist… perdono 🙂

    L’esercizio di sancla è meraviglioso!!! *___*

  10. oddio, siete tutte più brave di me. Ho quasi invidia. Nei prossimi giorni mi impegno e tiro fuori qualcosa di insuperabile 🙂
    E’ vero, quello di sancla è meraviglioso. Quello di Elle è sintetico, efficace, una poesia.
    Il tuo…hai barato!

  11. @ pani: però sono rea confessa daiiiii potevo fare finta di nulla 😆 Quello di Elle è l’incipit di una bellissima poesia d’amore! Su Pani, attendiamo un altro esperimento (e per le mani, paziento 😉 )

  12. sì, proverò un altro esperimento.
    Per le mani ho pensato a qualcosa ma sono ancora in alto mare.
    Rea confessa ma bello anche il tuo. Come ho detto…sono tutti più belli del mio, accidenti 😦

  13. @ pani: ognuno ha il suo stile Pani e poi bisogna solo provare un pò… come me che mi sono data ai fumetti, come darsi all’ippica… 🙂 vieni a vedere gli ultimi due post con i miei patetici esperimenti… 😆 😆 😆

  14. allora qui vcedo solo libri in cinese, dovrei andare piu in la’: dall’inglese all’ita: . ahahahha non so se ho seguito le regole del gioco ma i tre titoli ci sono 🙂

  15. non l’ha pubblicata: era: La sedia d’argento si e’ rimpicciolita e sta sul davanzale. Ogni volta che Tatiana esce in anticipo dall’ufficio pensa di essere su una buona terra.

  16. Si può fare l’esercizio anche anche con i titoli dei film?

    Potrebbe essere:

    Quando sei nato non puoi più nasconderti (Giordana, 2005)
    Laggiù nella giungla (Reali, 1988)
    L’importante è amare (Zulawski, 1975)
    Le onde del destino (Trier,1996)

    Meno seriosamente:

    Indovina chi viene a cena (Kramer, 1967)
    L’infallibile ispettore Clouseau (Yorkin, 1968)
    In fuga col malloppo (Simoneau, 1989)
    Nei panni di una bionda (Edward, 1991)

  17. uff! Perché sono tutti più belli del mio?
    @radha: ma che titoli ci sono dalle tue parti? Però mi piace e anche io quando esco dall’ufficio penso di essere su una buona terra.
    @Dolly: ehm…film da intenditori i primi, insomma, da proiezionisti. Profondo il primo esercizio, esilarante il secondo, oserei dire quasi perfetto.

  18. okey i 3 titoli sarebbero: “The silver chair” di Carrol, “How to leave office earlier” by L. Stack, “The good earth” by Pearl S. Buck ~ ma in mezzo come vedi ho infilato altre parole 🙂

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