Histoire II en concert – Port de La londe – 20 Juin 2008

brasserie lond\' on

Come ogni sera, dopo aver salutato il resto della famiglia, affronto in solitaria i miei pensieri con lunghe passeggiate lungo la spiaggia. Successione di passi che mi portano fino al porto de La Londe.

Rimugino sulla sindrome da rientro, sui giorni che volano, sul silenzio di persone amiche, sui passi da muovere. Così come faccio ogni sera, fino al sorgere della luna dal mare, uno spettacolo unico ed incredibile, un’alba lunare.

In fondo al porto si sente della musica e mi spingo a vedere. Immagino che si tratti di una versione francese delle nostre orchestre romagnole.
“Ci mancherebbe solo questa” penso fra di me, “venire fino qui per sentire mazurke e polacchine, romagna mia romagna in fiore…”

Scopro invece un piccolo complesso rock con delle facce che a prima vista sembrano poco raccomandabili, delle facce da marsigliesi direi, così, tanto per spiegarmi alla buona.

Due chitarre, un basso, una batteria e tanta anima, qualche canzone francese e classici del rock.

Me ne sto in disparte. Il mio proposito è di fotografare la luna e affogare nei miei soliti pensieri. E poi, sapete com’è…la Francia è appena stata sconfitta e il mondiale perduto due anni fa brucia ancora. Ho già rischiato troppo assistendo alla partita, unico italiano in mezzo ad una torma di galli.

Giro all’esterno, ascolto in disparte, fotografo il loro furgoncino, il furgone degli Histoire II

Ai tavoli della brasserie una cinquantina di persone, amici e turisti. E poi un uomo abbastanza distinto, forse un turista, forse il padrone del locale che chiede di cantare. Vi offro un piccolo spezzone video, qualità scarsa , registrato anche quando ormai il bello era già successo, ma credetemi, faceva venire la pelle d’oca. Il signore abbastanza distinto era inequivocabilmente ubriaco. Oppure pazzo. In ogni paesino francese esiste il pazzo o la macchietta, lo strambo, il fuori di testa.

Questa canzone, “J’ai tant besoin de toi” di Alain Delorme viene richiesta più volte da una tavolata di turisti. Ho indagato, credo che sia il Riccardo Fogli di Francia, uno che con questa canzone ha stregato migliaia di mademoiselle ma anche gli avventori della brasserie.

Ma Patrick, il frontman, quello con la maglia gialla, non solo ha fatto cantare lo strambo, che gli ha dato le parole e gli accordi scritti su un foglio. Fa di più. Chiama alcune ragazzine e le fa cantare. Non so cosa ma di sicuro sono dei successi francesi.

patrick controlla i movimenti di basso di Pascale

Quando Pierre, alla chitarra, intona Roadhouse Blues dei Doors, decido che è il momento di rompere ogni indugio, mi accomodo e chiedo una petite bière per assistere ad uno dei più bei concerti della mia vita.

Perché questi, gli Histoire II fanno musica con passione, anima, amore, condividendola in pieno con i presenti. Ed è così che va fatta. Tutto il resto, i mega concerti, le esecuzioni perfette…sono solo spettacolo.

E poi chiama una ragazza della tavolata e le insegna il giro di basso di Whith or Whitout You degli U2. E per un attimo anche queste ragazze si sentono delle star.

Quando Pierre fa scivolare le dita sul manico della chitarra, e spara accordi e scale, ecco, in quei momenti manderei al diavolo il mio pianoforte. E mi dispiace per l’altro, quello più tracagnotto e con la vera faccia da marsigliese, quello di cui non conosco il nome. Anche lui lo strozzerei dall’invidia.

Ci voleva una serata come questa per mettere un punto finale e chiudere un pensiero. E poi aggiungere due punti per aprirne un altro.

La sera seguente, primo giorno d’estate, in tutta la zona è festa della musica. Fino a notte fonda piccoli complessi si alternano nelle piazze. Ho girato a lungo, ho visto bravi esecutori ma niente di così emozionante come la sera prima. Ho visto lo stesso signore abbastanza distinto, elemosinare la possibilità di cantare “J’ai tant besoin de toi” ma nessun complesso glielo ha permesso. Non era in scaletta, ma credo che quei grandi virtuosi non sarebbero neppure stati in grado di suonarlo.

