Il primo bacio

bacio

“Ti arrabbi se ti do un bacio?”
Dissi così, senza preavviso, anche se tutti e due sapevamo che sarebbe successo.
“No” mi rispose.
La baciai sulla guancia. Era gennaio e il suo viso profumava di fresco.
“Ti arrabbi se te ne do un altro?”
“No”.
Le diedi un altro bacio, sempre sulla guancia.
Ora le sue guance erano meno fresche: un leggero rossore le riscaldava.
Noi due, chiusi nell’ascensore di un palazzo alto dieci piani, ci scambiavamo i primi innocenti baci.
Non c’era stato nessun motivo particolare per entrare in quel palazzo, nessuna persona d’andare a trovare, neppure un conoscente. Era solamente un palazzo che distava trecento metri da casa sua e prima di lasciarci avevamo pensato di andare a vedere quanto impiegava un ascensore a salire là sopra.
“Andiamo al decimo?”
“Certo”
Fortunatamente era vuoto e quando arrivammo al quarto o quinto piano ebbi l’idea geniale di darle il primo bacio, poi il secondo, poi il terzo.
Io la baciavo durante la salita, lei contraccambiava durante la discesa.
Al decimo piano si sentiva la musica di un pianoforte, le note che sfumavano lentamente.
Dopo due giri di giostra uscimmo dal palazzo, l’accompagnai alla porta e poi rincasai, ubriaco di felicità. Era il mio quindicesimo compleanno, il giorno in cui avevo baciato una ragazza, la mia prima vera ragazza.
Quattordici anni dopo ripresi quell’ascensore. Salii fino al decimo piano e mi ricordai di quel giorno, delle guance fresche di Lucia. Sembrava che fosse lì. Forse mimai anche il gesto, il movimento della testa che si abbassa fino a raggiungere un ipotetico volto.
Ripensai a quei momenti fino a quando l’ascensore s’arrestò. Ero arrivato al decimo piano ed una porta s’aprì. Mi accolse l’accordatore che aveva restaurato la meccanica del pianoforte: ero andato a saldare il conto.
Quando scesi, nuovamente con l’ascensore, non so se mi fece più male il ricordo di quel primo bacio o i soldi che avevo appena lasciato a quell’uomo.

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32 thoughts on “Il primo bacio

  1. E tu scrivi il blog da un mese e non dici nulla???
    Non so se ritenermi offesa per non esserne stata informata o semplicemente piacevolmente sorpresa, nonchè contenta di avere un angolino in più da leggiucchiare e su cui lasciare il segno del mio passaggio.
    Per ora, visto lascio un bacio benaugurante…(visto l’argomento del post ci può stare…) che i tuoi pensieri possano continuare ad essere rari e furtivi a lungo Pan…

  2. certo di ricordi ne girano nei blog ma scritti in questo modo non credo. Si sente tutta la freschezza e il rossore del primo bacio. Ecco io non avrei messo la questione dei soldi, toglie un po’ di freschezza al racconto. Ciao Lucia

  3. @Elle: non sono sicuro di mantenerlo, il blog intendo. Ma se resisto sei sempre benvenuta.
    @Diemme: in uno dei primi post mi avevi rimproverato per la tristezza…si sta trasformando in malinconia e poi arriverà l’allegria.
    @ Arthur: siete proprio un bel trio…
    @Lucia: penserò al tuo consiglio. In effetti i soldi sporcano sempre tutto, anche i ricordi
    @Xeena: uhm…capiti male allora. Ma se per caso trovi quel qualcuno/a che te lo spiega…fai un fischio, arrivo di corsa.

  4. Sono tornata a leggere con più calma questo post sul bacio e ci ho (ri)trovato molte sensazioni conosciute, un po’ lontane nel tempo quelle dei primi baci…ma pur sempre preziose.
    E tu le hai sapute non solo raccontare ma evocare…
    Nel tuo scritto ed in quel bacio aleggia una freschezza ed una purezza che non son facili da far passare attraverso un monitor ed una tastiera.
    Quindi…ti prego, resisti!

