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Archivio per la categoria ‘dita’

Scese nel suo appartamento, fece una doccia e poi indossò un accappatoio bianco. Si profumò di vaniglia, addolcì le labbra con del burro cacao e per cinque minuti valutò la sua figura davanti allo specchio.

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Osservava dall’alto la ragazza che piegata sul tavolo cuciva due pezzi cuoio. Per lei era il primo giorno di lavoro, sudava freddo ma non lo faceva capire.

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Sunday Morning #1

Sunday morning, praise the dawning
Its just a restless feeling by my side
Early dawning, sunday morning
Its just the wasted years so close behind
Watch out, the worlds behind you
Theres always someone around you who will call
Its nothing at all
Sunday morning and Im falling
Ive got a feeling I dont want to know
Early dawning, sunday morning
Its all the streets [...]

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Se anche poche note sembrano troppe, forse è il caso di liberarsene del tutto, dare aria a se stessi e al pianoforte.

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La patina di nero che si deposita sui tasti può avere origini diverse. A me piace pensare che siano le note dello spartito che si smaterializzano e cadono.

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Assomiglia ad una mia vecchia amica, Emy, ma quest’ultima non la vedo da vent’anni e quindi la somiglianza può essere svanita.
È la femme du boulanger.

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Mi avvicino a lei. Potrebbe avere cinquantacinque anni e dimostrarne dieci di meno. Ma potrebbe anche avere quarantacinque anni e portarli con disinvoltura.

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“Devi passare il pollice sotto il dito medio”. Dico questo prendendole il dito e poi l’intera mano, per spiegarle il passaggio del pollice. Le sue dita sono tutte inanellate, mi fermo un attimo, conto tredici anelli e poi una decina di braccialetti al polso.
“Sbaglio qualcosa?” mi chiede perplessa.
“No…scusa, stavo solo contando i tuoi anelli”.
“Ah! Sono [...]

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