Racconti provenzali: alba lunare

Durante il pomeriggio il mistral ha increspato il mare e deliziato i surfisti che trascorrono le ore sull’uscio del camper, a scrutare l’orizzonte, pronti a buttarsi in mare al primo soffio.
Adesso la superficie dell’acqua è piatta e la mezza luna in cielo si riflette scodellando tutto il suo biancore.
Resterei per delle ore, come fa la signora vicino a me.
“Bonsoir” mi dice.
“Bonsoir” le rispondo.
Un rito che si ripete ogni sera, verso mezzanotte e solo io e lei restiamo ancora in piedi per osservare l’alba lunare.
Ad un certo punto recito sottovoce quella che da sempre ritengo la più bella poesia dedicata alla luna:

“Gli astri intorno alla luna
bella
celano il chiaro viso
quando, colma di lume, più dilaga sopra la terra”.

“Pardon?” dice la signora.
“Rien…elle est un poète grec, Saffo”.
“Oui, oui, je la connais!” dice estasiata ed inizia a recitarla in francese.
“Encore, s’il vous plait” le dico.
Lei la ripete ed io resto incantato, dalla luna, dalla poesia, dalla musicalità della voce francese e dalla boccuccia che rende ancora più avvolgenti le lettere tonde.
Poi di nuovo in silenzio, abbiamo parlato anche troppo.

La londe 15-06-08

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32 thoughts on “Racconti provenzali: alba lunare

  1. Che incontro lunare! Stregati dalla luna e dalla poesia! Ed è bello questo incontro in lingue differenti unite sulle stesse note. Ciao Lucia

  2. siamo tutti figli della stessa luna e della stessa terra, forse dentro di noi conosciamo un linguaggio universale che non è fatto di parole, ma di voce, di sensazione, di comunicazione non esclusivamente verbale. di condivisione.

  3. @Lucia, da quella luna era impossibile non rimanere stregati!
    @Dm, non so se si sia trattato di un incontro magico e neppure terreno. Forse universale.
    @Osolemia, la comunicazione non verbale forse è la più sincera. A me piacciono tantissimo i silenzi che parlano

  4. vero. il silenzio non si fa mai attraversare dalla menzogna. le parole possono alterare la realtà. il silenzio, invece, a volte ne fa naturalmente parte… come durante l’alba lunare.

  5. una delle belle cose delle spiagge francesi è che non c’erano telefonini. Incredibile. E neppure il vociare confuso e gli schiamazzi tipicamente italiani. Non c’erano i venditori di cocco o tappeti ed aerei pubblicitari. Solo il rumore del mare e del vento. E così potevi tranquillamente osservare le persone e provare qualche dialogo a distanza.

  6. stupendo, la condizione ideale che vorrei trovare!
    altro che qui, nella confusione della periferia romana, con motorini strombazzanti anche alle 2 di notte, gente che urla dal balcone (di solito urlano a qualcun altro di fare silenzio, usando paroline sempre dolci e delicate), i ragazzi che rientrano dalle loro notti brave e che proprio sentono il bisogno di farsi sentire, di avvertire del loro passaggio…
    questi gli svantaggi del lasciare la finestra aperta per far passare un filo d’aria (ed entra di tutto tranne l’aria)… ma in realtà la lascio aperta nella speranza di farmi rapire da un raggio di luna!

  7. lo scorso anno, quando sono stato a roma ho visto solo palazzi con inferriate, perfino ai piani alti. E poi confusione, confusione…e l’hotel era pieno di scolaresche e turisti che andavano e venivano a tutte le ore. In pratica non ho mai dormito.

    Però, in luglio e agosto non so come siano le spiagge francesi. Saranno piene di italiani anche là, anzi, de romani… Di sicuro c’è un maggior rispetto del silenzio, della pulizia. Insomma, mi sembrava di tornare indietro di secoli.

  8. a roma so’ caciaroni…
    però dopo un po’ ci si abitua…

    ieri ho lasciato la finestra chiusa e mi sono mancati i familiari rumori molesti… 😀

    sulla pulizia della francia concordo, hanno più rispetto del loro territorio, dell’ambiente. forse semplicemente più cura di ciò che è di tutti e un maggiore senso civico che in Italia scarseggia (secondo me a qualche italiano manca il gene del rispetto della res publica… oltre che della repubblica, ma questo è un altro discorso…)

    saluti!

  9. Pani senza il cappello hai un’aria più fresca! hai fatto bene a toglierlo, con questo caldo!

    🙂

    cmq mi sa che l’alba lunare non la vedrò… il mio viaggetto in Provenza è saltato…
    la guarderò dal belvedere del mio paese, quando ad agosto bisognerà già miunirsi di sciarpa e maglioncino… altro che tintarella di luna…

    ciaoooo

  10. sì, l’ho tolto perche Dm continuava a lamentarsi per il caldo e ha fatto venire caldo anche a me 🙂

    se il viaggio è saltato comincia a pianificarlo per l’anno prossimo, ne vale la pena.

