Una mela al giorno

L’allevò con cura, sacrificando una parte del suo pranzo, non tutto ma almeno le briciole. E si sa, in prigione anche le briciole saziano.

Angelo “pugnochiuso” sapeva il fatto suo, soprattutto come disfarsi del peggior nemico all’interno del carcere, quel Jimmy Fucile che tempo prima gliel’aveva giurata.

Angelo allevò un verme, un piccolo lombrico quasi insignificante e quando divenne abbastanza grande prese una mela, ci fece un foro, c’infilò il verme e chiuse bene il buco.

“Tieni, dalla a Jimmy” disse Angelo a Frank il postino.

Sapeva che andava matto per le mele e che se le sparava in bocca tutte intere, come potrebbe fare un orso. Infatti, Jimmy l’addentò senza esitazioni e in due bocconi la mandò giù, torsolo compreso. Con il gambo si pulì i denti.

Dopo qualche ora, durante il riposo, Jimmy s’addormentò e il verme prese a risalire. Cominciò a percorrere l’esofago, a risalire nel naso, us cire da una narice per rientrare dall’altra. E continuò fino a quando, durante questo rapido peregrinare andò a sbattere contro la valvola che portava ai polmoni. Cercò di entrare, questa si chiuse e rimase incastrato. In pochi minuti Jimmy morì soffocato.

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