Sì, ci voleva una serata così per mettere un punto. Ed in musica, ma anche nella vita, questo può avere diversi significati.

nous sommes esterel

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21 thoughts on “Histoire II en concert – Port de La londe – 20 Juin 2008

  1. Condivisione di umori, allegria ed ARMONIA. come solo con la buona musica (e con i buoni musicisti) si può.
    Che bellezza, mi sa che devo partire davvero per la Provence!
    🙂

  2. Lucia, è proprio così. Magari con uno stato d’animo più allegro e in una situazione diversa non li avrei nemmeno notati. O forse no…qualcosa in più degli altri, quelli del giorno seguente, ce l’avevano di sicuro.

  3. I punti in musica rappresentano le pause.
    E come nella musica anche nella vita abbiamo bisogno di pause.
    Mi sembra di capire che questa vacanza in Provenza ti abbia regalato molto caro Pan…non che il tuo già ricco spirito avesse bisogno di elevarsi ulteriormente, ma…in qualche modo, credo di non sbagliare, se dico che ti sei portato a casa più di qualche bella foto ricordo.
    Di certo con gli Hisotire II hai fatto uno di quegli incontri fortuiti (?) che si ricordano per sempre…

  4. @elle: i punti in musica possono essere pause, prolungamenti di valore, segno di staccato. Poi c’è il punto corona che prolunga a piacere il suono o la pausa. Io quest’ultimo non lo metterei mai, purtroppo c’è chi lo usa.
    @serena: ho visto che ti sei lanciata nei musical 🙂

  5. Touché Pan, giusta e doverosa precisazione, la tua!
    Si vede che non sono una musicista acculturata, i punti in musica hanno diversi significati, non solo quello di pause, ma era quello che al momento ricordavo…

    Perchè non useresti mai il punto corona? se prolunga a piacere il suono o la pausa mi sembra che una sua utilità ce l’abbia…

  6. nella vita non userei mai il punto corona sopra una pausa. Su una nota sì, lasciando che il suono sfumi fino a morire di morte naturale. Ma non metterei mai un silenzio indefinito, senza spiegazioni. E’ mortificante.

  7. Comunicazione di servizio. In questo momento su rai tre la nona sinfonia di Beethoven, in diretta da Piazza del Plebiscito Napoli.
    Da non perdere!!!

  8. Pan non sei solo un musicista, sei anche uno scrittore… Davvero, questa combinazione portentosa di parole e immagini arriva dritta al cuore… Senza frasi roboanti o effetti speciali, ma con le tue sensazioni spalmate lì e offerte, attraverso la descrizione di una serata che deve essere stata proprio speciale!

    Mi hai messo addosso voglia di Francia e di musica…

  9. grazie engel…in realtà sono solo uno che ha studiato musica e che cerca di scrivere. Ho un così alto rispetto delle parole “musicista” e “scrittore” che non so se le merito.
    Francia e musica sono un bel binomio, la patria del bel canto non è solo l’italia. Se poi ci aggiungi un mare pulitissimo e paesaggi incantevoli…

  10. “Quando Pierre fa scivolare le dita sul manico della chitarra, e spara accordi e scale, ecco, in quei momenti manderei al diavolo il mio pianoforte.” “Non farlo!!!”
    Ti ho sognato in Second Life. Ti ho visto di spalle ma ti ho riconosciuto per quel cappello che porti nella tua icona.
    Vagavi nello spazio, venivi teleportato, eccezione delle eccezioni, con tutto il tuo pianoforte nelle diverse landmark e ovunque tu planassi avevi una musica adatta per ogni occasione.

  11. uh! Viaggiare su un pianoforte volante…è proprio un sogno. E avere la musica adatta per ogni occasione, ancora di più. Ecco, in SL mi piacerebbe essere un Cantastorie moderno.
    Grazie sari

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