  11. Ne sono sicura. e poi l’anno prossimo non dovrei neanche più avere incombenze universitarie e così mi potrò dedicare bene alla organizzazione del tour della Provence!

    NON VEDO L’ORA!!!

  12. @osolemia: ma che Provenza, l’anno prossimo devi fare il medico del campo!

    @pani: non ci avevo fatto caso che avevi cambiato foto… forse perché anche questa era nota, e non mi è saltata all’occhio, ma hai fatto bene a toglierti il cappello.

    *** quest’inverno semmai ne riparliamo… ***

  13. Bonjour! Hai ragione Diemme! L’anno prossimo lavoro! Già me n’ero dimenticata… Magari in Provenza ci vado dopo per rimprendermi dalla fatica. Domanda: ma quanti giorni dura il campo? 🙂

    Pani nobiluomo d’altri tempi…ma non sarai anche tu come il mio vicino di casa?
    scherzo, ovviamente! 😀

  14. il riferimento al nobiluomo d’altri tempi è al post di DM e alla sua gita di ieri. MA il suo nobiluomo è destrocardiaco, quindi temo di non essere nobiluomo…

  15. Che poesia Pan!
    Stavolta hai superato te stesso con questa delizia di post…
    Sarà che ho un debole per il franscese…sarà il fascino della luna…sarà che leggendoti mi sono ritrovata ancora una volta en Provence…insomma riesci sempre a farmi vivere un po’ di quella poesia che questo viaggio ti ha regalato.

    La luna ha da sempre ispirato poeti, scrittori e chansonnier, quante notti trascorse col naso in su a cercare in quella forma rotonda e gialla risposte, visi, voci, colori, suoni…
    Spesso nelle calde sere d’estate mi siedo in giardino e al buio, tra lucciole e candele accese, guardo la luna.

  16. …eppure è la stessa luna che guardiamo, tu dal tuo ed io dal mio giardino, tu dalla Provenza ed io dall’Adriatico…
    Perchè è vero, le cose dipende sempre da come le guardi…

  17. uhm…ho visto molti mari e molte lune ma una così non mi è mai capitata. Forse non ci avevo mai fatto caso, forse non l’avevo mai vista sorgere così dal mare. Oppure, negli anni precedenti la luna era solo al primo o ultimo quarto.
    Il fatto è che era veramente una luna stregante.

  18. i punti di vista e i punti di fuga cambiano le prospettive e le cose che siamo abituati a guardare uguali tutti i giorni improvvisamente ci appaiono diverse.

    e poi ci sono “vestiti” che sanno valorizzare meglio chi li indossa…evidentemente il cielo della Provenza è un abito che alla Luna sta a pennello!

  19. ho sempre pensato anche io che i punti di vista, gli sguardi da altre prospettive permettessero di vedere diversamente le cose che vediamo tutti i giorni.
    Però… adesso propendo di più per la seconda ipotesi, quella del vestito. evidentemente il cielo di Provenza calza alla perfezione per la luna.
    E così bella, inquietante e allo stesso tempo rilassante non ho ricordo di averla vista.

  20. Romantiche queste disquisizioni sulla luna… è un piacere leggervi.

    @esolemia: i campi sono di due settimane, ma ne fanno 3+ 1, quindi hai ampia possibilità di scelta.

    *** bonne nuit ***

  21. grazie diemme!!! a tempo debito ti chiederò tutte le informazioni… 😉 che bello, sarei proprio contenta 🙂

    buonanotte
    e auguriamoci di vedere la luna sempre più bella e che i nostri occhi sappiano sempre incantarsi di fronte a spettacoli come questi.

  22. Eccessi di romanticismo, che effetti la luna.
    Ricordo che in francese ero un fenomeno il prof. faceva leggere solo me e diceva “ascoltatela, cosí si legge!” ma é solo un ricordo il mio francese.

  23. un’altoatesina fenomeno in francese? Be’, il francese è una lingua dolce ma allo stesso tempo dura. Ci sono certi accenti, certe espressioni che pronunciate con asprezza suonano più forti del tedesco.
    La luna sì, quella fa strani effetti.

  24. Pingback: La Luna di Sarima « Panirlipe's Weblog

  25. Una poesia nella poesia, la luna sul mare è ancora più magica, ricordo di aver visto un’eclisse di luna, anni fa e ancora ricordo quella bellezza rara.
    Bellissimo questo racconto, ricco di suggestioni.
    Grazie Paolo!

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