  5. la fortuna (che ti invidio!) è ritrovare le note di un piano, lungo tanti quadri della tua vita, che sembra abbiano fatto capolino fin dentro la pancia della tua mamma! non fosse biografia, questa “rima” pianistica ha un sapore cinematografico!
    beato te!

  6. @clementina: abbiamo tutti un film da raccontare…e pure io invidio quello degli altri.
    @Mapi:grazie mapi. Devo stare attento con l’ironia. A volte mi sfugge, devo tenerla a bada per non banalizzare la storia.

  7. A me sembra di vederla, la facciata, tra le altre cose mi ha subito ricordato le case a ringhiera che ci sono sui Navigli a Milano….

    Pan, il tuo racconto, mi ha rituffato in una realtà, mai dimenticata, ma che alle volte guardo con leggera nostalgia.
    Tra le altre cose, l’ascensore è stato un paio di volte ignaro testimone di alcuni momenti teneri, anch’essi rubati o forse anche sognati.

    In fondo, quel che conta è che, questi momenti siano sempre lì pronti a ricordarci che l’amore, anche quello fatto di sguardi e di rossori, ci ha reso protagonisti, di realtà che un po’ per volta ci hanno aiutato a crescere, dentro nelle emozioni.

    E allora, leggera nostalgia, ma soltanto quella; per averle conosciute, alla ricerca di altre emozioni.

  8. a me piacciono gli ascensori di una volta, quelli con le grate ma non ne ho mai avuto uno. La mia casa è ad un solo piano ed ho avuto modo di usare l’ascensore frequentemente solo appena sposato, quando sono andato ad abitar in un moderno e chiassoso condominio. E si facevano molti incontri, strani, anche silenziosi ma piacevoli.
    Adesso ho solo cinque scalini e a volte mi siedo su quelli a pensare.

    Ok, vediamo chi indovina dove è stata scattata la foto delle testata.

  9. Ciao Panirlipe!
    Sono sparita senza dire niente… ma nessuno penso se ne sia accorto… cque… ho letto che non sai se manterrai il blog ancora per molto… e me ne dispiace… perché trovo sempre molto bello il modo in cui (ti) racconti… 🙂

    Ad ogni modo… per il futuro… in bocca al lupo …o meglio “tanta merda” come si dice in teatro!

    Ciao
    Nipo

  10. che bellini questi ricordi…magari erano riposti in un angolino della nostra mente, e di colpo ci si ripresentano così: nitidi e chiari.
    Molto bella l’immagine che mi ha reso questo post..fresca proprio come il primo bacio di un quindicenne

  11. @ema: uhm…può essere. Ma in realtà non sapevo se mi faceva più male il ricordo, la nostalgia di quel giorno o l’assegno appena staccato. Penso di più il primo. La spesa era in preventivo, il ricordo no.

  12. Quindi non sapevi che l’accordatore viveva in quel palazzo? O non ti era venuto in mente finchè non ci sei dovuto salire?

    Bellissimo post….e ammiro la scelta della foto (Doisneau è un mito per me…) 🙂

  13. Tutte le belle storie (cn belle immagini) attirano l’attenzione, almeno di persone con una certa sensibilità… 🙂
    Il salottino di DM per esempio ne è pieno!

  14. ….devo prendere spunto…….. peccato che nel palazzo in cui mi sono trasferita non c’è l’ascensore!!! per cui, quello che mi toglie il fiato mentre salgo le scale per tornare al mio appartamento non sono i baci, ma i tre piani a piedi (sei rampe da 12 scalini)…

  15. sì, devo cambiare un po’ di cose nella mia vita… potrei cominciare dal trasloco 🙂
    …in effetti dove sto adesso non ricevo neanche i baci perugina (che pure sarebbero graditi!)

    😉

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