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Archivio per la categoria ‘thoughts’

Bisogna andare vicino alla tela per vedere il sangue che schizza sui suoi vestiti, sul seno. E osservare i lineamenti del volto: duri, severi e allo stesso tempo sereni.

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“Dovevamo proprio indossare questi buffi copricapi ?” dice lei a denti stretti.
“Certo! Servono per rendere più realistica la foto”.

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“Sonia, quando esci dalla vasca sembri la Venere del Botticelli e per me quello è il momento più bello della giornata”.

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Se anche poche note sembrano troppe, forse è il caso di liberarsene del tutto, dare aria a se stessi e al pianoforte.

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Chi non è caro agli dei ed ha la fortuna di invecchiare, facilmente non ci arriva con i suoi denti e già in vita è possibile capire se una persona ha le sue punte originali, se dispone di protesi o se ha effettuato sbiancamenti al perossido.

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Era stato sufficiente uno sguardo. E poi un sorriso.
Il giovane uomo capì e andò a sdraiarsi vicino alla signora, una bionda di sessant’anni che di sicuro, con gli abiti addosso faceva ancora la sua bella figura.
Il tessuto che mancava lasciava capire che la sua pelle non era più giovane, tonica, liscia. Abbronzata sì, ma permeata [...]

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Uno dei motivi per cui al sabato acquisto La Repubblica è per leggere la rubrica di Concita de Gregorio sull’allegato “D”.

È il primo articolo che leggo e spesso ritaglio la pagina e la metto da parte, per leggerla con calma. Nel mio quaderno degli appunti ne conservo una che ogni tanto vado a consultare, così, tanto per ripassare e capire come funziona la vita. Risale allo scorso anno o forse all’anno prima ancora e qui ve la riporto quasi integralmente.

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Perché questi, gli Histoire II fanno musica con passione, anima, amore, condividendola in pieno con i presenti. Ed è così che va fatta. Tutto il resto, i mega concerti, le esecuzioni perfette…sono solo spettacolo.

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Arrivedoorciii!

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Parole vecchie

Fra i tanti libri, quello a cui tengo di più è il dizionario di mia nonna Cornelia, un edizione del 1886 dalla copertina marrone e rigida, composto da 1350 pagine.
In esso ci sono alcuni definizioni spassose e altre che fanno lavorare anche le zone del cervello solitamente pigre.
Prendiamo ad esempio la definizione di tre:
“Che [...]

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