Racconti provenzali: Il Duetto

Lei è stupenda. Con l’abito da sera scollato dietro, le scarpe con un tacco adeguato all’occasione e i capelli raccolti, dimostra molto meno dei suoi possibili cinquant’anni.
È una prolunga del pianoforte ma non ne ha soggezione. Non si abbandona a quei movimenti che caratterizzano i pianisti in estasi. È lei a mandare in visibilio il pianoforte, a farlo rabbrividire, a fargli tremare ogni fibra del legno, a solleticare i filamenti più brevi di ogni corda.
Lui, il violinista ci sa fare. È corpulento, massiccio ma dal baricentro alto. Si muove con grazia abbracciando lo strumento ma è una serata sfortunata: un forte raffreddore lo condiziona e durante le sue pause, o al termine di ogni pezzo deve ripetutamente soffiarsi il naso o imboccare una caramella.
Il teatro, recentemente ristrutturato, è famoso per la sua eccezionale acustica e si inebria dei vapori dell’olio balsamico, gocce di eucalipto e pastiglie al mentolo.
” Qual è il sinonimo di acustica riferito agli odori?” mi chiedo mentre il pubblico applaude e il violinista s’inchina.
In lui qualcosa non mi convince. Nel suo caso è l’abito che fa il monaco. Se indossasse un grembiule bianco e il berretto sarebbe un perfetto salumiere. Con una giacca militare verde sarebbe un guardiacaccia severo e rigoroso.
Con la giusta divisa farebbe la sua perfetta figura in ogni situazione, anche al pianoforte, e scommetto che è capacissimo di suonarlo, forse in maniera esuberante, pestando sui tasti ma di sicuro se la cava egregiamente.
Al termine del concerto segue il rinfresco nel foyer del teatro.
Mi avvicino a lei. Potrebbe avere cinquantacinque anni e dimostrarne dieci di meno. Ma potrebbe anche avere quarantacinque anni e portarli con disinvoltura.
Mi dilungo ad osservare le sue mani che reggono la coppa di champagne o che s’intrecciano dietro la schiena, prolungando otticamente la profonda scollatura. Le mani sono impietose, non nascondono l’età e quelle dita dicono tutto.
In questa accurata osservazione vengo distolto dal violinista. Su una mano tiene lo champagne, sull’altra una tartina, per poi prendere una pizzetta, un’oliva, dei rissoles ai funghi, un salatino, soufflè e timballi. Al ritmo di un Allegretto ingoia senza pause, senza ritornelli.
Il raffreddore gli è passato.

La londe 14.06.08

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12 thoughts on “Racconti provenzali: Il Duetto

  1. Già le mani sono traditrici, non sanno nascondere gli anni come il viso! Bisognerebbe portare dei guanti, neri di pizzo, lunghi fin quasi sotto le ascelle. Certo che il violinista mi fa cadere un mito grezzo com’è. Ciao Pani, è proprio un bel racconto! Ciao Lucia

  2. Da come Pani descrive le donne e come gli uomini, mi pare di capire che le donne gli interessino decisamente di più!

    Poi, se suonano pure il piano… lo dominano …. come resistere?

  3. @serena: visualizzato? scattato qualche foto?
    @lucia: sulle mani parlerò in un prossimo post ma in sintesi…su quelle non c’è chirurgo che possa fare qualcosa.
    @Diemme: hai capito bene 🙂

    A me non sembra proprio un bel racconto. Non è che a voi è piaciuto perché il violinista è qualche gradino più basso?

  4. Caro Pan, tanti particolari non descritti, ma fotografati in questo tuo post davvero molto molto coinvolgente!

    Ogni duetto che si rispetti è un inseparabile idillio…tu qui ne hai colto più che le assonanze, le dissonanze, i contrasti, le contrapposizioni…e l’hai fatto a regola d’arte.

    Lei col suo charme da “femme fatale” nel suo abito lungo avvolta in quell’allure di età indefinita…e lui col suo inopportuno raffreddore, nel suo abito che fa il monaco, che rende “allegramente” onore al buffet…

    Très très beau, Pan.

  5. Ah, bravo, mi piace chi sa valorizzare le donne anche con questi bei racconti! Quella donna, mi pare proprio di vederla. Molto bella, ha fascino. è immagino lui, un mondo distante da lei, un altro pianeta. (di chi era il libro “Gli uomini vengono da Marte e le Donne da Venere?)
    🙂

  6. @elle: erano una coppia mal assortita ma ben amalgamata. Forse per questo suonavano anche bene. Il resto…sono particolari.
    @osolemia: come ho già detto, io le donne le valorizzo sempre però potrei anche postare qualche racconto che le mette sotto una luce diversa 🙂

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