Una musica costante è la storia di un amore, di un musicista, del suo quartetto d’archi. E poi è la storia di una pianista che nasconde un segreto, una delle peggiori cose che possono succedere ad un musicista.
Michael, il narratore, è un violinista che contro il volere del suo maestro ha scelto di suonare in un quartetto e non come solista.
Molte pagine del romanzo sono dedicate al rapporto tra lui e gli altri componenti il quartetto. Così dice in una delle prime pagine:
“Ogni prova del Quartetto Maggiore comincia con una scala di tre ottave, semplice e molto lenta, di tutti e quattro i strumenti all’unisono…Per quanto pesanti siano state le nostra vite negli ultimi giorni, per quanto acri le discussioni sulle persone, o sulla politica, per quanto viscerali i dissensi su ciò che stiamo per eseguire e su come eseguirlo, la scala ci ricorda che, quando si arriva a suonare, siamo una cosa sola”.
Michel suona un prezioso Tononi, prestatogli all’inizio della sua carriera da un’anziana signora che lo aveva spinto ed educato alla musica. L’ansia di perdere quello strumento accompagna molti pensieri del protagonista. Allo stesso tempo, Michel ama una donna che non gli appartiene, Julia, che non ha mai cessato di amare ma dalla quale dieci anni prima è fuggito.
Un incontro casuale ma fortemente cercato fanno riprendere questo amore che per un breve periodo prende il sopravvento sulla saggezza, la serenità conquistata, la famiglia di lei, i rapporti con il quartetto.
Perché si può leggere
Non è un libro riservato ai musicisti, anzi, anche chi è completamente dstante dalla musica classica, alle sue dinamiche e ai suoi significati, ne rimane affascinato ed incuriosito.
Parla di amore, amicizia, musica, tradimento, sfide. Insomma, parla di vita e la versione economica della TEA costa solo otto euro, troppo poco.
La struttura in brevi capitoli invece di rendere frammentaria la lettura, la rende più dinamica, leggera. Si può leggere un capitolo tra un pensiero e l’altro, tra un’occupazione e uno scambio di parole, per accorgersi poi di aver finito l’intero libro.
Io lo sto rileggendo per la seconda volta, alla ricerca di quelle note nascoste, fraseggi musicali che al primo ascolto passano inosservati.
L’autore
Vikram Seth è nato a Calcutta nel 1952. Ha studiato Economia alla Stanford University, trascorrendo lunghi periodi in Inghilterra, California, India e Cina.
Ha pubblicato: Autostop per l’Himalaya (1983), che descrive l’avventuroso viaggio compiuto da Nanchino a Dehli, passando per il Tibet, romanzo che ha ricevuto il Thomas Cook Travel Award
Nel 1986 scrive The Golden Gate un romanzo in versi che vende più di centomila copie soltanto negli Stati Uniti.
Il successo internazionale lo raggiunge con Il Ragazzo Giusto.
Non sai che regalo mi hai fatto con questo post, caro Pan…
Il violino è uno dei miei strumenti preferiti, da bambina mia mamma era persino andata ad informarsi per mandarmi a lezione, ma poi aveva scoperto quanto costava e allora…non se ne fece più niente.
E allora oggi mi limito ad ascoltare David Garrett e a sognare di suonarlo io quel violino, poter emettere quel suono limpido, cristallino, che ti arriva dentro come una lama, ma che, all’occorrenza, sa anche accarezzare come una piuma…
Ma al di là delle digressioni personali, volevo dirti che leggerò senz’altro questo libro, dal breve assaggio che ne hai dato, direi che merita di essere letto, se non altro per respirare ancora un po’ di quelle note mischiate alle vicende ed ai sentimenti di Michel e Julia, per sentirmi anch’io un po’ parte di quel quartetto…
Elle, pensa che dopo la lettura del libro mi era venuta voglia di iscrivermi ad un corso di violino o violoncello. Ero anche andato a vedere i prezzi degli strumenti. Poi ho pensato che era meglio attendere, lasciar passare l’entusiasmo perché è comunque un impegno e di tempo ne ho pochissimo. E a me non piace fare le cose e lasciarle a metà. E’ rimasto un bel sogno, ma non si sa mai…
E poi tu già suoni il piano, io invece alla fine non ho più imparato a suonare nessuno strumento…ed è una cosa che mi manca un po’.
Ce l’ho dentro come desiderio, ma ora, come dici anche tu, mi manca il tempo.
Certo che siamo un bel gruppo di artistoidi pazzi però, eh?
Ognuno con la sua “vena” artistica più o meno espressa, più o meno trattenuta…
dipende sempre da quello che si vuole ottenere. Non è mai troppo tardi per imparare a suonare discretamente, servono solo le motivazioni. Il guaio è che queste, anche se sono deboli, quando si è giovani sono sorrette da una certa severità e da un impegno costante. Quando si è adulti, le motivazioni forse sono genuine ma i tempi e le contingenze predominano.
Non conosco l’autore ma mi hai incuriosito, non conosco neanche la musica ma è sempre un piacere ascoltarla, grazie per la segnalzione.
Ciao Lucia
Ti ringrazio anch’io della segnalazione. Andrò a cercarlo oggi stesso.
Interessante!
Hai letto “Il violino nero” di Maxence Fermine? Molto carino qui 
il violino nero? No, vado ad informarmi subito!
ho visto. Sì, Neve credo che sia più delicato ma interessante quanto il primo. Grazie per i consigli!
Di nulla…
dato che mi sembra di aver capito che sei un musicista, ti consiglio anche Canone Inverso (Maurensig Paolo) e il film omonimo… ma forse questi già li conosci 
di maurensig ho letto La Variante di lunemburg, se non ricordo male il titolo. canone inverso sta nello scaffale dei libri da leggere, uno scaffale che diventa sempre più largo e profondo, accidenti.
Quello non lo conosco
No comment sui libri, sono afflitta da bibliofilia allo stato più acuto… ma più largo e profondo perchè contiene tanti libri che ancora mancano all’appello, il che significa poco tempo da dedicare?
in un certo senso sì. Lo scorso anno sono riuscito a leggerne una trentina ma quelli che vorrei leggere sono tanti e come si sa, il più bel libro è sempre il prossimo
@Pani: sai era da tempo che cercavo un consiglio su qualcosa da leggere. Penso che seguirò il tuo
Ti farò sapere…
@Elle: Incuriosito dal tuo commento mi sono procurato un cd di David Garret (Virtuoso). È bellissimo! Grazie davvero!
ciauz
@markinho, se già non suoni, alla fine del libro ti viene voglia di studiare il violino…non fosse altro per innamorarti.
cavolo se dici così mi viene voglia di mollare lì il libro che sto leggendo
ciauz
be’, puoi sempre provare. Però ogni libro va letto al momento giusto e non ha lo stesso effetto su tutte le persone. Insomma, i libri sono come le medicine. Se la prendi quando non serve hai solo effetti collaterali.
Dici una cosa molto vera!

Metti che mi stia innamorando… pensi avrebbe effetti collaterali?
Cmq nn “preoccuparti” se nn mi piacerà al massimo ti chiederò un risarcimento
puoi sempre regalarlo alla tua innamorata. Farà un piantino ma poi non ti molla più. Questo però è un rischio
Hey Pani volevo dirti che ho corso il rischio…
Sai come si dice? “Un cuore pavido non ha mai conquistato una donzella!”
ciauz
uh! Auguri allora. Spero che il rischio ne valga le pena…