Quando i figli superano i padri

novembre 7th, 2011 § 36 commenti

Chissà cosa pensò Leopold Mozart quando scoprì che i suoi figli avevano molto talento. Non solo il piccolo Wolfango ma anche la più grande Anna Maria, la quale, forse, non si dedicò alla composizione in quanto donna.
E chissà cosa pensò Monaldo Leopardi, o meglio, cosa penserebbe adesso, perché in vita non andava molto d’accordo con il figlio Giacomo. Cosa direbbe di suo figlio?
E poi Cécile Sauvage. È più famosa lei, poetessa francese (Ti ho scritto al chiaro di luna sul tavolinetto ovale, con una scrittura pallidissima, parole tremolanti, a pena tinte d’arcobaleno…) o il figlio Olivier Messiaen, compositore, organista e ornitologo che compose Le merle noir, per testare l’abilità dei flautisti che volevano accedere al Conservatorio di Parigi?

Comunque sia, a volte i figli superano i padri e mia figlia non fa eccezione. Prima di me finisce sugli scaffali delle librerie. Eccola qui, come soggetto e autrice di una copertina per il romanzo “Antropologia di una ragazza“, di Hilary Thayer Hamann, edito dalla Fandango, dal 14 novembre in tutte le librerie.

Di cosa parla?

Eveline Auerbach frequenta l’ultimo anno di liceo in una cittadina degli Hamptons, vicina a New York, eppure lontana mille miglia. Il suo è un mondo piccolo, protetto. Vive con la madre, confusionaria e generosa, che insegna al college. Il padre vive con un’altra donna ma le vuole un gran bene. Poi c’è Jack, il fidanzato un po’ maledetto, che la adora. E Kate, l’amica del cuore, inseparabile. La vita di Evie sembra già angosciosamente stabilita. Ma poi arriva Rourke, un pugile sexy e tenebroso, che dà una mano a preparare la recita scolastica. E quando le lezioni finiscono, l’estate è una resa assoluta al corpo, e la passione spazza via il resto. L’età adulta irrompe come una nevicata improvvisa che ricopre ogni cosa, e la vita non è altro che complicazione, incomprensione, confusione. Trasferirsi a New York per seguire l’amore è una discesa agli inferi, che sembra senza fondo. Ma gli angeli esistono, anche in una metropoli.

Insomma, Jane Austen incontra il XXI secolo, si è detto.
E se mi chiedete cosa provarono Leopold, Monaldo e Cècilia, ve lo dico io: tanta soddisfazione.

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