Elefanti maestosi

 piano

 Una volta, in centro città c’era un bellissimo negozio di pianoforti, il più bello in assoluto. Un ampio salone esponeva cinque pianoforti a coda. Tu passavi lungo la via e ti fermavi davanti alla vetrina a contemplarli, come se fossero automobili. Erano lì, offerti agli occhi di tutti, appassionati o meno, simili ad elefanti maestosi. Io li guardavo e vedevo il mio volto riflesso sul coperchio sollevato. Cinque pianoforti a coda, non c’era altro. Sembrava quasi di sentire la musica passare attraverso il vetro. Dico di più: pareva che ci fosse sempre il sole.

Adesso vendono vestiti e io non mi fermo più.

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5 thoughts on “Elefanti maestosi

  1. Anche qui abbiamo assistito allo stesso fenomeno, e veramente è una tristezza. Vecchie bottege artigiane, librerie dal sapore antico, tutte sostituite da jeanserie e oggettistica (oltre che banche e agenzie immobiliari). Prima andare al passo per il centro era un piacere, guardare i negozietti e le botteghe era catartico. Oggi è una specie di alienazione, tutto sembra uguale. E comunque, siccome al peggio non c’è mai fine, anche i negozi di jeans e di oggettistica, gestiti da un proprietario, stanno scomparendo, per lasciare il posto a catene e franchising vari. A Roma c’è un ecomostro – un enorme centro commerciale di recente apertura – in cui non c’è negozio che non faccia parte di una grande catena. Il tutto in un ammasso di cemento che, per me, è da film dell’orrore. Assolutamente inquietante.

  2. Sbaglio o è un cricetino quello sul pianoforte?
    Io ne ho avuta una, Milla, che adoravo..
    Comunque, è davvero affascinante passare ogni giorno di fronte ad una vetrina che fa sognare, che sa di buono, che sa di musica, che sa di passione..ci si ferma lì, come col nasino all’insù a gurdare gli aquiloni quando si era bimbi.

  3. @Donnaemadre> al peggio non c’è mai fine, è vero, e se tutto il peggio fosse racchiuso negli ecomostri a me andrebbe pure bene. Ma a quanto pare, non siamo tutti uguali e probabilmente alle gente piacciono questi negozi tutti uguali e asettici. Chissà… forse bisogna andare nei piccoli paesi di provincia per trovare qualcosa di genuino.

    @aureolina> sì, è una criceta. Dopo due anni e quattro mesi se ne è andata. Però ha fatto in tempo a fare qualche bella sonata!

  4. Io avevo un cricetino, invece …”Puzzolino”…che sembrava essere più dolce e sensibile di tante persone che conosco.
    A me purtroppo è durato solo un anno e mezzo e si è spento nella sua adorata vaschetta del cibo… non ne ho più voluto altro, perchè di Puzzolino ce n’è stato uno solo e ce ne sarà uno solo…

    Non si possono “rimpiazzare” le emozioni che si provano per qualcosa/qualcuno, perchè rimangono “uniche” solo nel loro contesto. E questo vale tanto per gli essere viventi quanto per gli oggetti.
    🙂

    Mi piace sempre come scrivi.

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