Per Elisa

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“Ho bisogno del bagno” disse Chiara.
Eravamo io e lei in una sala di un vecchio convento. Un’ampia vetrata ci permetteva di godere della vista del lago e allo stesso tempo sentire i raggi amplificati del sole.
Io avevo appena terminato uno dei pezzi più inflazionati per pianoforte, una sonata che prima o poi qualsiasi studente impara: “Fur Elise” di Beethoven.
Lei ne rimase estasiata e alla fine, rossa in volto mi disse:
“Mentre la suonavi sentivo il cuore battere”.
Ricordo che indossavo un maglione grigio. Stranamente eravamo soli, tutti i nostri amici erano nelle altre stanze a giocare a biliardino.
Io non risposi o forse dissi qualche sciocchezza tipo:
“Succede anche a me, a volte”.
Provai a suonare dell’altro, forse Muzio Clementi, poi lei disse:
“Ho bisogno del bagno” ed uscì.
Io mi aspettavo che sarebbe tornata per farle battere il cuore ancora una volta.
Le avrei espresso qualcosa anche a parole, senza il pianoforte. Anzi, appena tornata avrei chiuso il pianoforte e insieme a lei avrei magnificato le bellezze del lago visto da quelle vecchie mura. E poi la profondità dei suoi occhi, due bottoni.
Dalle finestre vedevo un vecchio prete quasi centenario, un ex padre generale della congregazione, passeggiare nel cortile. Sgranava il rosario e ogni dieci ave marie faceva una pausa.
Chiara non tornava.
Chiusi il pianoforte e andai a cercarla: stava ridendo e giocando a biliardino.
E io mi chiesi se veramente aveva un cuore che batteva.

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7 thoughts on “Per Elisa

  1. Ecco perchè penso che a volte sognare, fantasticare – soprattutto sulle persone – non faccia troppo bene.

    Ci si illude inutilmente, troppo facilmente.

  2. @Ivy: è vero, ma se mancasse il sogno, la fantasia, verrebbero a mancare anche i bei pensieri, la poesia. E’ un rischio che io amo correre, anche facendomi del male.

    @Maria pina: batteva, batteva il suo cuore. Non in sintonia con il mio. Eravamo fuori tempo ed abbiamo steccato.

  3. @Donnaemadre: la tensione è andata a scioglierla in bagno. La verità è che non le interessavo poi molto se ha preferito giocare a biliardino. Ma può essere come dici tu, mi aveva visto come qualcosa di impossibile 🙂

  4. A volte, un minuto è perfetto così, e non serve nient’altro. A volte, ascolti una persona cantare, e il mondo scompare. Un paio di volte nella vita, può darsi. non di più. Una persona che conosci, e che vedi per la prima volta sotto una luce diversa, con la musica e le parole. In quei due, tre minuti sembra che esistiate solo voi due. Ma il più delle volte è l’illusione della musica. Il più delle volte è un pensiero, a sé, e niente di più. Ma la cosa splendida è che non è niente di meno della vita. E’ un istante, perfetto. E la vita è solo un insieme di istanti perfetti.

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